
Continua a tenere banco a Fermo la fusione tra Solgas ed Astea.
Sull’argomento si è espresso anche Gian Mario Scaloni, capogruppo di “Insieme per Fermo”, con un lungo comunicato che riceviamo e pubblichiamo.
«In qualità di Capogruppo di “Insieme per Fermo”, intervengo perchè credo sia utile richiamare alcuni aspetti concreti di questa operazione di fusione per incorporazione di Solgas in Astea. Prima di tutto, va ricordato che il percorso di aggregazione di Solgas non nasce oggi. Già nel 2016 il Comune aveva indicato la necessità di rafforzare la società e di cercare una collaborazione con realtà più grandi. Questo indirizzo è stato poi ripreso e approfondito nel 2022. Solgas ha chiuso il 2025 con risultati economici positivi, ma lavora in un mercato molto diverso rispetto al passato. La concorrenza è aumentata, i grandi operatori hanno più strumenti, più servizi e maggiori capacità commerciali. Gli stessi documenti evidenziano una diminuzione dei clienti nel settore gas e prospettive più difficili per una società di piccole dimensioni. In questo percorso va sottolineato il lavoro svolto dall’Assessore Eleonora Luciani e dal Sindaco Alberto Maria Scarfini. La documentazione mostra un lavoro articolato, che ha riguardato aspetti economici, societari e soprattutto le garanzie da mantenere per il Comune e per il territorio. Uno dei punti più importanti riguarda il valore riconosciuto a Solgas nella fusione. Questo valore non è stato deciso in modo generico. Sono stati utilizzati due diversi sistemi di valutazione che hanno dato risultati molto simili. Un professionista ha poi espresso un parere favorevole sulla correttezza del rapporto scelto per lo scambio delle quote.
Con la fusione, il Comune di Fermo avrà il 5% di Astea Energia. Cambia quindi il modo in cui il Comune sarà presente nel settore: non più come socio di maggioranza di una piccola società locale, ma come socio di una realtà più grande e più strutturata. L’aspetto finanziario più rilevante è sicuramente quello dell’accordo nei patti parasociali che stabiliscono la distribuzione di un dividendo ogni anno pari all’ 80 % degli utili e che sono valutati oggi circa 400.000 euro annui piu circa 50.000 euro per destinazioni sociali e associative.
Con ogni probabilità la scelta di fare la fusione di questi tempi piuttosto che lo scorso anno ha portato alla perdita comunque di un’opportunità, cioè quella di avere un componente nel consiglio di amministrazione in Astea; in compenso ci spetterà comunque un rappresentante nel collegio sindacale.
Anche il rapporto con il territorio viene regolato in modo preciso.
Il patto prevede che a Fermo rimanga uno sportello clienti e che la sede di via Mazzini resti attiva per tutta la durata dell’accordo. Quella sede non potrà essere chiusa senza il consenso del Comune. Sono inoltre previsti servizi per cittadini e imprese, possibilità di rateizzazione, assistenza anche ai non clienti e servizi legati al risparmio e all’efficienza energetica.
Ci sono poi impegni anche sul piano economico. Il socio di maggioranza si impegna, nei limiti previsti dalla legge e dalla situazione economica della società, a distribuire ogni anno una parte importante degli utili ai soci. Il patto prevede inoltre risorse per iniziative sul territorio e un fondo di solidarietà.
Sono previste anche forme di tutela nel caso in cui, in futuro, il rapporto tra il Comune e il socio di maggioranza non dovesse proseguire. Alla prima scadenza dell’accordo, se il Comune chiedesse il rinnovo e SGR non volesse rinnovarlo, il Comune avrebbe la possibilità di vendere l’intera partecipazione per 5 milioni e 435 mila euro, oppure di scegliere una diversa valutazione secondo quanto previsto dal patto.
Un altro elemento importante è che gli impegni contenuti nel patto non sono solo dichiarazioni di principio. In caso di mancato rispetto degli accordi sono previste penali economiche rilevanti.
Per questo, credo sia utile leggere questa operazione nel suo insieme.
Non si tratta semplicemente di passare dal 51% di Solgas al 5% di Astea. Si tratta di cambiare la forma della presenza del Comune nel settore energetico, entrando in una società più grande e mantenendo allo stesso tempo garanzie per il territorio, per i servizi e per il Comune.
Il lavoro svolto dall’Assessore Luciani si inserisce proprio in questo percorso: accompagnare un passaggio delicato cercando di mantenere il legame con Fermo e di dare alla società una prospettiva più ampia.
Gli atti hanno messo davanti al Consiglio, quindi, una scelta chiara: mantenere una presenza diretta del Comune nel settore energetico, all’interno di una realtà più strutturata, con accordi che tutelano servizi, territorio e interessi dell’ente.
A nome del gruppo Insieme per Fermo rinnoviamo il plauso all’assessore Luciani, al Sindaco Scarfini e a tutti gli uffici per il lavoro svolto».
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