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Gran Premio di Capodarco,
vince Padun
, secondo posto a Natarov
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CICLISMO - 46sima edizione dell'appuntamento fermano per eccellenza dedicato alle due ruote, categoria Under 23. 190 partenti, all'arrivo avvincente duello a colpi di pedali tra i primi due classificati, separati da pochi secondi. Prima dello start ricordati Casartelli e Scarponi
mercoledì 16 agosto 2017 - Ore 18:08
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Mark Padun vittorioso al traguardo

CAPODARCO DI FERMO – Le emozioni dense, sincere e figlie della pura passione radicata nella tradizione ciclistica fermana sono rivissute ancora una volta nella giornata odierna. Quando al traguardo della quarantaseiesima edizione del Gran Premio di Capodarco, gara riservata agli Under 23, Padun ha solcato per primo la linea che decreta la vittoria, le stesse sensazioni hanno toccato il picco massimo della kermesse 2017.

Il momento della commemorazione prima della partenza della 46sima edizione del Gran Premio

Va così in archivio l’appuntamento territoriale per eccellenza delle due ruote fermane, iniziato nella tarda mattinata quando, a ridosso delle 13.00 circa, le autorità sportive ed istituzionali coinvolte, i corridori, i team ed i semplici appassionati intervenuti lungo il tracciato di gara hanno tributato omaggio alla memoria di Fabio Casartelli presso l’omonimo monumento. Visto il recente e triste fatto di cronaca consumato sull’asfalto, l’applauso dei presenti è continuato anche dopo la citazione per Michele Scarponi, vittima del relativo tragico sinistro poc’anzi citato.

Un passaggio sul lungomare sangiorgese

Di li a poco più di mezz’ora spazio al ciclismo in senso stretto, con lo start al quale si sono presentati ben 190 partenti lanciati alla volta di Porto San Giorgio dove, da tracciato, erano previsti cinque giri pianeggianti sul relativo lungo mare.

Sussulto al km 8 di Friedrich ( WSA – Greelife ), lesto a strappare dal resto dal quale, a seguire, si distaccavano anche Kurianov, Franco e Cecchini. A cavallo delle 14.00 il gruppo si ricompattava, prima del distacco minimo in testa di Weldu ( Dimesion Data Qubeka ), dello stesso team ecco poi lo stacco di Dlamini, seguito da Boneghi e Baseggio. Al km 35 però la testa della carovana cambiava in favore di Sensi, Franco e Scipione, tutti tentativi effimeri, presto sterilizzati dal ritorno del gruppo che, in questa fase di gara, risultava pressoché compatto.

Salzmann ( WSA Green Life ), Double, Zanoni e Covili cercavano gloria al km 46, ma vigeva ancora la ferrea regola del gruppo, nuovamente a riacciuffarli di li a poco. Stessa sorte per Mugisha, Bond e Pedroni, a rappresentare la testa del serpentone a due ruote, così come per Padun, Riabushenko e Scaloni, ma al km 60 la corsa non aveva padroni definiti.

Il picco capodarchese, da e per la costa adriatica, così come previsto a monte dagli organizzatori

Tutto questo a cavallo delle ore 15.00, quando venivano a formarsi due tronconi con quello di punta, il più nutrito, composto da circa un centinaio di bikers. Merignat, Tagliani e Zaccanti tentavano di dileguarsi dal resto della truppa. Le strategie dei team mutavano, anche in virtù del fatto che dal tracciato di pianura si cominciava adesso con i saliscendi del viatico per Capordarco, da ripetere sette volte.

Ed è qui che le fiammate effimere al comando svoltavano per un’identità di vertice: si sganciavano in 12; Nataruv, Areruya, Van Niekerk, Dlettre, Salzamann, Battistella, Cristofaletti, Sobrero, Cervellera, Montobbio, Garavaglia e Canepa. Sul gruppo c’era un ritardo di 47”, tutto questo a sei giri dal termine. Tra la dozzina di testa e il troncone a seguire Delco, Pesci e Rozin.

La testa della corsa in uno dei passaggio verso Capodarco

Alle 15.30 circa variazione al comando, il trio corrispondeva con i due corridori dell’Astana, Akhmetov e Natarov, con Areruya della Dimension Data subito a ruota. Il gruppo distanziava ora quasi un minuto. 15” dopo tra i fuggitivi rientravano Padon, Rudigaj, Davey, Scaroni, Riabushenko e Raggio, ma più avanti a tutti in questa fase c’era Salzaman, capofila anche al ritorno sulla strada statale 16, qui tallonato da Areruya. Il nuovo passaggio a Capodarco, a quattro giri dalla fine, vedeva ancora un gruppo di dodici a tracciare la rotta con il resto della carovana sfalsata: un primo nucleo a 26” di distacco, a 50” un secondo, il resto a quasi due minuti.

Il primo gruppo all’inseguimento dei fuggitivi

Al nucleo di comando si portava adesso anche Luca Raggio, facendo quindi salire a 13 la punta della truppa. Nuovo intertempo ricalcolato, che vedeva a 46” i primi inseguitori con Oldani, Colombo, Penko, Lucca, Canepa e Morandi, ad 1.05′ un secondo troncone, oltre i 2” la parte restante quando risultavano percorsi 132 km di gara.

Due giri al termine. A 33” ora transitavano cinque inseguitori alla volta dei 13 di testa, a poco più di un primo si aggregava infatti Piffaretti, seguito da Ruligaj. Il resto del gruppo rimaneva ad oltre 2.15′ ed era composto da circa 40 bici. Al km 156 della competizione ecco però che i cinque raggiungono il vertice, facendo quindi maturare a 18 elementi l’apice della carovana, pronti a scalare di nuovo la salita verso Capodarco.

Al rinnovato GPM il primo era Natarov, seguito da Padun e Zaccanti. Il drappello degli inseguitori adesso vedeva Areruya, Weldu, Pogacar, Rocchetti, Hmouddan, Akhemtov, Zaccanti, Oldani, Colombo, Cervellera, Raggio, Garavaglia, Radice e Frangioni.

Ad una manciata di km dall’arrivo ecco dunque confermato il binomio al comando, dato da Natarov e Padun, a quasi 2′ Raggio e Radice. In pratica la soluzione del Gran Premio era quindi in mano ai due, visti i quasi due minuti di ritardo in capo a Raggio e Radice.

Padun tentava così l’assalto, riuscito, per la coda della giornata ciclistica da vivere tutta d’un fiato. Tra i due scattava una vera e propria battaglia a colpi di pedale, con Padun in testa e Natarov distanziato di qualche metro. Sul rettilineo finale, tra due ali di folla nutrite e calorose, si consumava così la vittoria di Mark Padun ( Colpak ), dietro di lui quindi Yuri Natarov ( Astana ).

Ordine di Arrivo:

1° Mark Padun (Colpack) in 4h 18’ 05” alla media oraria di 41,847,

2° Yurriy Natarov (Astana City) a 3”,

3° Galym Akmetov (Astana City) a 2’30”,

4° Filippo Zaccanti 8Colpak) 2’38”,

5° Luca Raggio (Virid Maserati) a 2’47”,

6° Stefano Oldani (Colpak) a 2’48”,

7° Giacomo Garavaglia (Viris Maserati) 2’52”,

8° Eros Colombo (Team Palazzago Amaru),

9° Tadej Pogacar (Rog Lubiana) a 2’55”,

10° Filippo Rocchetti (Zalf Euromobil Desiree Fior) a 2’58”.

 

Paolo Gaudenzi

L’elenco dei partecipanti all’edizione 2017


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