Nicola Pascucci

«La nostra opposizione vuole essere costruttiva, se ce ne sarà data la possibilità». Nicola Pascucci, capogruppo de “La città che vogliamo”, torna sulla questione Solgas dopo il Consiglio comunale che ha approvato la delibera per la confluenza della società in Astea. E lo fa mettendo sul tavolo tre questioni: il metodo seguito dalla maggioranza, la posizione del gruppo rispetto all’eventuale ricorso al Tar e, soprattutto, la richiesta di destinare una quota degli introiti futuri a una politica energetica per la città. Pascucci parte da quanto accaduto nell’assise del 24 settembre e dalla richiesta delle opposizioni di rinviare di qualche giorno l’approvazione della delibera.

 

«La mancata accettazione della richiesta di tutta l’opposizione unita di poter ritardare l’approvazione della stessa delibera di qualche giorno, per poter contribuire e collaborare, è stata rifiutata nonostante non ci sia una data improcrastinabile – sostiene il capogruppo –. Il tutto confermato anche dall’ad di Solgas, Emanuele Corradi, che gode della nostra fiducia e stima». Una scelta che, secondo Pascucci, avrebbe portato le opposizioni a valutare di non partecipare al voto e ad abbandonare l’aula alle 2,40. «Un orario improponibile, tanto per i consiglieri quanto per i cittadini», rimarca.

 

Da qui l’affondo politico e quella definizione, “metodo Girfalco”, coniata dallo stesso capogruppo: «Su decisioni fondamentali per la città, sia simbolicamente che economicamente, la maggioranza non fa partecipare le minoranze e la città, ma tira dritto, confondendo il “comandare” un’azienda privata con l’amministrare la cosa pubblica». Pascucci mette però un punto fermo anche sulla possibilità di portare la vicenda davanti alla giustizia amministrativa, distinguendo la posizione del suo gruppo da quella del consigliere Morroni. «Il collega e amico Morroni ha deciso in maniera del tutto personale di presentare un eventuale ricorso al Tar e non a nome mio e del gruppo. È legittimo da parte sua, nel totale diritto del consigliere, ma a noi piace contestare la politica della maggioranza nell’assise del Consiglio e criticare idee e scelte politiche quando non ci trovano d’accordo».

 

E aggiunge: «Non è nelle nostre corde e nello stile nostro e dei nostri elettori spostare i dibattiti consiliari in altre sedi, come un tribunale, o a colpi di video, post e comunicati stampa». C’è poi un chiarimento di carattere economico. Pascucci sostiene che «l’opzione di uscita dal contratto di Astea fra cinque anni è del controvalore di 5,3 milioni di euro ed è rimasta invariata», mentre sarebbe un’altra fattispecie ad aver subito il dimezzamento. Sul punto accusa «la destra e qualcun altro» di aver «frainteso, generando ulteriore confusione».

 

Ma è sul futuro degli introiti derivanti dall’operazione che “La città che vogliamo” concentra la propria proposta politica. «Riteniamo inaccettabile che tutti i proventi della Solgas vengano messi nel bilancio come spese correnti, senza che la città abbia una politica energetica che tuteli il futuro, incerto, del mercato dei carburanti e dell’energia. Questa politica avrebbe un respiro cortissimo». La proposta di Pascucci è quella di intervenire sui patti parasociali che disciplineranno il rapporto tra Astea e Comune: «Abbiamo proposto che una parte degli introiti annuali, minimo il 30%, venga investita nella politica energetica della città».

 

Il capogruppo entra anche nel merito con un esempio: «Immaginiamo che ogni anno Astea produca utili per cui il 5% del Comune valga circa 400mila euro: si potrebbero impegnare 150mila euro, in accordo con Astea, che potrebbe compartecipare e realizzare essa stessa i progetti, in modo da avere una maggiore indipendenza energetica per i vari edifici o mezzi comunali». Una strategia che, nelle intenzioni del gruppo, potrebbe contribuire anche a contenere nel tempo alcuni costi sostenuti dall’ente e dalle sue partecipate. «Se è vero che sono aumentati i costi del carburante per tutti i mezzi comunali e di Asite, e di conseguenza è aumentata la Tari, immaginiamo con un impianto di autoproduzione come in pochi anni potremmo dare alla città un’alternativa meno costosa e più efficiente».

 

Pascucci richiama quindi l’esperienza del biodigestore: «Asite ha investito nel futuro della raccolta e dei rifiuti della città con il progetto del biodigestore, che ci ha visto favorevoli e che stiamo monitorando. Perché Solgas no?». L’attenzione si sposta dunque sui prossimi passaggi e, in particolare, sui patti parasociali che dovranno essere definiti. «Siamo fiduciosi che nei patti parasociali che si andranno a scrivere entro 60 giorni questa correzione venga inserita e che non si continui a dichiarare che i soldi della Solgas diano respiro alle casse comunali senza alcuna politica energetica per la nostra città».

Infine, il messaggio alla maggioranza: «La nostra opposizione vuole essere costruttiva, se ce ne sarà data la possibilità, e lo abbiamo sempre ampiamente dimostrato nei fatti. Altrimenti, se la maggioranza vuole proseguire tirando dritto con il “metodo Girfalco”, ci troverà pronti a fare tutto quanto necessario per tutelare il bene comune e la città che vogliamo».

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