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Investito davanti al bar di famiglia:
muore Roffo Alessandrini,
Montegiorgio piange la sua ‘bandiera’

MONTEGIORGIO - Il 78enne, amato e stimato in città, era rimasto coinvolto in un incidente martedì scorso, investito da un'auto davanti al bar di famiglia. Bandiera della Montegiorgese, aveva giocato anche con la Fermana. Allenatore burbero ma dal cuore d'oro, si dedicava anima e corpo ai suoi giocatori
giovedì 24 agosto 2017 - Ore 23:28
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Roffo Alessandrini

di Matteo Achilli

Non servono tante parole per esprimere il vuoto che hai lasciato“, “abbiamo perso un grande uomo, un appassionato del suo territorio, educatore attraverso lo sport di giovani che ha aiutato a crescere e maturare, ci lascia un’importante eredità fatta di amore e impegno a dare del nostro meglio sempre sono solo un paio dei tanti messaggi che il popolo dei social ha voluto lasciare per ricordare una figura simbolo di Montegiorgio e tutto il calcio giovanile provinciale quale era Roffo Alessandrini. Alessandrini, infatti, 78 anni, si è spento oggi all’ospedale Torrette di Ancona dopo essere rimasto coinvolto in un incidente lo scorso 22 agosto (leggi l’articolo). Una vita trascorsa sul campo da calcio quella di Roffo. Da calciatore negli anni cinquanta fu una bandiera della Montegiorgese poi il suo talento venne premiato e arrivò il passaggio alla Fermana, con cui dal 1960 al 1962 ha militato in serie D, che all’epoca significava molto, i tanti sacrifici per raggiungere il capoluogo a volte anche a piedi per potersi allenare, frammenti di vita che amava raccontare a tutti i suoi allievi per inculcare loro il senso del rispetto e del lavoro.

Alessandrini ai tempi della Fermana

Smessi gli scarpini, negli anni ’70 è stato il promotore per la nascita del settore giovanile a Montegiorgio, una rivoluzione per quel paese che tanto amava. Roffo si dedicava anima e corpo ai suoi ragazzi, se ce n’era bisogno allenava anche due o tre squadre nella stessa stagione, ogni montegiorgese che abbia giocato a calcio ha avuto Roffo come allenatore. Uomo vecchio stampo, fautore del calcio semplice, uno-due, marcature ad uomo e palla agli attaccanti che devono far gol, Roffo era un burbero dal cuore d’oro, tanti rimproveri e pochi sorrisi, ma in campo sapeva far dare il massimo e alla fine non si poteva non amarlo. Non solo calcio nella sua vita, per trent’anni è stato presidente dell’Avis di Montegiorgio e da sempre ha gestito il bar di famiglia, davanti al quale l’altro giorno è stato fatalmente investito.

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