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“Abbiamo scoperto un territorio che non immaginavamo”: oltre 700 turisti dalla costa
alla montagna
, colpaccio di Marca Fermana

FERMO – Presentati dal presidente Stefano Pompozzi, affiancato da tutti i partner, i numeri del progetto #marcaibus che ha toccato 18 Comuni del Fermano: "Gli italiani provenivano da 12 regioni, mentre per quello che riguarda gli stati siamo arrivati a 6, Italia inclusa".
mercoledì 26 Settembre 2018 - Ore 12:19
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di Andrea Braconi

Diciotto itinerari, che hanno portato in due mesi 717 persone dalla costa all’entroterra, accompagnate da guide turistiche abilitate. Un successo, non solo in termini numerici, che meritava un’incontro ad hoc per esporre le caratteristiche di un progetto riuscito, nonostante le diffidenze iniziali. Perché #marcainbus non è stata solo “un’esperienza riuscita e assolutamente bella”, come l’ha definita il presidente di Marca Fermana Stefano Pompozzi, ma ha saputo dimostrare come una vera sinergia tra vari attori del territorio possa portare al raggiungimento di un obiettivo bramato per tanto, forse troppo tempo: far muovere i turisti dalla costa all’entroterra, mostrando loro tutte le bellezze che il Fermano custodisce, comprese le eccellenze enogastronomiche.

“Era necessario un momento di confronto e di rendicontazione dei numeri e dell’esperienza di #marcainbus – ha affermato Pompozzi – messa in piedi da Marca Fermana insieme a diversi partner. Questa è una delle iniziative realizzate grazie al sostanzioso contributo erogato dalla Regione Marche, oltre che alla collaborazione con Steat, Confartigianato, Villaggi Marche, Confartigianato e Aiab, con degustazioni offerte anche in Piazza del Popolo a Fermo. I 18 itinerari che si sono svolti i martedì ed i giovedì di luglio e agosto hanno avuto 17 destinazioni nei Comuni del cratere della provincia di Fermo”.

A luglio i turisti, provenienti prevalentemente dai villaggi della costa, sono stati 310, mentre ad agosto la cifra si è attestata sui 407. Un successo, quindi, per un’iniziativa partita però tra qualche dubbio. “Eravamo timorosi e scettici, sapevamo che non sarebbe stato facile, ma dopo un paio di date questa iniziativa ci è esplosa tra le mani, tanto che la Steat ha dovuto sostituire il mezzo da 30 con uno da 60 posti”.

Ad ulteriore riprova anche l’esito del questionario sottoposto agli stessi turisti. “Ci sono dentro elementi importanti – ha aggiunto Pompozzi – perché ci raccontano come i turisti siano venuti a conoscenza di questo servizio, prevalentemente con brochure, passa parola e on line. Gli italiani provenivano da 12 regioni (Marche in testa, seguite da Lombardia, Umbria, Lazio, Emilia Romagna e Veneto), mentre per quello che riguarda gli stati siamo arrivati a 6, Italia inclusa (gli altri sono Argentina, Messico, Austria, Russia e Marocco)”.

Oltre al sindaco di Campofilone Ercole D’Ercoli, erano presenti anche l’assessore Fabrizio Cesetti ed il consigliere Francesco Giacinti. “Non avevo dubbio che le risorse date a Marca Fermana sarebbero state utilizzate nel modo giusto – ha sottolineato Cesetti -, vale a dire nella promozione dei nostri territori e nel rilancio delle cosiddette aree interne, per le quali noi abbiamo messo in campo un progetto importante per il riconoscimento dell’Area Interna Alto Fermano, esclusa nelle precedenti programmazioni. Ma questa è stata anche una grande opportunità per le realtà che sono sulla costa e per tutto il territorio”.

Cesetti ha voluto anche rimarcare un aspetto sul suo ruolo istituzionale. “Io non sono l’assessore del Fermano, ma della Regione Marche. Sicuramente devo fare gli interessi anche di questo territorio e credo che in questi anni abbiamo riequilibrato quello che nel passato era un oggettivo svantaggio. Questa volta, in conseguenza del sisma, bisognava fare qualcosa in più per il Fermano, come abbiamo fatto per i territori di Ascoli e Macerata”.

“É vero quello che dice Cesetti – ha proseguito Giacinti -. Siamo di questo territorio, ma portiamo la nostra funzione istituzionale su scala regionale. É vero, probabilmente non eravamo abituati alla stessa equità e il fatto di esserci adoperati in questa direzione è risultato molto positivo, come dimostra la stessa Marca Fermana. L’entroterra, come noto, ha molte più bellezze da mostrare ed in questa linea di azione credo che questa operazione vada salutata con favore”.

Sara Giorgi, guida turistica e presidente della Federagit Provincia Ascoli Piceno e Fermo, ha raccontato come quella di #marcainbus sia stata “un’immersione totale”. “Si partiva alle 13.30, per rimanere impegnate a volte anche fino alle 21. Alla fine diventava una grande famiglia, che viaggiava e sostava di colle in colle con un racconto che non è mai mancato. I trasferimenti andavano dai 30 ai 60 minuti e a fine escursione la domanda più ricorrente era: la prossima ci sarete voi guide? quali borghi visiteremo? vogliamo prenotare, c’è ancora posto? Quindi, una grande partecipazione. E nonostante ci sia resi conto che siamo ancora in emergenza dopo il sisma, il fascino e lo stupore non sono mai mancati. Abbiamo fornito loro la chiave di lettura di 30 secoli di storia. E ci hanno detto: abbiamo scoperto un territorio che non immaginavamo”.

“Mi complimento perché queste iniziative le ho seguite anche quando era amministratore e devo dire che dopo tanti fallimenti si è arrivati a raccogliere dei frutti – ha voluto precisare Fabiano Alessandrini, presidente della Steat -. Cosa è mancato negli anni precedenti non lo so, ognuno ha fatto le sue analisi ma oggi i risultati sono arrivati. Sono soddisfatto come presidente della Steat e come amministratore del territorio. Mi auguro che questa esperienza abbia un seguito, perché quello che fa la differenza è la continuità dei risultati”.

Compito di Daniele Gatti, titolare dell’Holiday di Porto Sant’Elpidio e membro dell’associazione Villaggi Marche, è stato quello di mostrare i laboratori didattici fatti nei vari villaggi, attraverso un divertente video. “C’è stata un’operazione di coinvolgimento dei nostri turisti a 360 gradi, a partire dai bambini – ha rimarcato -. Volevamo fortemente questa esperienza dell’entroterra e quale forma migliore se non venirli a prendere creando uno strumento facile e performante? Non è un’operazione nuova, lo sapevamo, ma i risultati ci sono stati oltre le aspettative, e non solo numeriche. Questo vuol dire che abbiamo vinto e siamo riusciti a far portare a casa un pezzetto di Marche a chi non le aveva mai viste”.

“Abbiamo fatto comprendere – ha concluso Paolo Tappatà di Confartigianato – che le Marche non sono solo mare e bellezze architettoniche, ma che c’è anche una parte produttiva, fatta di calzature, cappelli e prodotti dell’enogastronomia. Ringrazio gli operatori della costa che hanno avuto una lungimiranza nel credere in questo progetto. Grazie anche a Marca Fermana, che ha coronato un sogno che avevamo come Confartigianato”.


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