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“Situazione insensata, io sto con il PD”:
Nicolai e il futuro dei Democratici

lunedì 20 febbraio 2017 - Ore 17:36
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di Andrea Braconi

Io sto con la ditta e la ditta è il Partito Democratico. Richiama definizioni di bersaniana memoria Paolo Nicolai, segretario provinciale del PD, nel commentare l’assemblea di ieri a Roma. Nicolai che rimane convinto come con il proporzionale si sia di fronte ad un vero e proprio riposizionamento di diversi esponenti politici.

“Chi ieri è sceso in campo in maniera forte, facendo anche interventi importanti come Franceschini, Veltroni e Fassino, persone che hanno fondato il PD e che hanno fatto capire che questo partito ha una classe dirigente di livello, così come il segretario Renzi con una buona relazione, visto questo la risposta che è stata data da quelli che vogliano uscire dal partito, e non parlo di minoranza, è stata una risposta priva di contenuti. In questo dibattito come ci poniamo? Questo è un partito che deve accogliere, il problema non è Renzi o non Renzi ma la difesa della cosiddetta ditta. Il nostro popolo non vuole sicuramente una scissione che non serve a niente e a nessuno, se non a qualcuno per mantenere qualche posticino con il proporzionale. Mi sembra più questa la logica. Allora la difesa del PD non è una difesa di Renzi, che comunque secondo me resta quello con le carte in regola per incidere e per poter tenere in mano la leadership. Va difeso il dibattito interno, che però deve essere sui contenuti. E poi: buttiamo all’aria un progetto politico perché un congresso si fa tre mesi dopo o tre mesi prima? Stiamo scherzando? Sui contenuti e sulla leadership di un segretario si dibatte in un congresso.”

Quali saranno le prossime scadenze?

“Non credo ci sarà una sovrapposizione tra Amministrative e congresso, e comunque si vedrà domani con la direzione tecnica per capire. Credo invece che la scissione sia quanto di più negativo per il centrosinistra e quello che è il Partito Democratico oggi nel panorama nazionale.”

A livello locale?

“Non ho segnali di grandi contrasti. Ho incontrato segretari della Valtenna e della Valdaso, stasera sarò a Porto Sant’Elpidio. Ci sono, anzi, segnali di scoramento per questa situazione, molti non capiscono i motivi di questa divisione. Come non riesce a comprenderli chi sta fuori dal PD, chi ha problemi di lavoro, di carattere sociale, di salute. Persone che ritengono tutto questo insensato, a mio avviso a ragione.”

Stamattina dal tavolo provinciale permanente sono giunte parole piuttosto esplicite nei confronti di una presunta mancanza di rappresentanza della politica regionale e nazionale.

“Non credo che la politica sia disattenta, ma piuttosto è sovraccaricata da una crisi forte e da una situazione delicata a livello nazionale ed internazionale. Se c’è quel tavolo è anche perché c’è la politica, considerato che è la Provincia a promuoverlo e che la sua presidente è un’autorevole esponente del nostro partito. Sono sicuro che se i nostri rappresentanti vengono invitati a certi tavoli sicuramente rispondono, sia quelli regionali che i nostri parlamentari, non scappano davanti ad un dibattito. Che vengano invitati e così potranno tranquillamente rispondere. Non possiamo fare le pulci se giovedì i rappresentanti della Giunta regionale non erano ad un convegno, sarebbe una cosa di basso livello. Quel tavolo può essere allargato anche alla politica, perché non viene fatto?”


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