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Quinzi: “Per la mia Folgore
un futuro diverso”

ECCELLENZA - Al lato delle oggettive difficoltà interne ai gialloblù, il mister trova gli elementi su cui fare leva e ben sperare per il resto della stagione. L'entusiasmo sbarazzino di chi non ha niente da perdere, organizzato, è l'arma con la quale provare a far pagare pegno ad ogni avversario
mercoledì 21 settembre 2016 - Ore 21:10
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saturnino-quinzi

FALERONE – Tre sconfitte in altrettante gare di campionato, un gol fatto e sette subiti, non sono decisamente il biglietto da visita corrispondente al vero profilo della Folgore Veregra.

Questo il pensiero del tecnico Saturnino Quinzi, dopo un lungo periodo di stop tornato in pista abbracciando i rischi della scommessa gialloblù, caratterizzata da una rosa profondamente basata sulla canonica linea verde con tanto di organigramma societario ancora work in progress.

La tardiva partenza delle danze di stagione completa il quadro che, prendendo in prestito il lessico finanziario, ipotecherebbero il campionato folgorino come una cambiale a scadenza debitoria. Lo spirito indomito e la consapevolezza della situazione dal principio fanno però del dettato di Quinzi un’arma da spendere per il resto della stagione che, con ottimismo, rimanendo in tema potrebbe diventare un assegno circolare all’incasso.

Mister, nei giorni scorsi diceva che il primo mese solare di stagione corrispondeva alla vostra preparazione. Alla vigilia della quarta partita, la sua squadra è dunque pronta?

“Considerando il lavoro che abbiamo fatto sino ad ora credo che dalla quinta gara in poi potrebbero venire a galla i frutti del nostro impegno. Anche nella prossima sfida cercheremo di fare punti, è chiaro, però non dobbiamo vivere l’approccio di torneo come un’ossessione proprio perché siamo consapevoli della nostra realtà. Non fossilizziamoci sui dati numerici che, come preventivabile a monte, non sono affatto distanti dalla situazione che ci aspettavamo. Con questa settimana chiudiamo perciò la fase di carico, di conseguenza a venire avremo le gambe più idonee ad interpretare il ritmo di questo duro campionato, così come una mente più allenata all’impegno a cui siamo chiamati”.

Quanto le pesa non poter contare sull’esperienza di elementi over in campo?

 “Oggettivamente persa. Noi ci stiamo però organizzando con il profilo di cui disponiamo, noto a tutto il panorama calcistico. Devo ammettere che i miei ragazzi vendono cara la pelle in ogni occasione, senza difettare di agonismo persino in allenamento, ma inevitabilmente davanti al calibro dei calciatori che incrociano cadono in errori banali, di gioventù, come naturale che sia. Vorrà quindi dire che in questa prima fase, oltre a temprare i muscoli, dovremo far tesoro in fretta delle situazioni negative che ci sono costate care, per la serie sbagliando si impara”.

Si attende qualcosa perciò dal mercato in entrata?

 “Quando ho accettato la sfida sapevo delle difficoltà a cui sarei andato incontro, quindi vado avanti con quello di cui dispongo. E’ chiaro però che se nel mentre arrivassero due – tre elementi di categoria, o comunque con esperienze radicate in campionati di un certo spessore, sarebbero ben accetti ed andrebbero a fare la chioccia ad un gruppo con un età media bassissima. Addirittura con noi c’è un classe 2000, in ordinaria amministrazione riconducibile alla categoria giovanile Allievi”.

Alla vigilia della sfida interna contro l’Atletico Gallo, quarta di calendario e dunque ancora compresa nel periodo di formazione genetico, quale responso del campo si aspetta?                                                        

“Non guardiamo affatto al tipo di avversario che avremo di fronte, bensì ci approcciamo al prossimo match ripercorrendo e analizzando le sfide andate in archivio. Nella prima partita il nostro intento era quello di prendere meno gol possibili, ci siamo riusciti (2-0 a Grottammare, ndr). Era ovvio che, tra valori in campo e condizione fisica, partivamo molto più che svantaggiati. Nella seconda, in casa contro l’Helvia Recina, abbiamo subìto al pronti via due rigori, condizione che avrebbe abbattuto un toro. Ebbene, abbiamo provato a rialzare la testa e la saracinesca sulla partita è di fatto scesa solo con situazioni da palla ferma. Sabato scorso, a Porto D’Ascoli, ecco la rete del loro vantaggio sul duplice fischio a chiusura del primo. Fossimo andati al riposo sullo 0 – 0 avremmo affrontato la ripresa con un altro spirito. Nonostante ciò sono state tante le nostre occasioni per pareggiare. Non ci siamo riusciti, poi abbiamo incassato il raddoppio.  Tutto questo per dire che non siamo del tutto lontani dal poter abbracciare l’Eccellenza con un piglio diverso, fatto di consapevole convinzione e spirito battagliero”.

Paolo Gaudenzi


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