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Scissione Pd l’amarezza di Di Virgilio:
“A Porto San Giorgio, chiarite le scelte nazionali, direttivo e assemblea iscritti”

lunedì 20 febbraio 2017 - Ore 15:43
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Andrea Di Virgilio

“Le vicende che stanno caratterizzando il Pd a livello nazionale mi addolorano profondamente dato che, purtroppo, si sta consumando l’ennesima scissione che, da sempre, rappresenta probabilmente quella costante che ha segnato il centro sinistra fin dal secolo scorso”. Inizia così lo sfogo del segretario Pd sangiorgese Andrea Di Virgilio dopo l’assemblea nazionale di ieri.
“Tra i tanti interventi di domenica alla direzione nazionale – scrive Di Virgilio –  ho ascoltato con molto interesse il senatore Francesco Verducci che sottolineava come sia difficile per i nostri militanti e sostenitori comprendere la lotta fratricida che si sta consumando in queste ore all’interno del Pd, rimarcando la necessità di andare oltre le divisioni ed i personalismi per riscrivere un nuovo patto sociale che si basi sulla vita vera ed i problemi delle persone.  Mi è piaciuto molto anche Walter Veltroni che ha rimarcato come nel 1994 se progressisti e popolari fossero stati uniti Berlusconi non avrebbe governato l’Italia; o anche se il primo governo Prodi 1998 non fosse andato a casa per mano di Rifondazione Comunista la storia italiana avrebbe avuto un altro corso; ed ancora se nel 2013 non avessero prevalso divisioni e personalismi nella sinistra Romano Prodi nel 2013 sarebbe stato eletto presidente della Repubblica”.

Di Virgilio aggiunge: “Ritengo giusto che in un partito ampio ed a vocazione maggioritaria quale il Pd debbano trovare spazio visioni diverse e tutte meritino rispetto, ma sono anche dell’avviso che il partito, dopo ampia e partecipata discussione, debba fare sintesi e perseguire la linea promossa dalla maggioranza sulla scorta del principio primo della nostra Carta Costituzionale, ovverosia la Democrazia.  Spiace notare che questa che si sta consumando sia l’ ennesima scissione che segue personali logiche di contrapposizione invece che basarsi su diversi percorsi programmatici. Personalmente mi auguro che vi possano essere ancora margini di manovra affinchè possa esservi una ricomposizione; se ciò non fosse tutti quanti dovremo farcene una ragione. A Porto San Giorgio, una volta chiaro il panorama nazionale, sarà quanto prima opportuna una discussione nel direttivo di circolo prima e nell’assemblea degli iscritti dopo.  Ho sentito molte dichiarazioni di leader politici ma penso sia utilissimo e fondamentale, a questo punto, ascoltare cosa pensano i nostri iscritti e simpatizzanti”.


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