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Prima all’Aquila: l’Elisir d’Amore
di Donizetti diverte
un parterre elegante ma sobrio

FERMO - Autorità civili e militari, ieri sera, alla prima. Il sindaco Calcinaro: "Venti stagioni, venti anni di emozioni da celebrare con orgoglio in questa edizione. Il eeatro dell’Aquila si conferma punto nevralgico della vita culturale del territorio”. Prossimo appuntamento il 6 dicembre con La Bohème di Puccini
domenica 22 ottobre 2017 - Ore 13:45
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di Claudia Mazzaferro

Prima dell’Aquila, l’opera brilla a Fermo. Ieri sera si è aperto ufficialmente il sipario della stagione d’opera di Fermo. E come da protocollo, cariche istituzionali e militari alla prima, tra eleganza, raffinatezza. E anche qualche curiosità, vezzi.

Qualcuno è riuscito ad azzardare jeans e giacca in tweed, sì. Pensando di passare magari inosservato. Qualcuna gonna in tulle e capelli rosso autunnale en pendant, addirittura. Alla prima all’Aquila un parterre elegante ma sobrio. Nettissima preferenza per il nero e il pizzo. Gambe nude e stravaganza ridotte all’osso. Il bon ton della mise teatrale è stato mantenuto alto dalla categoria istituzioni, i veri arbiter elegantiarum. Ineccepibile l’assessore Trasatti.

Una scenografia molto pulita e “corale” per l’Elisir d’Amore, il divertente gioiellino donizettiano che ha dato il via ieri alla stagione lirica del Teatro dell’Aquila, che quest’anno festeggia i 20 anni dalla sua riapertura. Una coproduzione della Rete Lirica delle Marche con il coordinamento dell’Associazione Arena Sferisterio di Macerata per il gran galà della musica.
Allestimento essenziale, atmosfera giocosa, sullo sfondo la Filarmonica Marchigiana. Molto gradevole e pertinente alla vicenda la regia di Saverio Marconi, ripresa all’Aquila da Fabrizio Angelini. Sul palcoscenico le disinvolte prestazioni degli interpreti Angela Nisi in Adina, del tenore Davide Giusti in Nemorino, di Bruno Taddia in Belcore, di Enrico Marabelli in Dulcamara e Sara De Flavis in Giannetta. L’opera, in due atti su libretto di Felice Romani, narra le vicende dell’umile contadino Nemorino, innamorato di Adina ed incapace di dichiararsi. L’equilibrio viene bruscamente interrotto con l’arrivo di Dulcamara (il ciarlatano di Donizetti), che – fingendosi un dottore – vende a Nemorino un fantomatico elisir d’amore…
Venti stagioni, venti anni di emozioni da celebrare con orgoglio in questa edizione – dichiara il sindaco Paolo Calcinaro -. Il Teatro dell’Aquila si conferma punto nevralgico della vita culturale del territorio”.

Prossimo appuntamento il 6 dicembre con La Bohème di Puccini.

 

Il sindaco Paolo Calcinaro e il capitano dei carabinieri, Roland Peluso

Il sindaco di Ascoli Piceno, Guido Castelli, con il senatore Remigio Ceroni


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