Dichiarazione del territorio agricolo del Comune di Fermo quale territorio “Ogm Free” – Tutela della sovranità alimentare, delle radici storico-culturali e valorizzazione delle filiere biologiche.

A tal proposito il consigliere comunale di Servire Fermo, Saturnino Di Ruscio ha presentato una mozione.

Dal consigliere riceviamo e pubblichiamo:

Premesso che: il territorio agricolo del Comune di Fermo rappresenta un patrimonio di pratiche agrarie millenarie, biodiversità, paesaggio collinare e identità culturale che affonda le sue radici nella mezzadria marchigiana. Il fermano è caratterizzato da colture di pregio – grano tenero e duro autoctono, legumi, vitigni del Falerio, olivicoltura – e da una crescente rete di aziende biologiche, Gas, associazioni di tutela della biodiversità e custodi di semi antichi.

Considerato che:  

l’art. 1 della L.R. Marche n. 5/2004 dichiara l’intero territorio marchigiano orientato all’agricoltura priva di Ogm; la Regione Marche è da 20 anni parte della Rete europea delle Regioni OGM Free;

Visti:

La Direttiva Europea 2001/18/CE sull’emissione deliberata nell’ambiente di Ogm;

I Regolamenti Ce 1829/2003 e 1830/2003 sulla tracciabilità ed etichettatura;

la Direttiva Ue 2015/412, art. 26-ter e 26-quater, che consente agli Stati membri di vietare la coltivazione Ogm sul proprio territorio (clausola opt-out), recepita con D.Lgs. 14 novembre 2016, n. 227 che modifica il D.Lgs. 8 luglio 2003, n. 224;

la Decisione di Esecuzione Ue 2016/321 che esclude il territorio italiano dalla coltivazione del mais MON810;

Il D.lgs. n. 212/2001 e D.lgs. n. 227/2001 che disciplinano la coesistenza tra colture transgeniche, convenzionali e biologiche;

La legge n. 115 del 29 luglio 2015 che modifica l’art 1 D.lgs 212/2001, recepisce l’art 20 della Legge Europea 2014 e rende pienamente esercitabile la facoltà per le Regioni di dichiararsi Ogm-free;

La Legge Regione Marche n. 5 del 3 marzo 2004;

L’art. 9 della Costituzione come modificato da L. Cost. 1/2022: tutela dell’ambiente, della biodiversità e degli ecosistemi anche nell’interesse delle future generazioni;

Il principio di precauzione sancito dall’art. 191 del Tfue;

Rilevato che:  

la coltivazione di Ogm comporta rischi di contaminazione genetica irreversibile per le varietà autoctone, con danno economico incalcolabile per le filiere biologiche e Dop/Igp fermane;

la difesa del territorio non è un atto ideologico, ma un atto di sovranità virtuosa della comunità locale, che esercita il diritto di decidere cosa coltivare, cosa mangiare e quale modello di sviluppo rurale lasciare ai figli;

Il Consiglio Comunale di Fermo impegna il Sindaco e la Giunta

A dichiarare il territorio agricolo del Comune di Fermo “Territorio Libero da Organismi Geneticamente Modificati (Ogm Free)”, ai sensi e per gli effetti della Direttiva Ue 2015/412 e della normativa nazionale e regionale citata;

A vietare, nell’ambito delle proprie competenze regolamentari e dei capitolati per l’affidamento dei terreni agricoli di proprietà comunale o ad uso civico, la coltivazione e la sperimentazione in campo aperto di varietà geneticamente modificate;

Ad istituire il Registro Comunale delle Filiere Libere da Ogm e l’Albo dei Custodi di Semi Antichi e Autoctoni, in collaborazione con Amap (Agenzia Marche Agricoltura Pesca), Università Politecnica delle Marche e le associazioni agricole locali;

A valorizzare con azioni concrete le associazioni che operano per il biologico, la biodinamica e l’agroecologia, prevedendo:

a) premialità nel Bando per Mense Scolastiche per prodotti biologici a km0 Ogm-free;

b) premialità nel Regolamento per i Mercatini e Fiere per produttori certificati Ogm-free;

c) incentivi Imu / Tari agricola per aziende in conversione biologica;

A dare mandato al Sindaco di notificare il presente atto alla Regione Marche, alla Provincia di Fermo, al Ministero dell’Agricoltura, Sovranità Alimentare e Foreste e di aderire formalmente alla Rete Nazionale dei Comuni Ogm-Free.

A promuovere una campagna di informazione nelle scuole e nella cittadinanza sul valore della sovranità alimentare quale presidio di libertà, salute e memoria storica.

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA