Saturnino Di Ruscio

Riceviamo dal consigliere comunale di “Servire Fermo” Saturnino Di Ruscio e pubblichiamo.

«Nel Consiglio comunale del 24 settembre 2026, oltre alla “estinzione” della Solgas spa della quale se ne parlerà ancora molto visto il pessimo affare fatto dal Comune di Fermo, nel corso dell’esame del punto n. 17 “Approvazione Bilancio Consolidato del Gruppo Amministrazione Pubblica “Comune di Fermo”. Esercizio 2025”, ho manifestato alcune incongruenze relative al bilancio ASITE 2025, purtroppo disponibile solo a partire dalla settimana di ferragosto, incongruenze e perplessità sollevate anche dal Consigliere di maggioranza Alessandro Bargoni. A causa dei pochi minuti di tempo a disposizione, 10 minuti, mi sono concentrato sulle 2 righe dell’ultimo capoverso a pagina 4 della “Relazione di Gestione del bilancio al 31.12.2025, bilancio definito realmente nel mese di luglio 2026 “Si rappresenta, infine, che il potenziale contenzioso tributario con l’Agenzia delle Entrate, derivante dal Processo Verbale di Constatazione del 31 maggio 2024 ed inerente i rapporti con il CIFS, è stato definito in data 19.12.2025”. Il CIFS, Consorzio Interuniversitario per la Fisica Spaziale di Torino, era la società appartenente al cosiddetto “Gruppo Perone”, che aveva realizzato il progetto di ricerca del Biodigetore per 540 mila euro oltre iva, contestato dalla Agenzia delle Entrate per l’utilizzo dei crediti d’imposta l’impossibilità, non dovuti, trattandosi di una normale progettazione edile ed impiantistica. Società poi fusa per incorporazione della società EnviSens sempre del “Gruppo Perone”.

 

Le domande da me poste non hanno trovato una chiara e sufficiente risposta da parte dell’Amministrazione comunale e del Presidente ASITE, pertanto mi sono trovato costretto a presentare apposita interrogazione con risposta scritta e orale. Nella Relazione sulla gestione viene dichiarato espressamente che esisteva un potenziale contenzioso tributario con l’Agenzia delle Entrate, derivante da un Processo Verbale di Constatazione del 31/05/2024 e riguardante i rapporti con CIFS, definito mediante conciliazione il 19/12/2025.

La formulazione utilizzata è significativa perché conferma che l’Agenzia delle Entrate aveva effettuato un’attività di controllo, era stato emesso un Processo Verbale di Constatazione (PVC) del 31.05.2024, la questione riguardava i rapporti tra ASITE e CIFS, esisteva almeno un potenziale contenzioso tributario, l’ASITE ha scelto una soluzione conciliativa la cui definizione è avvenuta il 19 dicembre 2025. Ma nei documenti esaminati non emerge chiaramente quale fosse la violazione contestata, quali annualità fiscali fossero coinvolte, l’importo della contestazione originaria, l’eventuale importo di imposte recuperate, l’eventuale ammontare di sanzioni e interessi, quanto ASITE abbia effettivamente pagato per la conciliazione e se la definizione abbia comportato una rinuncia dell’Agenzia a parte delle pretese.

Quindi il bilancio conferma l’esistenza della vicenda, ma non consente di quantificarne l’impatto economico. In qualità di consigliere comunale, vista la poca chiarezza in merito alle sanzioni dell’Agenzia delle Entrate, considerato che il Comune è proprietario dell’ASITE e che trattasi di società interamente pubblica, ho il diritto di conoscere, per esprimere un voto consapevole, altrimenti si tratterebbe di una semplice ratifica di atti, il contenuto del Processo Verbale di Constatazione del 31 maggio 2024 relativo ai rapporti con CIFS e quale è stato l’importo complessivamente sostenuto dalla società per la definizione conciliativa con l’Agenzia delle Entrate del 19 dicembre 2025, distinguendo imposte, interessi, sanzioni e spese.

