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Così la ricostruzione non decollerà mai,
cercasi oppositori duri e Spuri

LETTERA 22 - Dieci domande a pentastellati, centrodestra & co mentre il governo presenta la collezione autunno inverno delle casette e a dicembre chiederà in una botta sola tutti i soldi delle tasse. La barzelletta delle stalle a primavera. Autonoma sistemazione, norme per i tecnici, schede Fast e procedure per i danni gravi: quattro cose dette dal direttore dell'ufficio ricostruzione che voi umani non avete mai udito. Le opposizioni vogliono continuare a stare all’ombra dell’Errani errante che erra?
lunedì 20 febbraio 2017 - Ore 20:50
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Carlo Cambi

 

di Carlo Cambi

Ho  il vago sentore che l’opposizione al regime marchigiano non ci sia, né che si possa pensare che questo si sostanzi a Roma dove ormai siamo al bassissimo impero. Ho posto qualche questione a Vasco Errani e a Luca Ceriscioli. Non hanno accusato ricevuta. Eppure domandare è lecito, soprattutto a chi campa sulle spalle dei contribuenti, e rispondere sarebbe cortesia. Ma evidentemente né l’uno né l’altro conoscono il Galateo. Abbiamo però conosciuto – per vie traverse – lo stipendio di Errani: ci consola sapere che risparmieremo 50mila euro, la parte del suo salario legata ai risultati (leggi). 

Errani a Unomattina

Il buon Commissario che più straordinario di così non si può al terremoto cosa non ha fatto ce lo ha spiegato in un’ intervista di ben 9 minuti a Uno Mattina. Un sermoncino in cui non ha detto nulla e nel corso del quale nulla gli è stato chiesto. E ora sorge spontanea una domanda. Ma noi il canone alla Rai che lo paghiamo a fare se il servizio pubblico fa da megafono all’ incompetenza di Stato? Altre cose sono successe. Abbiamo saputo che il Governatore dell’Abruzzo ha un’inchiesta addosso per appalti del post-terremoto, che i danni stimati sono solo nelle Marche pari a dieci miliardi, che la Regione ha disdetto l’appalto delle stalle che non ha mai montato, che albergatori della Riviera non sono stati pagati e che non riescono più a ospitare gli sfollati, ma siccome non ci sono prenotazioni per l’estate forse se li tengono perché meglio un uovo domani che una gallina turistica mai. Sì lo avete capito: i terremotati nella logica imprenditoriale sono associati ai migranti perché il ragionamento dell’albergatore – e come dargli torto? – è “se non viene nessuno quest’estate, meglio sperare nel contributo della Regione che prima o poi arriverà”.

Odissea Casette, Spuri: “Obiettivo non scavallare l’anno”

Abbiamo anche saputo che non è arrivato un euro per la ricostruzione, che i vari decreti emanati dal Governo non hanno le norme di attuazione e i soldi promessi non ci sono. Abbiamo appreso con nostra gaudio che le casette se va bene le montano tra settembre e novembre – dopo un anno dal terremoto – ma sono quelle alla moda: collezione autunno inverno. In cambio però a dicembre ci chiederanno in una botta sola tutti i soldi delle tasse sospese. Insomma è un caos. Al quale Errani e Ceriscioli non danno risposte. Oddio c’è da capirli: sono terremotati anche loro. Per starci vicino hanno deciso di far venire le convulsioni al Pd (che è partito democratico, ma non si sa dove arriva) in preda a movimenti ondulatori e sussultori. In tanto sisma i due hanno paura di perdere la poltrona e perciò tacciono. Si è dato alla latitanza anche il Capo supremo della Protezione (?) Civile Fabrizio Curcio, ma in compenso stra-parla il suo omologo marchigiano Cesare Spuri che dopo una brillante carriera all’ufficio del personale della Provincia di Macerata si è ritrovato a guidare “i nostri” con la divisa da sciagura. Spuri ha detto cose che voi umani non avete mai udito. Elenchiamole.

Cesare Spuri

La prima: le casette sono da evitare, chi può scelga l’autonoma sistemazione (leggi). E bravo Spuri, così il costo del terremoto ce lo paghiamo per intero noi visto che la Regione non ha ancora dato un euro di contributo a chi sta in autonoma sistemazione.

