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Buche, radici e marciapiedi: fioccano le richieste di risarcimento e le casse del Comune tremano

PORTO SAN GIORGIO – Querelle giudiziaria con il comune rivierasco chiamato in causa, a fine giugno, innanzi al Tribunale di Fermo per ottenere il risarcimento dei danni patiti. Prima udienza a dicembre prossimo. La somma chiesta dalla donna ammonterebbe a qualche decina di migliaia di euro
sabato 12 agosto 2017 - Ore 16:44
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Immagine di repretorio

 

di Sandro Renzi

Buche, radici e marciapiedi. E’ qui che si nascondo le insidie per i pedoni. Al punto che il Comune si trova a dover fare fronte a quello che assomiglia sempre di più ad un bollettino di guerra. Fioccano infatti le richieste di risarcimento danni e gli uffici sono alle prese con lunghe e complesse istruttorie. Una radice di troppo sul marciapiede e la caduta, rovinosa, a terra. Protagonista una donna che nell’agosto del 2013, mentre passeggiava in viale dei Pini, si è infortunata dopo essere inciampata sulla radice di un pino. Ne nasce una querelle giudiziaria con il comune rivierasco chiamato in causa, a fine giugno, innanzi al Tribunale di Fermo per ottenere il risarcimento dei danni patiti. Prima udienza a dicembre prossimo. La somma chiesta dalla donna ammonterebbe a qualche decina di migliaia di euro, secondo quanto riferito dagli uffici.

Il fatto risale al 2 agosto di quattro anni fa, in pieno giorno. Ed è questo uno degli aspetti su cui fa leva la difesa del comune. “Sinistro occorso in pieno giorno in contesto ad ampia visibilità” si legge nella delibera di giunta con cui l’ente ha deciso di costituirsi in giudizio “al fine di resistere alla domanda conferendo pieno mandato al professionista individuato dalla compagnia assicuratrice”. Per l’amministrazione comunale, insomma, non poteva la signora non accorgersi di questo ostacolo, fosse anche una radice (e in viale dei Pini non mancano). Pure le spese del procedimento giudiziale rimarranno a totale carico della compagnia. Ancora una volta, però, il comune si trova a dover fare i conti con i problemi legati allo stato di manutenzione delle strade. Di poche settimane fa la sentenza (leggi l’articolo) con la quale il giudice di pace di Fermo ha condannato l’amministrazione Loira al pagamento delle spese legali ed al risarcimento di 4mila euro a favore di un’altra donna che, sempre nell’agosto del 2013, si infortunò dopo essere inciampata su una buca. Teatro in quella circostanza il lungomare Gramsci. La giunta, lette le carte, aveva deciso di fare appello ed impugnare la sentenza innanzi al Tribunale di Fermo “anche al fine di non creare pregiudizievoli precedenti destituiti di fondamento” si leggeva nella delibera. Ed anche in quella occasione a non convincere il comune era la motivazione della sentenza di condanna. In buona sostanza quella buca in cui la donna è inciampata non sarebbe esistita per gli uffici comunali che lo hanno messo nero su bianco anche negli atti difensivi. Gli stessi con cui l’ente ha pure cercato di dimostrare la piena visibilità (quando è avvenuto l’incidente era pieno giorno). In attesa che a pronunciarsi sul ricorso sia il Tribunale di Fermo, il comune nel frattempo deve pagare 7.350 euro, comprese le spese legali. Ed un’altra tegola rischia di abbattersi ancora sul comune. L’episodio questa volta è recente. Risale ad anno fa. Protagonista una donna caduta sul marciapiede in via G. Bruno. Complice “un taglio sulla pavimentazione”. La causa verrà discussa davanti al giudice di pace a settembre. Il comune, che si è costituito, dovrebbe sborsare 5mila euro a titolo di risarcimento dei danni. Ma gli uffici hanno già respinto qualsiasi addebito sostenendo l’assenza di responsabilità del comune stesso ed il fatto che l’incidente sia avvenuto di giorno e su un marciapiede abbastanza ampio. Intanto però le casse comunali cominciano a tremare ed i fatti contestati possono trasformarsi in preoccupanti precedenti.


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