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Razzismo, lo sguardo vivo dei giovani di Noisette e la tagliente satira di Montanini

FERMO – Presentazione del comitato domenica pomeriggio al Soul Kitchen alla presenza del comico, di rappresentanti dello Sprar, di richiedenti asilo e dei Velocy Raptus Crew
martedì 17 gennaio 2017 - Ore 10:39
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di Andrea Braconi

Pur nella sua singolarità, il nome del comitato contiene già i cardini della loro azione sociale, dove le differenze diventano un valore aggiunto. Noisette è un gruppo di giovani, tra cui molti studenti, che da diversi mesi si riuniscono, discutono e progettano in una città che, mai come in questa fase, necessità di una seria riflessione su razzismo, discriminazione ed un’intolleranza che, per quanto qualcuno si sia sforzato e continui a sforzarsi, è impossibile da nascondere sotto il tappeto.

Partendo da qui, Irene, Sara e tante altre ragazze e ragazzi hanno deciso di dare forma ad un pomeriggio “diverso”, appunto: perché quello di domenica 22 gennaio al Soul Kitchen di Fermo, a partire dalle ore 17.30, sarà un vero e proprio spartiacque. Da un lato per la presenza di chi come Giorgio Montanini si è sempre speso su questi temi, ovviamente con la sua chiave di lettura particolare, dall’altro i rappresentanti dei progetti Sprar, le testimonianze di richiedenti asilo e la performance rap dei Velocy Raptus Crew.

“Abbiamo preso il nome di Noisette – raccontano le stesse Irene e Sara – perché indica il ‘caffè macchiato parigino’. Ciò va a significare il nostro profondo desiderio di vivere in una società simile al ‘nostro caffè’: multietnica, fatta di mille colori, idee e sorrisi. Per quanto possa avvicinarsi all’utopia, l’oceano è composto da infinite gocce, ed ogni atto di indifferenza rappresenta una goccia in meno. Ogni azione è importante, ora più che mai. Nell’attuale situazione di noncuranza che si manifesta nel mondo, ogni giorno, ognuno di noi nel suo piccolo è una voce fuori dal coro.”

Ma chi siete, chi ha fatto la scelta di spendersi su questi temi?

“Lo scorso novembre, prendendo coscienza di avere gli stessi ideali e principi, grazie anche all’aiuto del Comitato 5 Luglio abbiamo deciso di trasformare “un gruppo di giovani” in un “comitato attivo” che si batte per la solidarietà, il rispetto reciproco e la lotta contro il razzismo, per far sì che ciò in cui crediamo diventi qualcosa di “scontato e quotidiano”, con lo scopo di sensibilizzare i nostri coetanei attraverso interessanti iniziative, poiché rivoluzionare se stessi significa rivoluzionare il mondo che ci circonda.”

Il 5 luglio 2016, la morte di Emmanuel: cosa ha rappresentato per voi quel momento e come giudicate la risposta della città?

“All’inizio siamo rimasti allibiti per la scarsa partecipazione dei nostri coetanei alla manifestazione per Emmanuel. A quanto pare pochi giovani, hanno il coraggio di esprimere un’opinione e difenderla in prima persona. Molti dopo la sua morte hanno scritto post sui social network ma nessuno di loro, o quasi, si è fatto vivo. Per noi, questo orribile avvenimento è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso: ci siamo resi conto che non potevamo più starcene con le mani in mano e abbiamo deciso, anche se nel nostro piccolo, di tentare di fare qualcosa al riguardo.”

La contaminazione è divenuto un elemento essenziale nel sistema scolastico, dal nido alle università.

“Non basta tramandare valori, bisogna dare l’esempio. C’è bisogno di dimostrare soprattutto ai più piccoli che purtroppo senza il male non esisterebbe il bene, ciò non significa accettarlo bensì lottare per il bene comune. Una colonna portante sotto questo punto di vista, è sicuramente il sistema scolastico poiché è proprio tramite esso che le menti vengono smussate e i principi prendono forma e diventano comportamenti. Nella scuola come nello sport, bisogna insegnare a distinguere il bene dal male, l’umano dal disumano e soprattutto abbattere razzismo ed indifferenza.”

Chiudiamo con l’evento del 22 gennaio: come lo avete pensato e perché avete chiesto a Giorgio Montanini di supportarvi?

“Abbiamo pensato a questo evento per presentare il nostro comitato e far conoscere i nostri obiettivi. Pensiamo che parlando alla gente attraverso incontri e iniziative come questa, si possa raggiungere un cambiamento per quanto riguarda la società e la mente di ognuno di noi che costantemente viene contaminata da sciocchezze razziste e odio. Noi puntiamo a riflettere su questi argomenti, affinché sia possibile avere una propria opinione senza ripetere ciò che abbiamo sentito da politici, conduttori televisivi o semplicemente dar retta a voci che girano.

Intanto, si avvicina il 27 gennaio, Giorno della Memoria.

“Vogliamo approfittarne per ricordare le atrocità commesse in nome della superiorità razziale; a nostro parere è impensabile che tutto ciò si stia ripetendo attraverso guerre di religione, attentati, traffici di umani, stragi e ciò che sta accadendo in Siria, oltre ai numerosi recinti che stanno risorgendo in Europa. Non è possibile distogliere lo sguardo o scegliere semplicemente di ignorare questi avvenimenti quando si pensa che la funzione della giornata della memoria è proprio quella di non permettere che ciò che è accaduto venga dimenticato, o peggio, accada nuovamente; ogni bocca che decide di parlare, occhio che decide di vedere, orecchio che decide di sentire, mente che decide di pensare riduce l’indifferenza che ci sta schiacciando, e che è madre di tutte queste atrocità.

Questo è il motivo per cui noi di Noisette abbiamo deciso di impegnarci in prima persona e condurre questa ‘lotta per l’uguaglianza’, seguendo gli ideali che ogni giorno ci permettono di ignorare chi ci dice che è tutta utopia, ed andare avanti. Ci dicono che l’uguaglianza tra persone non sarà mai possibile perché ci sarà sempre qualche pensiero violento che non deve trovare spazio; beh, noi crediamo che la forza della solidarietà è maggiore e non teme di morire.

Abbiamo chiamato Giorgio Montanini, che ringraziamo ancora per il supporto che ci sta dando, perché riesce sempre ed inevitabilmente a toccare temi delicati in modo schietto e far riflettere in modo incisivo.”


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