La seconda: in Regione sono arrivati solo nove progetti per le case e 5 per le imprese per la ricostruzione, i tecnici si buttino. E ribravo Spuri: siccome ai tecnici chiedete la perizia giurata e voi emanate di continuo norme incomprensibili che se la piglino loro la responsabilità se ci sono errori. Così magari lo Stato trova un cavillo e non paga. Pardon, abbiamo saputo che lo Stato non paga comunque visto che il contributo lo darà come credito d’imposta e noi soldi dobbiamo pigliarli a prestito in banca. Tra cittadini e Montepaschi (dove sono allocati i soldi delle donazioni che sono nella disponibilità di Errani che però non ha ancora avviato nessuna procedura per investirli) si sa chi sceglie il Governo.

La terza: se mancano le squadre Fast che si facciano avanti i tecnici privati e facciano loro le perizie giurate. Spuri, ma per chi ci ha preso? Lo sa che sono passati sei mesi dalle prime scosse tre da quelle devastanti e ancora siamo a chiedere ai tecnici di fare i sopralluoghi?

La quarta: per i danni non lievi ci stiamo attrezzando. Saprete a breve. Ma sappiate che non c’è un problema economico perché lo Stato rimborsa tramite credito d’imposta. Qui siamo alla farsa. Non solo non sanno come stimare e pagare i danni non lievi ,ma dicono ai privati metteteci i soldi che poi lo Stato provvede. Il meccanismo è questo: se avete il danno voi v’indebitate con la banca che poi si rivale sullo Stato. A queste condizioni la ricostruzione non decollerà mai.

Luca Marconi, Lorenzo Cesa e Antonio Pettinari

Anche perché le affermazioni del capo della Protezione Civile regionale s’inscrivono in un quadro di caos totale. Ce lo ha fatto sapere l’ex datore di lavoro di Spuri, il presidente della Provincia – ente nel pieno del suo diritto costituzionale, ma che Del Rio travolto da un fuorionda ha smontato senza valutare le nefaste conseguenze – Antonio Pettinari che testualmente ha dichiarato: “La situazione è tragica, lo Stato è cieco e sordo”. E’ lo stesso Stato che secondo Spuri dovrebbe ricostruire perché “non ci sono problemi di soldi”.

Ma che dire della Regione che affida al 19 febbraio ai Consorzi di Bonifica pagando 3 milioni di euro i lavori per fare 360 piazzole per le stalle di emergenza? Si dà il caso che il vicepresidente della Regione sia Anna Casini, assessore all’agricoltura. Qualcuno le vuole spiegare che tra una quindicina di giorni gli animali stanno bradi al pascolo? Le stalle cara Casini servivano per l’inverno, quando lei aveva detto che erano pronte per essere in-stallate (è il caso di dirlo). Non è finita: abbiamo saputo che il decreto fiscale che sospende le tasse prevede che a dicembre pagheremo tutto e tutto insieme. Sarà la botta finale, sarà quello il vero terremoto (ci tornerò nei prossimi giorni).

L’assessore Anna Casini

Infine abbiamo saputo dal Governo che le casette provvisorie arriveranno tra settembre e novembre. Pare che ci vogliano dare le più moderne: quelle della collezione autunno-inverno! E’ evidente che noi terremotati siamo vittime di balle spaziali e di uno stato di confusione mentale del Governo e dei suoi accoliti. Ora è vero che il Pd è stato travolto dalla valanga di Rignano (fa rima con Rigopiano solo che quella è stata una tragedia vera con morti veri anche se l’inchiesta langue e non si capisce perché quando ci sono di mezzo prefetti e politici del Pd i magistrati vanno piano piano) e che i capibastone delle correnti sembrano i polli di Renzi: si beccano non sapendo che stanno per sparire (perciò Errrani e Ceriscioli si danno alla macchia non potendo più stare nei Boschi), ma pare che il terremoto abbia travolto nelle macerie dell’incapacità anche le opposizioni. Le quali nelle Marche si sono segnalate solo per una mozione di sfiducia (dall’esito scontato perciò irrilevante) contro la vicepresidente Anna Casini che non si è occupata delle vacche terremotate. Insomma quello dei partiti di minoranza è stato un muggito dei conigli!

