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Beautiful Mind Project:
la rete per l’assistenza domiciliare
ai disabili psichici

PORTO SANT'ELPIDIO - Un progetto sperimentale dalla durata di 12 mesi, finanziato al 50% dalla Regione che ha sborsato 80 mila euro. Saranno 12 i pazienti seguiti nel corso dell’anno di sperimentazione, utenti che saranno scelti dall’Equipe medica del reparto di salute mentale dell’spedale di Fermo
giovedì 19 gennaio 2017 - Ore 15:33
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Beautiful Mind Project, questo il nome del nuovo percorso sperimentale, cofinanziato dalla regione Marche e che servirà per intensificare l’assistenza domiciliare, nell’Ambito 19 e 20, ai pazienti affetti da disabilità psichica. “Stiamo parlando di una progettualità sperimentale di domiciliare protetta, il cui scopo è quello di dare continuità a questo territorio, che da sempre ha avuto capacità innovative – ha spiegato Vincenzo Rea, direttore del distretto 2 dell’Asur di Fermo – Una nuova realtà che ha un occhio particolare per il dipartimento di salute mentale”. Un progetto presentato stamane nel comune di Porto Sant’Elpidio, alla presenza oltre di Rea, del primo cittadino elpidiense Nazareno Franchellucci, dell’assessore ai servizi sociali del comune di Fermo, Mirco Giampieri, i coordinatori dell’Ambito 19 e 20, Alessandro Raniera e Pamela Malvestuto oltre alle figure professionali che seguiranno da vicino il progetto. Mara Palmieri, responsabile dell’area territoriale, e Sabrina Petrelli, sociologa dell’Area Vasta 4. “Un territorio il nostro che, ragionando e lavorando insieme, cerca di portare avanti un obiettivo della regione Marche, ovvero spingere sull’assistenza domiciliare fuori dalla struttura ospedaliera – queste le parole del sindaco Franchellucci – politicamente mi permetto di dire che il lavoro di sinergia fra gli ambiti 19 e 20, non solo porta risultati a livello organizzativo, ma anche nella realizzazione degli obiettivi. In questo caso parliamo di un’eccellenza territoriale nel recepire fondi, essendo questo l’unico progetto finanziato dalla regione Marche e quinto a livello nazionale dietro a città come Roma, Firenze, Cuneo e La Spezia”. Un progetto sperimentale dalla durata di 12 mesi, finanziato al 50% dalla Regione che ha sborsato 80 mila euro. Saranno 12 i pazienti seguiti nel corso dell’anno di sperimentazione, utenti che saranno scelti dall’equipe medica del reparto di salute mentale dell’ospedale di Fermo.

“E’ molto importante il potenziamento del lavoro territoriale, ciò significa cercare di curare il disabile psichico nel proprio ambiente comunale e familiare. Nei casi gravi purtroppo dobbiamo sradicare il paziente, portandolo in strutture esterne. Questa non è un’alternativa alla comunità ospedaliera, ma un valido aiuto dove la sperimentazione può permettere al disabile psichico di curarsi nel proprio habitat – spiegano Palmieri e Petrelli – Oggi il nostro reparto ha 2.000 pazienti in cura che arrivano dal territorio. Consideriamo che tra loro solo 600 arrivano fra Fermo e Porto San Giorgio. Il progetto ‘Beautiful Mind’ è stato formulato pensando a 3 interventi modulari diversi. Interventi brevi di 4 mesi, nel caso di un paziente uscito dalla struttura e che ha bisogno di un sostegno nel reinserimento alla propria realtà familiare. L’intervento medio di sei mesi, su nuclei familiari o di un anno, per casi gravi”. Evitare i ricoveri ospedalieri, lo spostamento in comunità e far diventare cronica la patologia. Sono questi gli obiettivi della sperimentazione, un progetto che arriva a seguito di un lavoro partito sul territorio già nel 2009, quando il sostegno domiciliare era rivolto alle famiglie pluri-problematiche. Realtà familiare con tre pazienti affetti da disabilità psicologica al proprio interna.

“Abbiamo 34 comuni che saranno coinvolti, partendo dalla costa arrivando fino all’entroterra, quando parliamo di tali situazioni patologiche facciamo bene a dire non ospedalizziamo, non cronicizziamo, senza personale formato – spiega Alessandro Ranieri, coordinatore Ambito 19 – Aumentare questo numero di educatori, che dovrà essere itinerante è il passo primario per tutti noi”. Tra i 34 comuni su 40 dei due Ambiti coinvolti, sicuramente resta Fermo il faro. Il capoluogo di provincia però ha già una grande esperienza su tale tematica e lo spiega Mirco Giampieri, assessore ai servizi sociali: “Lavorare in sinergia è fondamentale, oggi ce ne rendiamo veramente conto. Il comune di Fermo s’inserisce perfettamente nell’esperienza decennale, con le due case una maschile ed una femminile legata a tale problematica. Penso sia la risposta al bisogno concreto di molte persone”.

 

 


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