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Bocciato il referendum sull’art. 18 ma per Di Cosmo la lotta per i diritti non si arresta

mercoledì 11 gennaio 2017 - Ore 15:14
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di Andrea Braconi

La notizia della bocciatura del referendum sull’articolo 18, promosso dalla Cgil, la apprende da noi al telefono. “Secondo la nostra organizzazione, come secondo tanti costituzionalisti, è una sentenza sbagliata anche se poi dobbiamo rispettare quello che fa la Corte Costituzionale”, afferma Maurizio Di Cosmo, segretario provinciale della Cgil Fermo.

Cosa implica questa decisione, pur considerando che i quesiti su voucher e appalti sono stati dichiarati ammissibili?

“Non finisce la lotta per la dignità del lavoro e quindi per i diritti, però ci pare un errore per ragioni giuridiche che avevamo elaborato anche con la collaborazione di tanti giuristi, tra i più eminenti della nostra Repubblica.”

Qual è il vostro piano B?

“Guarda, il nostro core business è la lotta per i diritti e vedremo perciò altri percorsi da fare perché senza la tutela reale sui licenziamenti ingiusti i diritti del lavoro non potranno essere affermati o, comunque, sarà molto più difficile affermarli. Proseguiremo chiaramente per via contrattuale sulle nuove assunzioni, però non è sufficiente: c’è bisogno di una legislatura che faccia riferimento ad un sistema del lavoro degno di una Nazione democratica

Restando sui voucher, non possiamo non parlare del caso che vi ha toccato da vicino e che vi vede contrapposti anche in queste ore al presidente dell’Inps Boeri.

“A parte l’opportunità o meno, finché non sarà abrogata la normativa vigente e non ce ne sarà una nuova che riguarda i lavori occasionali per alcune categorie di persone, e quindi di lavoratori, è evidente che quanto fatto dallo SPI di Bologna rientra in questo ambito in maniera del tutto legittima. Ripeto, la normativa vigente va abrogata perché rappresenta un abuso da parte delle imprese ed un’istituzionalizzazione del lavoro irregolare. Anche per le ore di assunzione attraverso i voucher, ci si aggiunge quella parte di lavoro nero che non viene registrata: io assumo con un voucher una persona per un’ora, però poi la faccio lavorare per due o per tre e il resto lo pago in nero. Noi abbiamo visto, ad esempio, che per quanto riguarda il lavoro stagionale questo è stato colpito in maniera pesante dalla sostituzione del lavoro con i voucher. Quindi, noi in maniera coerente continuiamo con l’abrogazione della normativa.”


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