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Sconfinamenti: “Una persona su 113
è richiedente asilo, sfollato interno o rifugiato”

PORTO SAN GIORGIO - Giovedì scorso il primo appuntamento con la cittadinanza. Si prosegue domani nel teatrino della parrocchia di "Gesù Redentore" e il 3 ottobre alla "Sacra Famiglia"
lunedì 26 settembre 2016 - Ore 15:52
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Sconfinamenti Sprar

Giovedì scorso si è svolto, il primo incontro tra la cittadinanza e l’equipe del progetto Sprar “Sconfinamenti”, al ricreatorio di Porto San Giorgio. Assieme a loro, presenti alla serata, i primi nove ospiti del progetto: due ragazze somale, quattro ragazzi gambiani, un ragazzo ivoriano, un ragazzo nigeriano e un ragazzo pakistano.

Moderatore della serata, Luca Vagnoni, che nel progetto segue l’area della comunicazione, organizzazione eventi e accompagnamento sanitario. Vagnoni ha aperto la serata presentando i suoi colleghi e motivando la scelta del nome “Sconfinamenti”. “Un nome significativo, che sta a sottolineare – comunicano gli organizzatori – l’importanza di superare i confini creati da luoghi comuni e pregiudizi. Un intento che va controcorrente rispetto al momento storico che stiamo vivendo, in cui si è tornati a erigere muri e a fomentare odio e divisioni, invece che pensare a costruire la pace e il dialogo tra i popoli.
Dopo i saluti iniziali del padrone di casa, Don Ermanno, sempre sensibile e attento a questo tipo di iniziative, è intervenuto l’assessore alle Politiche Sociali del comune di Porto San Giorgio, Francesco Gramegna, che ha rimarcato quanto l’amministrazione comunale, titolare del progetto, sia da anni impegnata in prima linea contro le discriminazioni e quanto sia importante mettere in campo azioni volte a favorire l’integrazione nel tessuto sociale dei cittadini stranieri.

gramegna uno

L’assessore Francesco Gramegna

A fare un punto più preciso sui numeri del fenomeno migratorio a livello globale, ci ha pensato il video realizzato dall’ Unhcr “Global Trends”, proiettato ad inizio serata. Il nuovo rapporto annuale riporta un numero senza precedenti di persone costrette a fuggire dalle loro case, con 65.3 milioni di migranti forzati alla fine del 2015 rispetto ai 59.5 milioni di un anno prima. Con una popolazione mondiale di 7,349 miliardi di persone, questi numeri significano che una persona su 113 è oggi un richiedente asilo, sfollato interno o rifugiato.
Matteo Simoni, coordinatore di “Sconfinamenti”, ha spiegato nel dettaglio cosa è lo Sprar (Sistema di Protezione Richiedenti Asilo) e le specificità del progetto in attuazione sul territorio comunale, soffermandosi in particolar modo sulla differenza tra Cas (Centri Accoglienza Straordinaria) e Sprar, e insistendo sulla sistematicità, regolamentazione e organizzazione chiara e trasparente di quest’ultimo. Nel progetto non ci si occupa di assistenzialismo, ma di costruzione di percorsi individuali volti alla riconquista di un’autonomia perduta.
Serena Morelli, operatrice dell’equipe che segue l’area amministrativa, ha dato testimonianza agli intervenuti delle prime esperienze di supporto sul territorio ed ha chiarito alcuni concetti, quali la differenza tra profugo e rifugiato, smontando pezzo per pezzo, i diversi luoghi comuni che ruotano attorno agli stranieri, uno per tutti la storiella dei 35 euro al giorno a loro destinati.
A tirare le somme dell’incontro e approfondire alcuni degli aspetti precedentemente trattati è stato Alessandro Fulimeni, coordinatore di tutti i progetti Sprar per la Cooperativa “Nuova Ricerca Agenzia Res”, uno dei due enti attuatori del progetto insieme all’ong Cvm (Comunità Volontari per il Mondo). Per questo ente era presente il presidente Paolo Padovani.
Presenti anche Gelsomina Viscione, altro importante componente dell’equipe, che grazie alla sua pluriennale esperienza da insegnante e dirigente scolastico, si occupa di seguire l’area L2 e dell’ organizzazione dei corsi di italiano per gli ospiti.
Tra gli intervenuti anche Elisabetta Baldassarri, ex assessore alle Politiche Sociali e consigliere comunale di Porto San Giorgio.
La serata è poi proseguita con un interessante dibattito tra i presenti e l’equipe, utile per chiarire dubbi, e curiosità in merito al progetto. Al termine della serata un piccolo buffet di dolci ha allietato i presenti”.
Prossimi due appuntamenti di questo primo ciclo di incontri: martedì 27 settembre, alle  21, al Teatro Parrocchiale della Parrocchia Gesù Redentore a sud di Porto San Giorgio e lunedì 3 ottobre alle 21 presso la sala teatrale parrocchiale sita all’interno della parrocchia Sacra Famiglia, a nord di Porto San Giorgio.


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