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Icubed, il punto della
situazione con Domesi

SERIE C SILVER - Le difficoltà di stagione, il reset durante la pausa e le prospettive per il cammino annuale rimanente. Nell'ampia panoramica non manca il focus sul quinquennio pedasino
venerdì 20 gennaio 2017 - Ore 12:51
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PEDASO – E’ un Domesi a tutto tondo quello incontrato al termine di una seduta di allenamento della Icubed, e con lui sono stati filtrati ai raggi X i primi mesi di campionato prima di lanciare l’occhio sul restante cammino di stagione. In ultimo ecco anche un parziale bilancio personale.

Prima la sosta natalizia, poi il turno di riposo. Nell’ultimo mese avete disputato una sola partita e avete quindi avuto più tempo di allenarvi senza l’assillo della verifica settimanale. Era quello che serviva secondo te dopo un finale di 2016 in affanno?

“È stato un mese di dicembre difficile per noi, abbiamo affrontato quattro delle prime cinque squadre in classifica uscendo sconfitti da tutte queste sfide. Il campo non mente e ciò significa che ad oggi non siamo pronti per poter lottare per le primissime posizioni. La stagione però è lunga e di sicuro questa sosta è arrivata nel momento giusto. Abbiamo lavorato duramente in palestra durante le feste, aumentando i carichi di lavoro e alzando i ritmi durante gli allenamenti, e già a Falconara si è vista una squadra diversa. Ora dobbiamo continuare su questa strada e sono sicuro che i risultati arriveranno”.

C’erano grandi attese su di voi per questa stagione, ma è anche vero che, come sottolineato da coach Camarri fin dall’inizio, tante squadre si sono rinforzate rispetto all’anno scorso. Alla luce di tutto ciò come giudichi la vostra annata fin qui?

“Sicuramente siamo sotto le aspettative. È vero che il livello del campionato si è alzato notevolmente rispetto all’anno scorso perché sono arrivati molti giocatori da categorie superiori e ancora oggi le squadre continuano a rinforzarsi. Pedaso però non è stata da meno, la società ha fatto un grande sforzo per far arrivare giocatori di grande qualità, tant’è vero che all’inizio dell’anno molte persone ci davano tra le squadre favorite per il salto di categoria. Non abbiamo mai dato peso a queste voci, ma di sicuro dobbiamo pensare che Pedaso in questi ultimi anni è migliorata stagione dopo stagione, quindi il nostro obiettivo deve essere quello di continuare su questa strada”.

E dal punto di vista personale, come valuti la tua stagione fin qui? Forse rispetto al passato ti si chiedono meno punti ma stai rispondendo presente in altri aspetti del gioco, sia in attacco che in difesa.

“Per me è un’annata particolare. Alcuni problemi fisici hanno limitato un po’ il mio classico modo di giocare. Questo però non può essere un alibi e sicuramente non sono contento della mia prima parte di stagione. Durante la sosta ho cercato di allenarmi al massimo per poter dare un contributo maggiore alla squadra e per poter arrivare pronto nei mesi finali del campionato”.

Sei alla tua quinta stagione a Pedaso, la seconda da capitano dopo quella in C Nazionale. Un periodo ormai molto lungo in cui vi siete tolti molte soddisfazioni. Quali sono i tre momenti più belli di questo quinquennio secondo te?

“Cinque anni sono lunghi e di momenti belli ne ricordo tanti. A livello sportivo sicuramente la vittoria del campionato a Fabriano è stata l’apice di questo periodo. Ma il bello di Pedaso è che è come una grande famiglia e i momenti migliori sono quelli che viviamo insieme ogni settimana. Dai viaggi in auto che facciamo ogni giorno noi osimani con il coach, ai dirigenti che ti aspettano agli allenamenti per poter ridere e scherzare insieme, alle cene dove non può mancare l’Unicum, alle risate con Ricky nello spogliatoio. Pedaso è questo e tanto altro ancora ed in questi anni è diventata la mia seconda famiglia”.


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