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Jonny Greenwood e l’amore per le Marche:
dalla Sala del Mappamondo alle comunità colpite dal sisma (INTERVISTA) 

EVENTI - Il chitarrista dei Radiohead racconta a Cronache Fermane le motivazioni del concerto di Macerata, gli obiettivi dell'associazione ArteProArte, il colpo di fulmine con il nostro capoluogo e il lavoro da fare per il dopo terremoto
mercoledì 16 agosto 2017 - Ore 16:30
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di Andrea Braconi

La scelta di vivere (anche) nelle Marche. L’amore per i musei di Fermo. La paura per il terremoto. La forza delle comunità colpite. Il concerto a Macerata. Jonathan Richard Guy Greenwood, chitarrista dei Radiohead, ha scelto Cronache Fermane per raccontarsi e per raccontare una scelta che di rumore, sui media nazionali ed internazionali, ne ha fatto parecchio. Perché il concerto della band inglese allo Sferisterio il prossimo 20 agosto non è qualcosa che può essere catalogato come “ordinario”, sia per l’importanza dei musicisti che saliranno sul palco (con lui ci sarà il cantante Thom Yorke), sia per il fine: raccogliere fondi per recuperare, insieme all’associazione ArteProArte, i beni culturali danneggiati dal sisma.

Jonny, da un punto di vista musicale, come vi state preparando e come state arrangiando i vostri brani per questo evento?

“Abbiamo una lunga lista di tutte le canzoni dei Radiohead e lentamente ci stiamo entrando dentro, cercando di lavorare su quelle che potremmo fare senza gli altri tre membri della band. Fortunatamente abbiamo a disposizione molti strumenti, così possiamo riempire il palco con piano, tastiere e chitarre, muovendoci tra uno e l’altro per creare un legame tra queste canzoni.”

Jonny Greenwood e Thom Yorke

E cosa vi aspettate?

“Spero che potremo tornare nelle Marche con il resto della band e suonare in uno spazio più ampio. È un peccato che così tante persone non abbiano potuto acquistare i biglietti per il concerto di Macerata, ma allo stesso tempo Thom e io non abbiamo mai fatto questo tipo di show prima, così è difficile prevederà come andrà. Siamo rimasti sorpresi nel vedere che i biglietti siano finiti così velocemente. Quello che è certo è che c’è molta passione per la musica e noi stiamo lavorando per ripagare questa passione, facendo il miglior spettacolo che possiamo.”

Hai scelto questi luoghi per trascorrere parte della tua vita. E hai anche vissuto direttamente le scosse di agosto e ottobre. Che percezione hai avuto della fase post terremoto?

“È stato, ovviamente, uno shock per tutti. Sappiamo che le case qui sono sicure da un punto di vista sismico, ma comunque la violenza di questi grandi terremoti ci ha allarmato. La sensazione più forte è stata la tristezza del momento dopo, con così tanti edifici danneggiati, le persone che dormivano nelle auto, le zone rosse e quella terribile parola: inagibile. Ma è stato impressionante vedere quanto duramente le comunità hanno lavorato per mettere in sicurezza gli edifici e i marchigiani lottare per ritornare a vivere una normalità.”

Un concerto, o una serie di concerti, non possono ricostruire le case, ma possono far riflettere le persone e soprattuto farle avvicinare, condividendo esperienze uniche.

“Hai ragione, un concerto è, per forza di cose, un piccolo gesto. Parte del motivo di questo concerto è, come sai, trovare fondi per recuperare opere d’arte locali in collaborazione con ArteProArte e per accendere una luce sul sud delle Marche e sulle conseguenze dei terremoti. Molte persone fuori da questa regione pensano che il problema sia finito, ma invece c’è ancora molto lavoro da fare e serve aiuto.”

(foto di Marilena Imbrescia)

Come racconti questa terra ferita a chi non l’ha ancora conosciuta? Quali sono per te le sue peculiarità?

“Le Marche sono qualcosa che non esiste in nessun’altra parte d’Italia, un qualcosa con una bellezza senza fine, le persone hanno una serietà che io ammiro molto, anche una meravigliosa natura e la passione per le cose importanti, come la buona musica, il cibo, il paesaggio e l’arte. E le Marche sono piene di tutto questo! Ero a Fermo l’altro giorno ed ero molto triste di vedere il museo chiuso per i lavori. Questo museo è stata la ragione per la quale sono venuto nelle Marche la prima volta, per vedere la biblioteca del mappamondo. Per questo è sempre stato veramente importante per me. E aspetto che venga riaperto. È un’esperienza incredibile camminare all’interno di quella stanza. Nonostante la chiusura, ci hanno comunque mostrato alcuni dei libri più antichi della vicina biblioteca, una bellissima collezione che dimostra come sia importante preservare i tesori culturali di questa regione.”

Una figura fondamentale per l’organizzazione dell’evento di Macerata è l’avvocato Fabio Pucciarelli di Amandola, che insieme a Carla Paciaroni ha dato vita all’associazione Arte Pro Arte.

Pucciarelli, da cosa nasce l’idea di un concerto come quello del 20 agosto a Macerata?

“Nasce a casa Greenwood nella campagna fermana, dove lui si trovava a ridosso della prima scossa. Si è subito parlato di fare qualcosa, ma il progetto si è concretizzato a febbraio quando hanno proposto il concerto allo Sferisterio per finanziare il restauro ed il recupero delle opere d’arte. Quindi, l’idea è venuta principalmente da loro e poi è stata sviluppata con ArteProArte, con il Comune di Macerata e con lo Sferisterio.”

Come verranno utilizzati i proventi?

“Questo è un aspetto molto importante. I proventi verranno utilizzati per il recupero delle opere artistiche del Fermano, dell’Ascolano e del Maceratese danneggiate dal sisma. Sul nostro sito nella sezione ‘Contattaci’ c’è scritto ‘Suggerisci l’opera che vuoi salvare’: i privati e gli enti, perciò, hanno la possibilità di segnalare un’opera danneggiata e, con la supervisione della Sovrintendenza, si sceglieranno quelle opere che verranno restaurate, quando possibile, sul posto e da ditte locali, per evitare che vengano staccate dai territori ed essere così restituite alle comunità di appartenenza. Vogliamo mantenere questo forte legame con il territorio. Inoltre, altro aspetto importante è che all’interno del sito c’è anche il numero di conto corrente dell’associazione, che potrebbe permettere adArteProArte di ricevere ulteriori finanziamenti per il recupero di un numero più ampio di opere ed organizzare altre iniziative che abbiano la stessa finalità.”

Del comitato di ArteProArte fanno anche parte Carlo Maria Binni, Giorgio Piergiacomi e Sharona Katan Greenwood, moglie di Jonny.

 

(Un ringraziamento a Fabio Pucciarelli e Nadia Buratti per la preziosa collaborazione)

 

(Le foto delle operazioni di recupero delle opere d’arte dopo il terremoto sono state scattate da Lucia Paciaroni e Luca Marcantonelli per Legambiente Marche)


© RIPRODUZIONE RISERVATA


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