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Ispezione subacquea dei carabinieri
sulla ‘Torquato Tasso’ e si cerca una nave
d’epoca romana (Foto e Video)

MARE - Nell’ambito del servizio è stato valutato da parte dei subacquei un tratto di mare dove dovrebbe trovarsi un relitto di una nave romana. In base alle informazioni in mano all'Arma il relitto di epoca romana potrebbe trovarsi a nord di Pedaso, dunque nello specchio di mare del Fermano
mercoledì 21 Agosto 2019 - Ore 15:38
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Nell’ambito dei servizi di controllo dei siti archeologi subacquei disposta dalla Divisione Unità Specializzate dei Carabinieri di Roma, è stato effettuato un sopralluogo presso la foce del fiume Tronto a San Benedetto con immersioni subacquee in mare condotte dal nucleo Carabinieri Subacquei di Pescara. “Alle operazioni, che sono state coordinate da Stefano Finocchi, funzionario archeologo e responsabile dell’archeologia subacquea della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio delle Marche, hanno preso parte i Carabinieri del Nucleo Tutela del Patrimonio Culturale di Ancona e della Compagnia Carabinieri di San Benedetto del Tronto.


Tra le attività istituzionali della Soprintendenza e dei Carabinieri del Tpc – fanno sapere dal reparto di specialisti dell’Arma – rientra anche quella di tutela e ricerca del patrimonio archeologico subacqueo. La tutela dei beni sommersi viene esercitata in conformità degli stessi principi generali previsti per il patrimonio archeologico nel sottosuolo. Il Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio all’articolo 91 equipara i ritrovamenti di beni e siti archeologici subacquei a quelli della terraferma e ne sancisce dunque l’appartenenza allo Stato. Oltre al Codice, vi è un importante strumento internazionale per la tutela, che è la Convenzione Unesco sulla Protezione del Patrimonio Culturale Subacqueo, ratificata dall’Italia nel 2009 ed entrata in vigore nel 2010. La Convenzione chiarisce all’articolo 1 che il “patrimonio culturale subacqueo” è costituito da tutte le tracce di esistenza umana che abbiano carattere culturale, storico o archeologico, e che siano o siano state parzialmente o totalmente sommerse da almeno cento anni.
Le immersioni hanno avuto come finalità quella di documentare e verificare lo stato di conservazione del relitto ‘Torquato Tasso’, detto anche ‘della Sentina’, per definire le più opportune misure di tutela (anche di conservazione in situ) e di considerare iniziative di valorizzazione e strategie di ricerca. Il natante affondato era già noto a pescatori e appassionati di immersioni subacquei.


Il relitto della Pirofregata ‘Torquato Tasso’, collocato in un tratto di mare a nord/est della foce del fiume Tronto su un fondale di circa 8 metri a circa 800 metri dalla foce, è pertinente a una nave da guerra varata il 28 maggio 1856 a Castellamare di Stabia per la Real Marina delle Due Sicilie. La nave aveva il compito di perlustrare la costa ‘pontificia’ adriatica per contrastare uno sbarco di Garibaldi: pesava 1.450 tonnellate, aveva 178 uomini a bordo e dieci o dodici cannoni Ma nel febbraio del 1860 fu colta da un violento fortunale nei pressi della foce del fiume Tronto e si arenò. Fu tentato di rimetterla in mare, ma un’ennesima tempesta, il 5 marzo 1860 ne causò la perdita definitiva. La nave fu liberata da tutto l’equipaggiamento e tutti gli uomini a bordo furono tratti in salvo. La nave era realizzata con uno scafo in legno con carena ramata e misurava circa 63x10x5m ed era sospinta da un motore a vapore costruito nel Real Opificio Meccanico di Pietrarsa nel 1856: una rarità per l’epoca, in quanto i motori delle navi erano di fabbricazione inglese.
Il nome ‘Torquato Tasso’ dell’imbarcazione deriva dalla polena che raffigura il poeta: polena che è stata esposta alla 37esima mostra navale di Genova.


Questa, sommariamente – ricordano i carabinieri – è la storia del relitto, che tutti i pescatori e gli appassionati di subacquea conoscono.
Il relitto non è mai stato oggetto di ricerche specifiche e quindi è sembrato opportuno programmare delle immersioni per documentarne i resti. Una discreta visibilità ha consentito di riprendere parte della poppa, e della macchina a vapore con assi e ruote, oltre a svariati altri pezzi di difficile interpretazione.
I resti della macchina sono completamente ricoperti da mitili che non hanno consentito di valutarne lo stato di conservazione, ma future immersioni potranno avere lo scopo di rimuovere questo strato e consentire un piano di valorizzazione della macchina a vapore.
Durante le immersioni sono stati recuperati dei frammenti delle lastre metalliche applicate al fasciame dell’opera viva dell’imbarcazione e un elemento in ferro, forse dell’alberatura.
Nell’ambito dello stesso servizio è stato valutato da parte dei subacquei un tratto di mare posto a nord dove dovrebbe trovarsi un relitto di una nave romana mai individuata ma presente sovente nei racconti di alcuni anziani pescatori tramandati dai loro avi“. In base alle informazioni in mano all’Arma il relitto di epoca romana potrebbe trovarsi a nord di Pedaso, dunque nello specchio di mare del Fermano.


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