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T-Red della discordia,
no ai ‘contasecondi’:
l’ostacolo è l’omologazione

giovedì 16 febbraio 2017 - Ore 21:16
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Il T-Red all’incrocio tra la provinciale Fermana e la ss16

di Giorgio Fedeli

T-Red, per l’amministrazione uno strumento utile a ridurre gli incidenti stradali, per gli automobilisti, soprattutto quelli multati, un “sopruso” per sfilare soldi dalle tasche dei cittadini. I nuovi impianti di controllo semaforico istallati su due incroci sangiorgesi, quello della chiesa di San Giorgio e quello di piazza Torino, sono sempre più al centro del dibattito cittadino. E delle polemiche. E c’è chi almeno chiede un contasecondi. Ma fino a quando dal governo centrale non arriverà una normativa ben precisa, a Porto San Giorgio di contasecondi non se ne parlerà. “Saremmo anche favorevoli ma senza un’omologazione – fanno sapere il comandante della Municipale, Giovanni Paris, e l’assessore alla viabilità Valerio Vesprini – si presterebbe il fianco a ricorsi e contenziosi”. Intanto, però, in questi giorni, è nato anche un gruppo Facebook chiamato “Comitato T-Red a Porto San Giorgio”. La finalità del gruppo? “Questo gruppo – fanno sapere gli amministratori – ha come obiettivo la creazione di un punto di riferimento per tutti coloro che considerano inutili quando non dannosi e mal realizzati i semafori con videocamera istallati agli incroci di piazza Torino e del centro. Se si creerà una convergenza su questo che molti di noi sentono più come problema che come soluzione, sarà possibile creare un vero comitato che avanzi delle richieste all’amministrazione comunale. Quindi è molto importante esserci e divulgare la nascita del gruppo. I semafori cosiddetti “intelligenti” hanno uno scopo prettamente punitivo ma non agevolano lo snellimento del traffico, come potrebbero, e non sono neppure annunciati e ben visibili in strada (perché non sono istallati un contasecondi o cartelli ben visibili e più grandi, per esempio?). Non se ne sentiva la necessità, non se ne capisce lo scopo”.

Un “contasecondi” semaforico

 

Nell’occhio del ciclone, giusto per ricordarlo, anche e soprattutto i controlli, e quindi le sanzioni, per coloro che col rosso oltrepassano la striscia di arresto. E, come rimarcato anche dal gruppo social, perché non istallare almeno un contasecondi, un vero e proprio countdown per il rosso che avviserebbe gli automobilisti sul tempo che li divide dal giallo alla sanzione? Beh, il motivo è semplice. E lo spiegano il comandante della Municipale, Giovanni Paris e l’assessore alla viabilità Valerio Vesprini. Entrambi, infatti, si dicono favorevoli al contasecondi ma…

Il comandante Giovanni Paris

Io in linea di principio – il parere, ma non quello “in divisa” del comandante Giovanni Paris – sono favorevole al contasecondi, anzi, mi verrebbe da pensare perché non istallarlo per il tempo che divide il rosso dal verde? Quantomeno potrebbe essere utile ad accorciare i tempi di reazione degli automobilisti rendendo il traffico più fluido. Ma la legge è la legge. E va rispettata soprattutto se si ricopre un ruolo pubblico o istituzionale. Non ci si può far trascinare dall’emotività. Un conto è quello che si vorrebbe, un conto è la realtà dei fatti – insomma per andare al nocciolo della questione – i contasecondi non sono regolamentati da una normativa ben precisa. Quindi se li istallassimo presteremmo il fianco a ricorsi e contenziosi. Dobbiamo far riferimento alla legge 120 del 2010 “Disposizioni in materia di sicurezza stradale. S.O. Capo IV Disposizioni in materia di corretto accertamento delle violazioni Art. 60. (Caratteristiche degli impianti semaforici e di altri dispositivi), in vigore dal 13 agosto 2010. In quel testo si dice che: “Con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, da emanare, sentita la Conferenza Stato-città ed autonomie locali, entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono definite le caratteristiche per l’omologazione e per l’installazione di dispositivi finalizzati a visualizzare il tempo residuo di accensione delle luci dei nuovi impianti semaforici, di impianti impiegati per regolare la velocità e di impianti attivati dal rilevamento della velocità dei veicoli in arrivo. I contasecondi da un colore all’altro, quindi non solo dal giallo al rosso, ma anche dal rosso al verde, sono utili? Forse sì, forse no: forse sì per chi responsabilmente vedendo l’approssimarsi del passaggio dalla luce gialla alla rossa si ferma in tempo, forse no per con l’approssimarsi della luce rossa spinge sull’acceleratore.

L’assessore Valerio Vesprini

E poi c’è anche da considerare l’ipotesi dell’utente che, preso dal guardare il contasecondi, presta meno attenzione alla guida del veicolo e a ciò che gli succede intorno, con possibilità di provocare sinistri stradali. Ecco perché la questione non può essere risolta in maniera emotiva, istintiva: la normativa prevede che i contasecondi debbano essere omologati e gli enti non possono decidere di installarle se non sono omologate. Un concetto ribadito in un parere del Ministero delle Infrastrutture e Trasporti n° 3805 del 28/07/15 (leggilo qui) nel quale si dice che le apparecchiature devono essere omologate e fino a quando non vengono rilasciate le omologazioni queste non possono essere installate”. Dal tecnico al politico: “Abbiamo affrontato la questione qualche mese fa con il comandante Paris – il punto dell’assessore alla viabilità Valerio Vesprini – il rischio che l’automobilista acceleri è concreto. Io ci sono passato. Ma a prescindere da questo, c’è il nodo omologazione. E noi siamo sempre e comunque per il pieno rispetto delle regole“.


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