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“La studio è un diritto anche per chi non ha mezzi”: la soddisfazione di Giacinti per l’approvazione della riforma regionale

REGIONE – Soddisfazione per il consigliere del Partito Democratico per un risultato frutto di un lungo percorso di ascolto e di approfondimento fatto in Commissione
mercoledì 15 febbraio 2017 - Ore 18:38
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Approvata dal Consiglio regionale delle Marche la ‘Riforma del diritto allo studio’, che ha visto come relatore di maggioranza Francesco Giacinti, consigliere del Partito Democratico e presidente della Commissione affari istituzionali.

“La ratio di questa riforma – sottolinea – è quella di individuare un nuovo modello organizzativo che sia più efficace e la cui applicazione determini maggiori risorse da destinare, interamente, al diritto allo studio. Il punto più edificante di questa proposta di legge è quello di centrare le finalità etiche della Costituzione: rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale per consentire ai capaci e ai meritevoli, anche se privi di mezzi, di raggiungere i gradi più alti degli studi”.

La legge di riordino, attesa da anni, è il frutto di un lungo percorso di ascolto e di approfondimento fatto in Commissione. “Tutti hanno svolto un ruolo importante in questi mesi e si sono resi disponibili al confronto. Mi riferisco ai colleghi della commissione e all’assessore Bravi, così come agli studenti, ai rettori, ai commissari, al direttore unico, ai lavoratori e ai sindacati”.

Sulla scelta di attivare convenzioni con le Università, Giacinti spiega che “agli Atenei viene offerta da un lato la grande opportunità di organizzare, in piena autonomia, servizi che esaltino le proprie specificità territoriali, dall’altro si assegna loro una grande responsabilità: tanto più saranno in grado di gestire efficientemente ed efficacemente una serie di servizi, tanto più riusciranno ad essere attrattivi. Ogni Ateneo lo farà a modo suo, come avviene ormai da più di mille anni, ma tutti contribuiranno all’impresa collettiva di rendere l’Università un’entità diffusa. Oggi, come spiega Juan Carlos De Martin, docente di informatica al Politecnico di Torino e autore del libro ‘Università futura’, gli atenei devono essere in grado di formare non solo lavoratori, ma soprattutto persone e cittadini, affrontando le sfide legate all’ambiente, alla tecnologia, all’economia, alla geopolitica e alla democrazia”.

Infine, sulle tutele Giacinti spiega che nelle norme transitorie “sono state previste garanzie per i lavoratori, per gli atenei, per l’esercizio delle funzioni senza interruzioni deleterie, in relazione anche alle risorse storicamente stanziate. Ma soprattutto ogni maggiore economia, ogni efficienza, ogni miglioramento nella gestione dei servizi sarà destinato ad accrescere le risorse per il diritto di studiare”.


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