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Le lettere dei lettori: la storia di Samuela e il grazie al reparto gastroenterologia di Fermo

giovedì 26 gennaio 2017 - Ore 10:35
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Gentile Redazione,
sono una giovane donna residente ricoverata d’urgenza, i primi di ottobre 2016, all’ospedale ”Augusto Murri” di Fermo per pancreatite. Dopo una attenta diagnosi sono stata, tempestivamente, ricoverata nel reparto di gastroenterologia del suddetto nosocomio per iniziare la terapia farmacologica, con lo scopo di eliminare l’infiammazione. Sono stata ricoverata per due settimane. Alla fine di queste non volevo uscire per come sono stata accolta, accettata e curata.

Iniziando dal personale di pulizie, passando per le O.S.S., arrivando agli infermieri e concludendo con i medici ed il primario del reparto ho trovato vera professionalità, umanità, rispetto ed alte competenze. Pur avendo un grave handicap fisico tutti si sono rivolti a me considerando, quasi esclusivamente, le mie capacità intellettive e rispettando il mio corpo e le sue difficoltà.
Io, timorosa di affrontare qualsiasi esame o terapia medica (iniziando dalla semplice iniezione!), grazie ai modi gentili, accoglienti e pieni di cuore del Dott. De Minicis S., Belfiori V., Lo Cascio M., Antonini F., delle Dott.sse Marraccini B., Piergallini S., Rossetti P., Traini S. ed in primis del Primario Prof.Macarri G. (un vero signore sotto tutti i punti di vista), sono riuscita, alla fine, a farmi fare qualsiasi prova.
Probabilmente è per questo motivo che sono rimasta basita ed incredula per i modi, i toni, ma, in particolar modo, per le parole dure e sprezzanti usate da titolari di altri reparti, quando si è trattato di decidere di sottopormi all’asportazione della colicisti. In loro non ho trovato cuore, rispetto, professionalità e gentilezza nel mettermi in guardia sui possibili rischi che i miei polmoni avrebbero incontrato con l’intervento chirurgico.

Se, a tutt’oggi, sono viva e senza depressione, lo debbo ai dottori dell’Ospedale ”Torrette” di Ancona che mi hanno operata senza riserve e con successo e, ancora una volta, al personale medico del reparto di gastroenterologia di Fermo che mi ha sostenuta e accompagnata, dal primo sintomo fino alla completa guarigione, con stima ed affetto durante tutta questa mia difficile e pericolosa prova di vita. Voglio, pertanto, ringraziare il suddetto personale che mi ha riportato alla vita e ricordare agli altri che le parole hanno un’anima e possono uccidere di più e meglio di un deficit respiratorio.

Samuela Baiocco

Potete inviare le vostre lettere firmate a: redazione@cronachefermane.it


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