La Visione della croce è un affresco della scuola di Raffaello Sanzio, databile al 1520-1524 e situato nella Sala di Costantino, una delle Stanze Vaticane (dettaglio)


Eppure tra gli oppositori ci sono i pentastellati che dicono di voler fare politica da cittadini per i cittadini.
Eppure per ciò che resta di Forza Italia, della Lega Nord, di Fratelli d’Italia, della Sinistra c’è un’occasione unica per dimostrare che chi ci governa ad Ancona come a Roma sul terremoto ci prende in giro. Leggessero la storia saprebbero che Costantino quando mosse guerra all’autoproclamatosi imperatore Massenzio (ebbe tratti caratteriali non molto diversi da Matteo Renzi) per liberare i romani dalla tirannia degli incapaci ebbe un’illuminazione: vide una croce di fuoco che in nome del Cristo lo invitava a riportare a Roma la giustizia sulla quale campeggiava un monito “in hoc signo vinces”. Ora care opposizioni si può sapere che fine avete fatto? Non sentite che noi terremotati siamo vittime della tirannia degli incapaci? Non percepite che montano disagio e protesta e che solo per civiltà e antica abitudine alla sopportazione non ci sono rivolte in piazza? Lo capite, anche tatticamente, che potreste “in hoc sisma vinces” se solo deste segno di esistenza in vita sostenendo le buone ragioni di noi terremotati? O il consociativismo è tale che volete stare anche voi all’ombra dell’Errani errante che erra?

Remigio Ceroni, senatore di Forza Italia

Ho fatto domande a tutti in questi mesi, le faccio anche a voi. Eccovele.

1) Se è vero com’è vero che il decreto fiscale sospende le tasse solo fino a dicembre quando sarà chiesto il saldo in un’unica soluzione perché non sostenete il disegno di legge per la creazione di una no tax area per tre anni nelle zone terremotate? E qualora vi fossero proteste dei cittadini a dicembre quali impegni prendete per sostenerli?

2) Perché non denunciate alla Corte dei Conti lo spreco di denaro pubblico attuato con la faccenda delle stalle dalla Regione Marche?

3) Perché non presentate in Parlamento e al Consiglio Regionale un’interpellanza al giorno per chiedere lo stato di avanzamento degli interventi sulla ricostruzione?

4) Perché non chiedete le dimissioni di Vasco Errani per manifesta incapacità poiché nulla ha fatto e di Cesare Spuri perché nelle Marche lo ha coperto e soprattutto perché vuole applicare il modello Emilia per la ricostruzione a un’economia che è fatta di agricoltura, beni culturali e turismo e non di capannoni?

5) Perché non denunciate alla Procura della Repubblica la spoliazione delle opere d’arte dei nostri territori che si configura come appropriazione indebita?

6) Perché se – come dicono i 5 Stelle – siete cittadini che si muovono per i cittadini non convocate un’assemblea pubblica di tutte le popolazioni terremotate per far sentire la protesta? E perché se siete cittadini tra i cittadini non stilate un libro nero delle inefficienze post-terremoto raccogliendo le testimonianze della gente?

7) Perché non sollecitate inchieste nei diversi uffici tecnici – della Protezione Civile del Commissariato, regionali e comunali – per omissione di atti d’ufficio sulla mancata certificazione dei danni e i mancati accertamenti d’inagibilità oltre al mancato versamento dei contributi per le temporanee sistemazioni e il mancato pagamento delle fatture agli albergatori che per legge deve avvenire entro e non oltre i 60 giorni?

8) Perché non avete esercitato controllo politico-amministrativo sugli atti (non) compiuti dal Commissario di Governo che contraddicendosi hanno impedito di fatto ai cittadini di accedere alla procedura di accertamento e ristoro dei danni?

9) Perché non avete presentato in Parlamento e in Regione iniziative di legge per il ristoro immediato dei danni e per una riforma complessiva della Protezione Civile a cominciare dal fatto che gli uffici sono rimasti a Rieti senza nessuna accessibilità da parte dei marchigiani?

10) Perché avete lasciato soli i sindaci e il presidente della Provincia di Macerata nella protesta istituzionale?

Ecco forse stavolta qualcuno risponderà, diversamente sapremo che abbiamo costruito la nostra società civile sulla palude del consociativismo e dunque non c’è da scomodare gli scienziati per sapere come mai il terremoto ci ha travolto. I politici farebbero bene a considerare che è molto pericoloso costruire sulle macerie, reali e morali, di una società civile. La democrazia richiede fondamenta solide.

Con ossequi.


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