facebook rss

Crisi e terremoto, al Fermano manca una vera rappresentanza politica:
il tavolo provinciale alza la voce

lunedì 20 febbraio 2017 - Ore 15:04
Print Friendly, PDF & Email

di Andrea Braconi

Secondo momento di incontro per il tavolo provinciale permanente attivato lo scorso 31 gennaio, ampliato ad altre associazioni rappresentative di settori produttivi e convocato subito dopo il Micam per capire la reale situazione economica del territorio e, soprattutto, per avanzare proposte concrete ad enti ed istituzioni superiori. A fare il quadro generale Moira Canigola, presidente della Provincia di Fermo che ospita il gruppo di lavoro.

“Siamo partiti da un’analisi che ha evidenziato la situazione di difficoltà del territorio – ha spiegato la Canigola – che hanno avuto un peggioramento in conseguenza agli eventi sismici. Oggi abbiamo ancora di più condiviso la necessità di un tavolo permanente, che deve essere propositivo e che abbia obiettivi specifici da approfondire di volta in volta. Un tavolo che vuole essere di stimolo nei confronti della politica, in particolare nei confronti delle istituzioni che ci sono più vicine. Come Provincia, pur non avendo competenze nel settore economico, con piacere ci mettiamo a disposizione per fare questa azione di raccordo e di sostegno tra tutte le attività presenti”.

Ad affondare il coltello nella piaga è però Giampietro Melchiorri, presidente di Confindustria. “Questo territorio soffre di due crisi importanti: una economica e l’altra di rappresentanza politica. Per la prima oggi abbiamo creato questo tavolo con parti che in passato erano contrapposte, ma che oggi sono tutte unite per chiedere più forza alla politica”.

Il secondo fronte Melchiorri ( che si domanda se la politica “per questa sua crisi di rappresentanza farà mai un tavolo come lo stiamo facendo noi”) lo introduce partendo dai dati. “Dal documento che stiamo condividendo e integrando leggo numeri preoccupanti: nel periodo 2010-2014 sono stati persi più di 3.000 occupati sui 70.700 del Fermano, persone che rappresentiamo tutti noi. Perciò, con le spalle al muro ci siamo detti che bisognava fare qualcosa. E ci sono molti aspetti importanti che stiamo condividendo, a partire da industria, commercio, agricoltura e anche turismo”.

Maurizio Di Cosmo, segretario provinciale della Cgil, rimane sul punto. “A che pro abbiamo eletto tutte queste persone? Qui manca il governo del territorio, manca la politica, e al recente convegno sul FESR abbiamo avuto un’altra testimonianza negativa. Non parliamo poi della situazione post sisma e della grave incapacità dimostrata sia dal Governo che dalla Regione. Noi però vogliamo essere propositivi, non ci interessa la lotta politica, vogliamo sentire cosa hanno intenzione di fare il Governo del Paese e quello regionale per quanto riguarda le questioni che stiamo rappresentando”.

Perché ad una crisi manifestatasi già da diversi anni, si è aggiunto, rimarca Di Cosmo, “il colpo del sisma che rischia di desertificare una zona importante della regione con conseguenze sul fronte turistico pesanti, perché nell’immaginario collettivo ad essere terremotate sono tutte le Marche”.

Rimangono drammatici i ritardi accumulati dal Fermano. “Non c’è un approccio, una presa visione delle cose che bisogna fare per dare risposte alle persone e alle imprese. Speriamo ci ascoltino, se non l’hanno fatto fino ad oggi è anche colpa nostra, di rappresentanze locali che hanno proceduto in maniera frammentaria. Ma questo nostro impegno, sancito dal tavolo, è importante e riguarda la crescita, lo sviluppo e la coesione sociale”.

