Fabrizio Cesetti

Che il suo nome stia circolando tra quelli papabili per una candidatura alle prossime elezioni politiche 2027 è cosa nota. Ma. Si c’è più di un “ma” nella possibile candidatura del consigliere regionale Pd, Fabrizio Cesetti. Andiamo subito al dunque: se l’esponente dem puntasse, invece, a una candidatura alla Presidenza della Regione Marche, fra quattro anni? Solo lui a questo punto può smentire.

Partiamo col dire che il consigliere fin dalla sua rielezione (si ricorderà, travagliata, anzi per qualcuno praticamente impossibile ma alla fine i fatti gli hanno dato ragione) si è mostrato da subito iper-attivo, iper-produttivo tra interrogazioni, mozioni, atti vari e chi più ne ha più ne metta. Su ogni fronte e ambito. Ancora tanta grinta politica o anche altro? Di sicuro la prima, molto probabile la seconda. Insomma potrebbe essere già al lavoro per prepararsi la strada in vista delle prossime Regionali? Certo, una sua candidatura dovrebbe passare al vaglio del Partito e della prossima coalizione di centrosinistra. E non è certo una missione facile considerando le guerre intestine che da sempre si consumano quando c’è da chiudere il cerchio su una qualsivoglia candidatura. Ma intanto lui sembra tirare diritto per la sua strada mostrando i muscoli, quella grinta e quell’attivismo di cui si diceva prima e che sicuramente spicca dai banchi dell’opposizione.

Mettiamoci anche che una candidatura alle Politiche, in caso di mancata elezione, potrebbe rappresentare il de profundis politico per il Consigliere. Se non fosse eletto i suoi detrattori avrebbero l’arma letale per metterlo definitivamente all’angolo. Se fosse eletto, certo il prestigio di diventare (o meglio nel suo caso di ridiventare) parlamentare. E un politico navigato come Cesetti è inverosimile che non si sia fatto questi calcoli. E poi diciamo anche che per un politico stile Cesetti, che a Roma da parlamentare si è fatto ben tre legislature, in una seppur superficiale analisi psicologico-comportamentale, sembra quasi più affascinante primeggiare ad Ancona e continuare a portare avanti le sue battaglie “in casa” che non adombrarsi politicamente nei meandri dei corridoi di Palazzo Madama o Montecitorio. Certo è che se il Pd dovesse offrirgli una candidatura blindata, tipo da capolista, anche per lui sarebbe complicato dire di no. Ma in casa dem le “blindature” sembrano destinate ad altri.

Da non sottovalutare poi nemmeno il curriculum. Il consigliere Pd il prossimo anno festeggerà i suoi “primi” 50 anni in politica (era il 1977 quando è stato eletto consigliere comunale). Da quell’anno ha ricoperto qualsiasi carica politica: da consigliere comunale a sindaco a parlamentare, da presidente della Provincia (primo e unico eletto dai cittadini prima della riforma Delrio) ad assessore regionale. E guardate un po’ proprio cosa manca? La presidenza della Regione Marche. Certo, siamo nel campo della fanta-politica, vero. Ma si sa che il toto-candidature non dorme mai, tutto è possibile e le ambizioni di ognuno, legittime, sono spesso difficili da delineare fino all’ultimo. Nel suo caso, Cesetti potrebbe far leva anche sul fatto che con lui il Fermano potrebbe esprimere un candidato del territorio. E chiaramente quella candidatura gli consentirebbe con una certa certezza matematica, di tornare ancora una volta sui banchi dell’Assise regionale. Lo ribadiamo a chiare note: siamo ancora allo stato embrionale di una candidatura, mancano anni e mancano tutti gli eventuali passaggi partitici. Ma chissà che la profezia del 2026 fra quattro anni non possa tramutarsi in realtà. Anche perchè, diciamoci la verità, difficilmente il Partito lo candiderà alle Politiche e se anche fosse c’è da aspettarsi un suo diniego.

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