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La lotta alle mafie passa per la scuola,
ecco il presidio fermano di Libera
(VIDEO INTERVISTA)

domenica 12 febbraio 2017 - Ore 11:41
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di Paolo Paoletti

Educare alla legalità partendo dal mondo della scuola. Tutto questo è il presidio fermano di Libera, l’associazione nata a livello nazionale nel 1995 con l’intento di sollecitare la società civile nella lotta alle mafie e promuovere legalità e giustizia. Attualmente Libera è un coordinamento di oltre 1500 associazioni, gruppi, scuole, realtà di base, territorialmente impegnate per costruire sinergie politico-culturali e organizzative capaci di diffondere la cultura della legalità. La legge sull’uso sociale dei beni confiscati alle mafie, l’educazione alla legalità democratica, l’impegno contro la corruzione, i campi di formazione antimafia, i progetti sul lavoro e lo sviluppo, le attività anti usura, sono alcuni dei concreti impegni di Libera. 

Silvia Fasino e Sara Malaspina sono due dei punti di riferimento del presidio. “Abbiamo incontrato Libera nel corso di uno dei tanti appuntamenti sul territorio – racconta Silvia Fasino – dal momento che nella provincia di Fermo non esisteva e ci siamo come costituiti presidio scolastico presso l’ISC Fracassetti. E’ stato sottoscritto il protocollo d’intesa con la referente regionale ed è partito questo viaggio. Una realtà di cui sono protagonisti i ragazzi, ma anche tutti coloro che vogliono farne parte: insegnanti, studenti universitari, professionisti di ogni tipo, educatori e tanto altro”.

Silvia Fasino  spiega quello che è l’obiettivo che si sta perseguendo: “Parlare di responsabilità significa interrogare noi stessi ed educare. Per questo il presidio di Fermo è nato, quasi tre anni fa, il 5 aprile 2015, in una scuola. E’ stato voluto anche perché nella nostra scuola, l’ISC Fracassetti si sono compiuti da diversi anni progetti legati alla tematica della cittadinanza attiva e della legalità”.

Silvia Fasino

Il 21 marzo per Libera, e non solo, è una data importantissima. Viene celebrata infatti la giornata dell’impegno e la memoria delle vittime innocenti di mafia. Quest’anno l’appuntamento è a Locri. Un appuntamento che da due anni a questa parte viene si tiene anche in ogni regione e, per le Marche, l’appuntamento a Grottammare.

A fare il punto sul pericolo infiltrazioni mafiose nelle Marche e nel Fermano è Sara Malaspina: “Anche alla luce dell’apertura dell’anno giudiziario che ci ha tratteggiato la situazione nel nostro territorio, nessuno può permettersi di ignorare o sottovalutare la presenza della criminalità in Italia, le ramificazioni all’estero e le differenti modalità di conquista del territorio. Le quattro principali realtà mafiose sono Cosa Nostra, la ‘Ndrangheta, Camorra e Sacra Corona Unita. Realtà che non operano solo nelle loro regioni ma colonizzano anche le altre e la loro espansione è diretta soprattutto verso il centro

Sara Malaspina

nord, cioè quelle regioni che non sono considerate tradizionali nell’espansione mafiosa”.

Sara Malaspina che spiega come sia importante, nella fase di ricostruzione post sisma, tenere gli occhi bene aperti, partendo dalle istituzioni e dalla politica: “Ciascun’organizzazione ha le proprie vocazioni. Quando parliamo della ‘Ndrangheta facciamo riferimento al settore edilizia, appalti, lavori pubblici, e riciclaggio di denaro tramite il traffico di sostanze stupefacenti. Si tratta oggi della più grande organizzazione criminale oggi, che  si gioca la sua partita decisiva nella colonizzazione delle varie regioni, anche per i legami, e questo non va sottovalutato, all’interno del mondo della politica”.

 

 

 


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