 

La Relazione sulla gestione segnala la definizione di un contenzioso tributario, ma dal bilancio non emerge con immediatezza un fondo specifico collegato a tale vicenda. Questo non significa automaticamente che vi sia un’anomalia: la questione potrebbe essere stata contabilizzata diversamente o l’impatto economico potrebbe essere confluito nelle normali voci di costo o debito. Però questo merita un approfondimento contabile specifico. Con l’occasione si chiedono ulteriori approfondimenti sul bilancio. Ad esempio i Debiti tributari che ASITE presenta al 31 dicembre 2025 sono di € 697.278 contro € 662.082 nel 2024. L’incremento, da solo, non prova alcuna sanzione o irregolarità, perché la voce può comprendere normali debiti fiscali. Tuttavia, considerando che il19.12. 2025 è stata definita una conciliazione con l’Agenzia delle Entrate, il bilancio chiude al 31 dicembre 2025, il debito tributario aumenta rispetto al 2024, sarebbe importante per il consigliere comunale che deve votare un provvedimento conoscere la composizione dettagliata della voce debiti tributari, per capire se una parte sia collegata o meno alla definizione della vicenda CIFS.

 

Nella interrogazione pongo altre questioni legate a:

1)Problemi ambientali o sanzioni ambientali

 

2)Problemi relativi al personale e cause di lavoro- nessuna responsabilità definitiva segnalata

 

3) Modello 231 e rischio di reati societari

 

4) Crisi aziendale-non emergono indicatori di crisi

 

La Relazione sul governo societario conclude che non emergono indicatori di crisi aziendale tali da richiedere gli interventi previsti dal Testo unico delle società partecipate.

 

Tuttavia, sotto il profilo economico emerge un peggioramento significativo rispetto al 2024:

 

MOL, Margine Operativo Lordo, in diminuzione;

risultato operativo in diminuzione;

risultato ante imposte sceso da circa € 1,66 milioni a circa € 610 mila;

utile netto sceso da circa € 1,18 milioni a circa € 378 mila.

Quindi non emerge una crisi, ma emerge certamente un forte peggioramento della redditività.

 

Perché c’è stato questo peggioramento? Il Presidente ASITE ha legato questo peggioramento della produttività ai minori rifiuti provenienti da fuori bacino. Questa risposta non è certamente rassicurante perché sta a significare che sino ad oggi il bilancio si è retto con le entrate dei rifiuti provenienti da fuori bacino, con tutto quello che ne comporta in termini di impatto ambientale e di occupazione dei volumi della nostra discarica necessari nei prossimi anni per smaltire i rifiuti provenienti dal nostro bacino. Infatti per poter soddisfare le nostre esigenze, si è dovuti ricorrere addirittura ad un mutuo di 5,4 milioni di euro per l’ampliamento della discarica. Avendo gestito da Dirigente il settore Ambiente del Comune di Fermo dall’anno 1991 al 2001 e da Sindaco dal 2001 la trasformazione in società ASITE, sino al 2011, conosco la materia e i conti non mi tornano. Almeno gli introiti provenienti dai rifiuti esterni al bacino dovevano servire per coprire i costi di realizzazione della nuova vasca per l’abbancamento dei nostri rifiuti. Altrimenti qual è il senso di far occupare gli spazi della nostra discarica da rifiuti di furi bacino poi, per smaltire i miei rifiuti debbo fare un ampliamento con mutuo, indebitandomi? Dalle informazioni disponibili, inoltre, non si comprende se ci sarà organico sufficiente per il funzionamento del Biodigestore. L’impressione è che la città di Fermo, insieme al Comune di Ponzano di Fermo, diventeranno la “pattumiera” delle Marche….e non solo.

 

Nel corso del dibattito il Presidente ASITE ha precisato che per il futuro dell’ASITE, anche in previsione della gara d’ambito per il ciclo integrato dei rifiuti, e qui sarebbe da aprire un’altra parentesi sulla mancanza di strategie sulla quale torneremo, era necessario puntare su una nuova attività ed in particolare la trasformazione del rifiuto organico in metano da immettere nella rete. Da qui l’idea del “Biodigestore” e per partecipare al bando ed ottenere i contributi del PNRR era necessario predisporre un progetto il cui costo era di circa 800 mila euro. Così la decisione di passare attraverso il CIFS di Torino perché con un progetto di ricerca avrebbero azzerato i costi.

