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Caso Marcozzi, l’avvocato Chiodini: “Chiesto il giudizio abbreviato per dimostrare l’estraneità alle accuse”

GIUDIZIO - Ad essere contestato, al termine delle indagini della guardia di Finanza,  è il reato di bancarotta fraudolenta e preferenziale, legato al fallimento dell' azienda di famiglia, la Jessica Srl, avvenuto nel febbraio 2016 per la quale la Marcozzi era consulente fiscale e socia.
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di Paolo Paoletti

“Non c’è niente da nascondere nel procedimento a carico della Marcozzi. La mia cliente è tranquilla e serena ed ha chiesto di essere giudicata il prima possibile consapevole di non aver commesso alcun illecito”. Sono le parole di Stefano Chiodini, avvocato difensore, insieme a Gian Vittorio Galeota, della consigliera regionale di Forza Italia Jessica Marcozzi a seguito della scelta di essere giudicata con il rito abbreviato.

L’accusa riguarda una vicenda privata e non collegata al ruolo politico di consigliere regionale al suo secondo mandato.  Ad essere contestato, al termine delle indagini della guardia di Finanza,  è il reato di bancarotta fraudolenta e preferenziale, legato al fallimento dell’ azienda di famiglia, la Jessica Srl, avvenuto nel febbraio 2016 per la quale la Marcozzi era consulente fiscale e socia.

“E’ stato chiesto il giudizio abbreviato – spiega l’avvocato Chiodini – che non necessita di una istruttoria dibattimentale per dimostrare l’estraneità della Marcozzi alle accuse a lei mosse. Siamo fiduciosi nell’operato della magistratura alla luce di una corretta lettura dei documenti agli atti del processo”.


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