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Chiusura Novecento, la proprietà:
“Qualcuno è già interessato al locale,
l’ultima gestione? Arretrati da settembre”

giovedì 23 febbraio 2017 - Ore 18:51
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Il bar Novecento ha chiuso i battenti. Ieri mattina, infatti, i gestori del pubblico esercizio di piazza Matteotti hanno iniziato, sulla scia di un’ordinanza di sgombero dei locali, a rimuovere il mobilio e l’arredo. La posizione dei gestori è chiara: problemi e calo del fatturato dettati dai lavori in centro e da un mancato accordo con la proprietà sul pagamento e sull’alleggerimento della locazione (leggi l’articolo). Una puntualizzazione, quest’ultima, che però viene respinta al mittente dalla proprietà, la Girman spa, che ora dice la sua con l’avvocato Nullo Palazzetti, legale dei titolari delle “mura” del Novecento: “Noi ci siamo resi disponibili a una trattativa ma abbiamo chiesto di chiudere con il pregresso. Questo non è avvenuto. Con gli arretrati andiamo a finire a settembre. Sento parlare di 10 mila euro al mese? Non è questa la cifra, è una cifra inferiore. E nella locazione erano concessi altri due locali oltre al Novecento. Diciamo che nessun accordo è stato formalizzato. Quindi siamo stati costretti a procedere con lo sfratto. L’ordinanza dello sfratto è stata emessa il 19 dicembre 2016. Quindi, con i 40 giorni previsti, i locali dovevano essere liberati il 28 gennaio. Ieri mattina si è proceduto con il rilascio dei locali, con la rimozione del mobilio e degli arredi. Nessuno ci ha proposto di metterli sul piatto della bilancia degli arretrati. Mi auguro, a questo punto, che alla proprietà sia pagato quanto le spetta. Ieri mattina è partita l’invito formale al pagamento“. Poi, con l’avvocato Palazzetti, lo sguardo dal passato prossimo si sposta al futuro dei locali di piazza Matteotti: “Sinceramente qualcuno interessato c’è, siamo stati già contattati“. I rumors dalla piazza parlano di un noto imprenditore locale, già attivo a Porto San Giorgio sempre nel ramo della ristorazione, che sarebbe pronto a chiudere la trattativa per riaccendere le luci dello storico pubblico esercizio, scommettendo anche su un piccolo ristorante da ricavare all’interno dei 500 metri quadrati del Caffè. Voci per il momento, siamo ancora nel campo delle ipotesi. Non resta che attendere gli sviluppi della vicenda.

g.f.

 


© RIPRODUZIONE RISERVATA


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