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«Affetto da sclerosi multipla
e invalido al 100% sarà sfrattato
»,
gli avvocati Ciconte e Falvo
promettono battaglia

MONTE GIBERTO - I due legali ricostruiscono la vicenda del loro assistito che il prossimo 26 giugno sarà costretto a lasciare l'appartamento Erap: "Si troverà in mezzo ad una strada"
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Gli avvocati Filippo Ciconte e Barbara Falvo

di Giorgio Fedeli

Affetto da sclerosi multipla, il prossimo 26 giugno dovrà liberare il suo appartamento Erap. E i due suoi avvocati, Filippo Ciconte e Barbara Falvo, già in campo da anni in sua difesa, promettono battaglia. Oggi sono proprio i due legali a ricostruire le vicende legate all’alloggio, negli ultimi anni, del loro assistito.

“Il nostro cliente, residente a Monte Giberto – fanno sapere gli avvocati Ciconte e Falvo – è affetto da sclerosi multipla già da molti anni e detentore sin dal 2003 di un alloggio di casa popolare assegnato dall’Erap di Fermo.

Nel 2003, anno in cui gli è stato assegnato l’alloggio popolare, lui stesso era ancora in grado di camminare, ma purtroppo, essendo la sclerosi multipla una malattia a carattere degenerativo, nel corso del tempo ha perso completamente la capacità di deambulare, condizione che lo costringe già da molti anni ad utilizzare una sedia a rotelle. Infatti, è stato riconosciuto invalido al 100% con riconoscimento di indennità di accompagnamento. Tutti nel paese di Monte Giberto, compresi i sindaci che si sono susseguiti nel corso del tempo conoscevano e conoscono la sua situazione”.

Gli avvocati riferiscono anche di segnalazioni e conseguenti richieste sull’idoneità dell’alloggio relativamente alla peggiorata condizione di salute dell’uomo. Poi passano alla nota più dolente.

Al nostro cliente – continuano i legali – è stato notificato dall’Erap di Fermo il 28 dicembre del 2017 il preavviso di rilascio di immobile, nel quale viene fatto riferimento ad un decreto ingiuntivo emesso dal Tribunale di Fermo per la somma di 15.009,57 euro che a lui non risulta essere stato notificato. Ad ogni buon conto, non appena ricevuta la notifica del preavviso di rilascio di immobile, il nostro cliente, accompagnato da un’altra persona e con l’assistenza dell’avvocato Filippo Ciconte, ha incontrato, pochi giorni prima del giorno di Pasqua 2018, l’Erap” e nel corso del faccia a faccia, secondo quanto riportano gli avvocati, ci sarebbero stati impegni di massima con eventuali stralci e piani di rientro per il loro assistito.

“Nonostante i numerosi solleciti avanzati dall’avvocato Filippo Ciconte e dal suo assistito, ma anche dall’avvocato Barbara Falvo – incalzano i legali – non sono mai stati inviati i conteggi per definire la posizione dello stralcio. Diversamente l’Erap è andata avanti con la procedura esecutiva per mezzo della quale, nonostante le nostre richieste di chiarimenti e di delucidazioni, si è proceduto a notificare lo sfratto al nostro cliente. Il primo accesso effettuato il 15 maggio scorso dall’ufficiale giudiziario per lo sfratto è stato rinviato al 26 giugno. In seguito al primo accesso dell’ufficiale giudiziario fissato per lo sfratto e rinviato, il 16 maggio scorso il nostro assistito, accompagnato da un’altra persona, con l’assistenza dell’avvocato Barbara Falvo, si è recato negli uffici dell’Erap di Fermo per un incontro, durante il quale l’avvocato Barbara Falvo ha spiegato l’incresciosa situazione che si era venuta a creare. L’avvocato Falvo ha spiegato anche che l’incontro era stato richiesto in seguito alla notifica del decreto ingiuntivo a carico del cliente”.

“Un piano di rientro non ci è stato mai comunicato, portando la posizione dell’assistito a un punto di non ritorno in quanto è già stata fissata la data del rilascio dell’immobile al 26 giugno prossimo con spese lievitate. Il nostro cliente, inoltre, durante l’incontro avvenuto il 16 maggio scorso, ha spiegato chiaramente che da un pò di tempo a questa parte arrivavano delle rate altissime relative all’affitto dell’immobile pari circa a 190 euro nonostante lo stesso avesse regolarmente inviato le dichiarazioni dei redditi confermando che per il reddito detenuto la rata non era sicuramente di 190 euro e che lui aveva sempre continuato a pagare la rata che pagava in precedenza confermando anche che voleva pagare il giusto. Il cliente ha confermato anche che il piano di rientro che l’Erap aveva inviato ultimamente, di circa 18.000 euro, con rate ammontanti a circa 540 euro ognuna, non poteva essere corretto e, pertanto, l’avvocato Barbara Falvo ha chiesto di effettuare un ricalcolo dell’intera posizione con invio alla stessa dei conteggi”. E così, sempre stando a quanto riferiscono gli avvocati, i legali e il loro cliente restano in attesa di prospetti, conteggi, eventuali correzioni e revisioni.

“La comunicazione attesa dall’avvocato Barbara Falvo è stata inviata dall’Erap dopo un mese, il 13 giugno scorso, e come se non bastasse, nella comunicazione, l’Erap afferma e conferma la correttezza dei conteggi già inviati in precedenza senza allegare alla comunicazione nessun prospetto analitico di conteggio. Anche per il 2019, nonostante la regolare comunicazione all’Erap del reddito del nostro assistito, la rata dell’affitto non è stata ricalcolata. Continuano infatti ad arrivargli rate di 190 euro di affitto, non consone al reddito detenuto.

Inoltre, è necessario evidenziare che il nostro cliente, che verrà sfrattato il 26 giugno, e pertanto si troverà in mezzo ad una strada nonostante il suo status di invalido al 100% con beneficio dell’accompagnamento, il 29 aprile scorso è rimasto vittima di un incidente nella propria abitazione popolare, precisamente è caduto nel bagno mentre si alzava dalla carrozzina. E’ caduto perdendo conoscenza, soccorso dai sanitari del 118 e condotto al pronto soccorso dell’Ospedale di Fermo dove è stato prontamente visitato“.

 


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