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Da Novecento al dragaggio, la denuncia di Senzacqua: “Porto San Giorgio ha toccato il fondo”

giovedì 23 febbraio 2017 - Ore 17:28
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Fabio Senzacqua

“Sono stato facile profeta, quando tempo fa mi sono espresso in merito alle due note dolenti sangiorgiesi che la cronaca ha riportato alla ribalta. Dragaggio del porto e bar Novecento. È di ieri la notizia che Novecento chiuderà definitivamente e che il dragaggio del porto ha iniziato a dare i suoi frutti al contrario. Vedere in pieno giorno il trasloco degli arredamenti dello storico bar, e venire contestualmente a conoscenza che il dragaggio inizia a dare segni di cedimento dopo appena qualche mese, non può che destare tristezza, e per essere in tema, evidenziare che oramai a Porto San Giorgio l’attuale amministrazione ha toccato il fondo”. Così il coordinatore della Lega Nord sangiorgese Fabio Senzacqua su quelle che sono le due tematiche che stanno tenendo banco in queste ore.

Anche se, attribuire l’intera colpa della chiusura del Novecento all’amministrazione è sicuramente ingeneroso, non si può però certo assolverla  – spiega Senzacqua – È chiaro che ci sono delle responsabilità ben precise, legate ai lavori di rifacimento della piazza. Lavori, intervenuti in un momento risultato delicato per la nuova gestione, momento che ha interrotto la progettualità imprenditoriale dei nuovi investitori, intenti ad accrescere, o comunque riformare le modalità e la qualità di esercizio e la clientela. Credo che l’errore imperdonabile che ha commesso questa amministrazione stia non nell’aver voluto il rifacimento della piazza, quanto nella scelta e soprattutto nella durata dei tempi. Nella scelta, perché in una congiuntura in cui Civitanova, ma soprattutto Fermo dava segni di grande forza attrattiva ai danni di Porto San Giorgio, dove le due città citate venivano sistematicamente preferite alla nostra, bisognava attrezzarsi per difendere il difendibile, cercando di arrivare alla stagione estiva facendo subire meno danni possibili al commercio. In realtà si è voluta dare la mazzata finale all’appeal della città, e come ho scritto qualche tempo fa, usando una metafora pastorizia, oggi, ci ritroviamo con ‘bei recinti’, ma gli ‘animali’ sono tutti fuggiti a scapito delle ‘mangiatoie e abbeveratoi’ che, quando non hanno chiuso, hanno lavorato pochissimo. Vedasi anche l’attività Black Hat. Morale: meglio brutti recinti pieni di animali che nuovi recinti senza ombra di animali. Riguardo ai tempi sono sotto gli occhi di tutti; è difficile davvero capire come sia stato possibile dilungarsi così tanto… non si stava costruendo una diga”.

Senzacqua che passa poi al dragaggio: “Lo stesso dicasi per il dragaggio del porto; anche qui sono stati sbagliati i tempi, come da me anticipato qualche mese or sono. E i fatti mi hanno dato ragione: è di ieri l’ordinanza del Circomare che ha ridotto la possibilità a barche di pescaggio >= 3.2 metri dai 3.5 metri post dragaggio, di transitare per via dell’intervenuto insabbiamento. Per correttezza, in questa sede, debbo ricordare che al momento nessuna barca presente al porto è stata condizionata da tale evento ma che la preoccupazione degli operatori inizia a farsi sentire, considerando che prima del dragaggio potevano transitare solo barche di pescaggio <= a 2 metri!!!È risaputo che la stagione migliore per i dragaggi è quella primaverile, per ovvie ragioni legate alle mareggiate. Che non si venga a dire che il dragaggio è stato fatto quando si sono avuti i fondi, perché un’amministrazione non dovrebbe mai mettersi in condizione di “curare”, ma piuttosto “prevenire”, onde evitare di curare, specialmente in comparti economici strategici della propria città. Ora è chiaro che tutto ciò da me descritto non dovrà più capitare, c’è una unica ricetta per far sì che situazioni del genere non accadano più: programmazione e competenza. Ciò che è mancato a questa Amministrazione, ciò che non mancherà a noi e a Marco Marinangeli quando governeremo Porto San Giorgio“.


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