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A Fermo arriva il baratto amministrativo:
pagare le tasse senza usare il denaro

FERMO - Il consigliere e presidente della prima commissione, Stefano Paci, ne illustra le modalità: "Basta fare una domanda al Comune in cui si spiega il servizio di utilità pubblica che il cittadino è intenzionato a offrire"
martedì 27 settembre 2016 - Ore 10:08
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stefano-paciConsiglio Comunale stasera a partire dalle 18.30. Decimo punto all’ordine del giorno l’approvazione del regolamento del baratto amministrativo: in pratica sarà possibile a Fermo pagare le imposte comunali ( IMU, TARI,…) invece che usando il denaro, attraverso la prestazione di alcuni servizi a vantaggio della collettività. A descriverlo il dottor Stefano Paci, consigliere comunale e Presidente della 1° commissione.
“Basta fare una domanda al Comune – spiega Paci –  in cui si spiega il servizio di utilità pubblica che il cittadino è intenzionato a offrire e che deve rientrare in uno di quelli previsti dalla legge 164 del 2014 e dal Regolamento Comunale. I servizi riguardano: i settori della pulizia cittadina, delle manutenzioni di strutture pubbliche, di alcune aree verdi, delle piazze, del decoro urbano in genere, delle iniziative culturali. Ci sarà un apposito bando che spiegherà le modalità tecniche per la partecipazione attiva del cittadino.”

Vediamo quali saranno alcuni aspetti salienti:
– La prestazione oraria avrà un valore di 9 ore;
– Il reddito ISEE da dichiarare dovrà essere inferiore a 13.000 euro;
– Il singolo progetto avrà un valore minimo di 360 euro per esigenze di economicità nella gestione dei progetti stessi.

Consigliere Paci che aggiunge: “Anche le rappresentanze dei sindacati sono state ascoltate e alcune loro indicazioni sono state accolte nella messa a punto del Regolamento Comunale. Il Comune di Fermo assicurerà la formazione, l’assicurazione e la dotazione degli strumenti di lavoro, se necessari. Il baratto amministrativo ha lo scopo principale di favorire iniziative che partono dai singoli cittadini o da gruppi di cittadini, meglio ancora se da associazioni riconosciute. Due sono gli aspetti da sottolineare. Uno di natura finanziaria: il cittadino fornirà un servizio per così dire minore e verrà pagato abbuonandogli una o più rate IMU o TARI in base al valore del progetto eseguito. Quindi non ci sarà un’immediata uscita di cassa per il Comune ma in sostanza il riconoscimento di un credito fiscale, a valere sull’anno in corso e al massimo fino al secondo anno successivo. Inoltre la funzione sociale del baratto amministrativo che mi auguro diventi l’aspetto più importante. Penso che il cittadino sappia molto bene cosa occorre al suo quartiere, sempre in termini di pulizia dei luoghi, di manutenzioni, di migliorie d’arredo e di altri interventi inquadrabili nel baratto amministrativo. Potrebbero nascere allora gruppi di cittadini che progettano servizi di pubblica utilità da proporre al nostro Comune : una vera e propria forma di cittadinanza attiva! L’amministrazione Comunale in questo modo vuole fornire uno strumento di sostegno reale alla fasce più deboli dei cittadini in una fase di perdurante crisi economica e sociale“.


© RIPRODUZIONE RISERVATA


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