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Dissesto fiume Ete, i 5 Stelle contro i lavori del 2011: “I nodi vengono al pettine”

DISSESTO - La denuncia a firma di Renzo Rossi del Movimento 5 Stelle Media Valtenna (Gruppi M5S associati Montegiorgio e Monte San Pietrangeli) emembro del gruppo di lavoro dei pentrastellati per il Dissesto Idrogeologico del Fermano
sabato 11 febbraio 2017 - Ore 14:20
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“Un disastro colossale ma c’è sempre un momento che i nodi vengono al pettine” inizia così la dura nota di denuncia a firma di Renzo Rossi del Movimento 5 Stelle Media Valtenna (Gruppi M5S associati Montegiorgio e Monte San Pietrangeli) e membro del gruppo di lavoro dei pentrastellati per il Dissesto Idrogeologico del Fermano.

“Ora che i torrenti Ete Vivo ed Ete Morto, a causa delle recenti continue piogge e dell’accelerato scioglimento del manto nevoso provocato da queste, si sono ingrossati e sono in piena – scrive Rossi – la distruzione dell’alveo fluviale, e i danni conseguenti ai lavori effettuati dal 2011 in poi, sono fin troppo evidenti perchè tutta questa brutta storia si perda ancora nel ‘porto delle nebbie’. Noi, pentastellati per il dissesto idrogeologico della provincia Fermana, abbiamo denunciato a più riprese lo stato in cui versano oggi i due torrenti. Ma ora la misura e colma. Lo è al punto tale che il Comitato dei proprietari dei fondi limitrofi all’alveo dell’Ete Vivo in zona Ponzano, si appresta a diffidare Regione Marche, Provincia, e Consorzio di Bonifica al fine di sollecitare un intervento che ponga fine allo stillicidio delle erosioni e frane che stanno massacrando e polverizzando ettari ed ettari dei loro terreni” (leggi l’articolo).

Esponente dei 5 Stelle che scrive: “Al ristorante Mondo Blu di Montegiberto i frontisti, una trentina, si sono incontrati giovedì sera con i tecnici, sindaci della zona, per fare il punto della situazione e conferire mandato all’avv. Villeado Craia per adire a vie legali. Indubbie le conseguenze degli scriteriati interventi pregressi effettuati dalla Provincia. Molteplici i danni alle infrastrutture stradali, ai collettori fognari e idrici, ai ponti e soprattutto agli appezzamenti di terreno dei frontisti, che, tra poco, senza un progetto d’insieme che implichi interventi risolutivi, non esisteranno più. Se questo accadesse si determinerebbero anche gravissime conseguenze per i versanti collinari che franando potrebbero ostruire il corso del torrente e determinare un vero e proprio cataclisma. La domanda allora che i cittadini si devono porre è se le responsabilità di un tale ‘macello’ devono essere eluse come sempre. Noi, pentastellati supponiamo di no. Purtroppo sembra che altri, in altre sedi, non siano dello stesso avviso: sic transit gloria Mundi”.

 


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