È sempre Di Cosmo a puntualizzare le richieste di questa aggregazione che vede presenti, oltre a Cgil e Confindustria, anche Cisl e Uil per quanto riguarda il versante sindacale, Cia, Coldiretti, Confcommercio, Confesercenti, Cna e Camera di Commercio per quello economico. “Intanto chiediamo un intervento sugli ammortizzatori sociali, perchè quelli riformati da questo Governo lasceranno sul lastrico decine di lavoratrici e di lavoratori, oltre a creare danni alle imprese. Poi serve un intervento sulla presenza degli enti pubblici e qui siamo tutti d’accordo nell’istituire almeno due Camere di Commercio nella regione, una Marche Nord e una Marche Sud. C’è anche l’INPS, che qui non ha mai funzionato a pieno regime perché mancano i dipendenti. C’è, come detto, l’emergenza su questioni legate al terremoto e c’è un Distretto calzaturiero invidiato da tutto il mondo a favore del quale Regione e Governo non fanno nulla per garantire più servizi, soprattutto a piccole e medie imprese”.

Il primo a puntare il dito contro la latitanza delle istituzioni era stato nei giorni scorsi Alessandro Migliore, direttore della Cna Fermo. “Personalmente, dopo quanto accaduto, immaginavo che la politica ci fosse già stamattina. I problemi sono tanti, soprattutto legati al terremoto. E di errori se ne continuano a fare altrettanti. Pensiamo solo che sul POR FESR hanno dato un proroga di un mese per un bando ad hoc, un tempo che non basta se si pensa veramente al bene delle attività. In più, nel Decreto 189 si parla di 2 milioni dell’Enit che ad oggi nessuna ordinanza ci spiega dove vadano a finire, soldi che sono indispensabili per questo territorio. La politica sembra lasciare le nostre esigenze, quelle di tutto il Fermano, in ultima analisi. Siamo sempre gli ultimi degli ultimi degli ultimi. Cosa dobbiamo fare per ricevere attenzione?”.

Come Confcommercio, ha rimarcato Maria Teresa Scriboni, più volte è stato sollevato al tavolo un tema come la presa di posizione della Regione sul disegno di legge partorito dal Governo, “che tanto permette alla Regione come potere per un quadro normativo di riforma del settore turistico”.

E se Riccardo Tarantini ha provato ad alzare il tiro, invitando anche i mass media a svolgere il proprio ruolo in maniera equidistante e costruttiva, Melchiorri ha spiegato come una regola fondamentale del tavolo sia l’assenza di quelli che definisce “filogovernativi”, perché la politica deve mirare alla soluzione dei problemi, non a mantenere posizioni di rendita.

“Il rapporto con la Regione e con questa Giunta – ha aggiunto Paolo Mazzoni della Coldiretti – l’abbiamo visto sempre molto lontano e distante dal dare attenzione alla nostra associazione, ma mi sembra di capire che sia un discorso generale che tocca tutti. Alcuni personaggi hanno bypassato le associazioni di riferimento e cercato rapporti diretti. Ma questo non è un sistema che può portare il politico a conoscere il problema del territorio, dove invece operano, appunto, le associazioni”.

E i problemi, ha voluto sottolineare, vanno divisi tra prima del sisma e dopo il sisma. “A livello turistico la Regione deve farci capire come vuole muoversi. Da parte nostra c’è la richiesta di avere due piani diversi: uno che riguarda lo sviluppo per le aziende fuori dal cratere, un altro separato, magari con solidarietà delle altre Regioni. Ci sono soldi da sbloccare e da dare alle aziende, serve un’iniezione di liquidità. La Regione è in stato confusionale, forse anche noi lo siamo, ma dobbiamo avere la lucidità di fare proposte e farle atterrare dove devono atterrare, e cioè proprio in Regione. E serve che quest’ultima le attui. Penso, ad esempio, alla nostra proposta di scaricare fiscalmente la vacanza da parte del turista, una proposta che è nella Commissione del Senato che si occupa di turismo e che va sostenuta”.

A chiudere Alfonso Cifani della Cisl. “Un presupposto per la richiesta dell’istituzione della Provincia di Fermo era stato proprio la mancava di rappresentanza politica di questo territorio. Oggi, dopo le vicissitudini delle stesse Province per via della riforma e soprattutto per l’esito del referendum del 4 dicembre, chiediamo che siano rifinanziate per attuare politiche serie”.


© RIPRODUZIONE RISERVATA


Torna alla home page
Caricamento..


Per poter lasciare o votare un commento devi essere registrato.
Effettua l'accesso oppure registrati




Gli articoli più letti


Caricamento..
X