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‘Nessuna azione civile di Chinyery?
Sì ma a patto che Mancini
non la denunciasse’, ecco l’accordo

venerdì 20 gennaio 2017 - Ore 16:54
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Francesco De Minicis

Patteggiamento per quattro anni di reclusione. E’ questo il dato che chiude di fatto il capitolo giudiziario sull’omicidio di Emmanuel Chidi Namdi. Un capitolo, appunto. Sì perchè lo sconvolgente fatto di sangue che ha richiamato su Fermo gli occhi e gli obiettivi della cronaca nazionale e internazionale,da quel fatidico 6 luglio quando Emmanuel, a seguito di una violenta colluttazione con Amedeo Mancini scaturita da un insulto razzista, ha perso la vita, si è arricchito di innumerevoli risvolti e prese di posizione, più o meno opportune, che hanno spaziato dal razzismo alla violenza gratuita passando per appelli ai nudi fatti di cronaca e certificazioni medico-legali. E che oggi si arricchiscono di quell’appendice pseudo-solidale, in un sottile, ma pur sempre acceso e spigoloso, braccio di ferro tra le parti giocato tutto sul “chi abbia concesso di più alla controparte”. e si finisce nel “civile”. Gli avvocati di Amedeo Mancini, infatti, non ci stanno. Non accettano che passi il messaggio che il loro assistito abbia accettato tout court di versare a Chinyery 5mila euro per evitare denunce da parte della vedova di Emmanuel. Anche Mancini avrebbe rinunciato a cause civili.

Savino Piattoni

E, infatti, rimarcano che sì, Chinyery ha rinunciato a un’azione civile nei confronti del 39enne fermano ma anche che ha accettato quei 5 mila euro (come contributo per trasferire la salma di Emmanuel in Nigeria) previa assicurazione che lo stesso Mancini non l’avrebbe denunciata. Per cosa? “Per le dichiarazioni false circa la dinamica dei fatti da lei rilasciate alla polizia giudiziaria” la risposta dei legali di Mancini. “Facciamo seguito al comunicato inviato alcuni minuti fa e, avendo appreso di una sconcertante nota stampa piena di dati inveritieri inviata dalla collega Astorri (che difende Chinyery)  alleghiamo il testo integrale dell’accordo intervenuto tra le parti, da cui risulta che Chenyere ha rinunciato all’azione civile a fronte sì dei 5.000 euro, ma anche della assicurazione che Mancini non l’avrebbe denunciata per le dichiarazioni false circa la dinamica dei fatti da lei rilasciate alla Polizia Giudiziaria. Nessun testimone, a parte la stessa Chenyere, è stato ritenuto dai giudici e dalla Procura inattendibile o ininfluente: al contrario, proprio la piena credibilità assegnata ai testimoni oculari ha determinato la concessione della attenuante della provocazione, che non avrebbe avuto, altrimenti, fondamento alcuno”.

ECCO IL TESTO DELL’ACCORDO FRA LE PARTI


 


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