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Un anno dal sisma, il contro-bilancio della minoranza regionale: “Preoccupatissimi vista l’inconcludenza e l’inefficienza dimostrata”

BILANCIO - Forza Italia, Lega Nord e Fratelli d'Italia/An: "Un anno dopo, 4 decreti governativi, 35 ordinanze del commissario per la ricostruzione e tutto tace. L’unica novità le dimissioni di Errani. Il resto, tutto il resto, sono le montagne di macerie ancora da portare via"
mercoledì 23 agosto 2017 - Ore 16:45
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“Un anno dopo quella prima scossa che ha devastato un’ ampia zona delle Marche e dell’Umbria, avremmo voluto tracciare un bilancio di quanto è stato fatto. Avremmo voluto parlare di una ricostruzione, leggera e pesante che sia, che procedesse spedita. Avremmo voluto parlare di casette già date a tutti gli sfollati. Avremmo voluto parlare di stalle nuove al posto di quelle distrutte. Avremmo voluto parlare di un’ economia rurale e montana che aveva ripreso a camminare”. Inizia così, ad un anno dal sisma, il contro bilancio delle forze regionali di minoranza: Forza Italia, Lega Nord, Fratelli d’Italia Alleanza Nazionale.

Nota congiunta che prosegue:”Avremmo voluto un bilancio in attivo. Avremmo voluto che le proposte da noi avanzate fossero state almeno discusse in quanto frutto anche dell’ascolto diretto del territorio. Avremmo voluto essere coinvolti, così come più volte richiesto, in un tavolo di programmazione e verifica delle azioni messe in campo. Avremmo voluto. La realtà è ben diversa. Un anno dopo, 4 decreti governativi, 35 ordinanze del commissario per la ricostruzione e tutto tace. L’unica novità le dimissioni di Errani. Il resto, tutto il resto, sono le montagne di macerie ancora da portare via. Sono le migliaia di casette che ancora mancano all’appello. Sono le migliaia di sfollati che ancora non sanno come e quando potranno tornare nei luoghi dove vivevano. Sono tantissimi gli studenti che si accingono ad un nuovo anno scolastico all’insegna del precariato. Sono centinaia gli allevatori che si preparano ad un nuovo inverno caratterizzato dall’emergenza”.

Minoranza che pone una serie di domande: “E le infrastrutture? Strade ancora impercorribili. Un disastro nel disastro reso ancora più insopportabile da una burocrazia cieca ed ottusa che ha prodotto astruse normative per l’accertamento dei danni subiti e per gli eventuali risarcimenti. Ecco, di carta ne è stata prodotta tantissima. Di fatti poco o niente. E la certificazione è dello stesso Governo che ha prolungato al 28 febbraio 2018 lo stato d’emergenza. E’ la certificazione di un fallimento. Di chi la colpa? A sentire Errani, nell’ormai famoso audio pubblicato da un noto settimanale è delle regioni, le regioni rimandano al commissario e così via. Un brutto rimpallo delle responsabilità sulla pelle della gente. Oh! Certo, di passerelle ne abbiamo viste tante. Dapprima tutti con il caschetto, poi solo alcuni e infine niente più caschetto ma tutti con la stessa aria solenne e le parole d’ordinanza del tipo “non vi lasceremo soli”, “il Paese si stringe con voi”, “avete tutta la solidarietà della Nazione” o anche “i soldi ci sono”, “ricostruiremo”… E mentre le solenni dichiarazioni tracimano dai tg, dalle radio, dai giornali, dopo un anno i centri storici di tante città marchigiane sono ancora intransitabili e in alcuni di essi, le macerie vengono tenute a bada da palizzate in legno. Nei giorni drammatici del terremoto dell’Aquila, in appena 100 giorni l’allora governo Berlusconi realizzò 5.635 abitazioni per 25mila persone. Nelle Marche, invece, dopo 365 giorni gli sfollati vivono ancora una disarmante precarietà. E lo stesso Renzi ha dovuto riconoscere : «Nelle Marche siamo indietro». Le casette ordinate in tutto il cratere sono quasi 3.800, quelle consegnate appena 344. E Ceriscioli che fa? Plaude al nuovo corso del dopo Errani, che ( forse) darà più potere alle Regioni. Noi invece siamo preoccupatissimi vista l’inconcludenza e l’inefficienza dimostrata dall’Ente in questi mesi, e soprattutto l’incapacità di dare risposte in tempo reale .


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