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Ad un anno dalla sua scomparsa,
il ricordo del giornalista
Aureliano Chiaramoni

FERMO - Un anno fa ci lasciava Aureliano Chiaramoni, giornalista pubblicista con quasi mezzo secolo di attività nella carta stampata e pioniere delle radio locali. Le sue passioni: il basket da giovane, la Fermana e il Torino. Ha svolto per quasi 40 anni anche la professione di sindacalista
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In primo piano Aureliano Chiaramoni, alle sue spalle i colleghi Danilo Interlenghi e Giuseppe Castellani

 

di Paolo Bartolomei

Aureliano con la squadra di calcio del Liceo Classico A. Caro

Era uno dei decani dei cronisti fermani insieme a Danilo Interlenghi, che pochi mesi fa ha compiuto 97 anni e a Giuseppe Castellani, scomparso molti anni fa. Aureliano Chiaramoni ha fatto il giornalista dal 1966 fino al 2006, si è occupato principalmente di sport, calcio e in particolare della Fermana di cui era appassionato, anche se spesso non negava che il suo primo amore giovanile fosse il basket. Ha scritto a lungo anche di cronaca e politica locale, seguendo spesso fino a tarda ora i consigli comunali cittadini.

Amava recitare la parte del burbero, del duro, grazie anche a quel suo vocione che intimoriva. In realtà era molto generoso e disponibile, per i più giovani prodigo di insegnamenti e di consigli. Scriveva in modo chiaro e dettagliato, non pubblicava un articolo finché non aveva “scavato” (come diceva lui) a fondo per capire bene ogni vicenda, non si accontentava della realtà apparente; il suo era un giornalismo di servizio che era un ottimo esempio per chi gli stava a fianco, soprattutto chi era alle prime armi.

Chiaramoni con la Victoria Basket; al suo fianco Giorgio Cisbani, futuro senatore

Nato nel 1936, Aureliano Chiaramoni si diploma al Liceo Classico A. Caro di Fermo, gioca con la squadra di calcio della scuola e con la Victoria Basket di Don Celso Giardinà insieme a Giorgio Cisbani, Bernardo Bernardi, Paolo Scartozzi e tanti altri. La passione del giornalismo inizia durante gli anni di liceo quando realizza assieme agli altri studenti il giornale d’istituto “Ippogrifo“. Frequenta l’università a Bologna (chimica industriale) insieme al cugino Danilo (che fa ingegneria), poi, capito che la chimica non fa per lui, torna a Fermo dove per un periodo vende l’Enciclopedia Britannica fino a quando il giornalista professionista fermano Vittorio Frenquellucci che lavora a Roma a “La Voce Repubblicana” lo porta nella capitale a collaborare allo stesso giornale di partito.
Il suo primo articolo è del luglio 1966: gli capita di scrivere proprio il resoconto della sfortunata partita dei Mondiali in cui l’Italia è eliminata al primo turno dalla Corea.

Nel 1967 il ritorno a Fermo quando, con l’apertura dello Zuccherificio Sadam, inizia a lavorare come sindacalista per la locale Associazione Bieticoltori. Conosce la moglie Anna, insegnante, e arriva la figlia Carla, anche lei oggi giornalista.

Comincia a collaborare con il Corriere Adriatico (che fino al 1971 si chiama ancora Voce Adriatica) e con Il Messaggero insieme ad Interlenghi; dal 1970 anche con Stadio di Bologna, testata che dal 1977 è incorporata nel Corriere dello Sport di Roma, e anche nel nuovo giornale unificato Aureliano si trova a fare il corrispondente assieme ad Interlenghi.

Chiaramoni conduttore a Radio Orizzonte mentre intervista l’allenatore della Fermana Orazi nel 1983/84

Nella metà degli anni ’70 è uno dei pionieri della radiofonia privata locale: lo troviamo tra i primi collaboratori di Radio Fermo Uno (quando la sede è ancora a fianco dell’abside del Duomo) dove conduce la rubrica del martedì “Punto e a capo” (commenti sulla partita della Fermana) e altri programmi sportivi come “101 sport” (diretta delle partite dal campo).
Nel 1982 è tra i fondatori di Radio Orizzonte, emittente fermana che nasce in polemica con l’altra e che inizia le trasmissioni l’anno dopo, con la quale resta fino alla sua chiusura nel 1988. Per alcuni anni fa parte del coordinamento delle radio del pool sportivo che comprendeva emittenti locali situate dall’Emilia alla Puglia, sia per il calcio che il basket.

Qui con il presidente della Fermana Santini, negli stessi anni

Dal 1987, con il pensionamento del corrispondente fermano de Il Resto del Carlino Giuseppe Castellani, Aureliano Chiaramoni lascia il Corriere dello Sport-Stadio e inizia a scrivere per la testata bolognese dove per un ventennio si occupa di cronaca e politica cittadina ma anche di sport, in particolare di Fermana Calcio, che segue spesso anche in trasferta, compresi ovviamente tutti gli spareggi vincenti.
Va sempre con la sua inseparabile agenda con la copertina di pelle, con l’adesivo della Fermana da un lato e quello del Torino dall’altro. Abbandona definitivamente il giornalismo nel 2006 quando la squadra gialloblù precipita dalla serie C1 in prima categoria. L’anno prima, con lo stop alla lavorazione delle barbabietole alla Sadam, era andato in pensione come sindacalista.
Nel 2003 ha ricevuto un Diploma di Benemerenza del CONI, tre anni prima un riconoscimento della Lega Calcio UISP e nel dicembre 2005 quello del Comune di Fermo.

Nonostante la sua passione, a volte espressa anche in modo sanguigno, è sempre stato capace di mantenere il difficile equilibrio tra sentimento e professionalità, riuscendo in ogni caso, nel momento di scrivere, a spogliarsi dei panni di tifoso.

Qui in una immagine più recente, insieme a due serviglianesi doc: il portiere della Fermana Stefano Grilli (2002/03) e il collega di Chiaramoni al Carlino Fabio Paci


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