 

Ho fatto notare che il CIFS di Torino è costato ben 540.000 euro oltre iva, e che l’ASITE, in precedenza aveva incaricato un altro tecnico, l’Ing. Fabio Conti, sostenendo una spesa di almeno 43 mila euro, il Comune di Fermo inoltre, nell’appalto per la realizzazione del Biodigestore ha inserito altri 504.173,81 euro escluse iva e CNPAIA, non soggette a ribasso per la progettazione esecutiva. Successivamente c’è stato un ulteriore aumento dei costi per la realizzazione dell’impianto di ulteriori circa 5 milioni di euro. Presumo che anche il costo della progettazione esecutiva sia aumentato ulteriormente. A conti fatti il costo progettazione ha superato e forse raddoppiato il costo di 800 mila euro, senza avere contezza di quanto ci è costata l’Agenzia delle Entrate.

 

Inoltre il Presidente ASITE ha precisato che il contenzioso con l’Agenzia delle Entrate relativo al CIFS è stato definito con poche decine di migliaia di euro ma non ricordava l’importo. Sembra strano che il Presidente della società più importante della Provincia fermana non ricordi quello che ha pagato….sono soldi della comunità.

 

Allora ho dovuto ricordare al Presidente ASITE il Bilancio di esercizio dell’ anno 2024, pagina 27 di 46, in relazione alla vicenda CIFS e relativi crediti d’imposta, “Nell’esercizio sono stati effettuati versamenti con l’istituto del ravvedimento operoso speciale che prevedeva una rateizzazione a partire dal 31/05 fino al 20/12 per un totale riversato di euro 222.342 pari all’importo accantonato, oltre alle sanzioni e interessi”. Nel bilancio 2025 non si legge nulla, neanche delle decine di migliaia di euro a cui faceva riferimento.

 

Le questioni da chiarire sono almeno tre, il contenzioso tributario con l’Agenzia delle Entrate, i reali costi per la progettazione del Biodigestore sostenuti dall’ASITE e dal Comune di Fermo e, riprendendo le parole del Consigliere di maggioranza Alessandro Bargoni, il reale costo del Biodigestore e perché i costi sono passati da 17, 5 milioni di euro a oltre 36 milioni.

 

Le domande poste sono le seguenti:

 

1. Oggetto preciso della contestazione e più in generale qual è il contenuto del PVC del 31 maggio 2024.

 

2. Quale importo è stato richiesto originariamente dall’Agenzia delle Entrate e per quali annualità fiscali.

 

3. Quanto è stato pagato da ASITE con la conciliazione del 19 dicembre 2025.

 

4. Quanto di tale importo riguarda imposte, sanzioni applicate e interessi.

 

5. In quale voce del bilancio 2025 è stato contabilizzato il costo della definizione e gli effetti sul conto economico.

 

6. L’eventuale coinvolgimento di amministratori, dirigenti o altri soggetti.

 

7. La natura e ruolo di CIFS nella contestazione.

 

8. L’esistenza di ulteriori procedimenti, verifiche o contenziosi pendenti, tributari o legali, non definiti alla data del bilancio.

 

9. Quanto è stato già versato negli anni precedenti all’erario in relazione alla vicenda CIFS, ho citato il ravvedimento operoso dell’anno 2024, ma non è possibile escludere che ci siano state altri versamenti.

 

10. Quanto ha speso l’ASITE per realizzare il progetto del Biodigestore tenendo conto anche delle prestazioni dell’ing. Fabio Conti e del personale interno ed esterno e delle prestazioni del CIFS.

 

11. Quanto ha impegnato e speso il Comune di Fermo per la redazione del progetto esecutivo del Biodigestore tenendo conto anche delle eventuali prestazioni del personale interno.

 

12. Il costo reale e aggiornato del Biodigestore e le motivazioni che hanno portato ad un aumento considerevole dei costi, da circa 17,5 a 36 milioni di euro.

 

13. Se è necessario realizzare l’impianto di depurazione delle acque reflue ai fini del funzionamento del Biodigestore, se è incluso il costo di realizzazione del biodigestore e a quanto ammonta.

 

14. A prescindere dalla buona fede, se questo modo di gestire una società pubblica risponde ai principi di trasparenza, efficienza e efficacia della pubblica amministrazione e se è stata applicata la necessaria diligenza. Stiamo parlando di un investimento che complessivamente costa più di 40 milioni di euro e tra entrate e uscite ne movimenta 80 di milioni di euro».

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