tribunale archivio (2)

di Gianluca Ginella

Un presunto sistema creato per evadere l’Iva per milioni di euro attraverso società cartiere. Questo in estrema sintesi quanto emerge da una indagine della procura europea che vede 25 persone indagate, a vario titolo, e che oggi ha portato a una decina di arresti, alcuni avvenuti in provincia di Macerata. Altri indagati vivono nell’Anconetano e nel Fermano. Al momento dell’inchiesta filtra poco e quello che si sa è che da questa mattina all’alba c’è stata una serie di arresti, dodici quelli che erano stati chiesti dal pm che cura l’indagine, a suo tempo. Indagine che è condotta dalla procura Europea di Torino, competente per il tipo di reati contestati. Si parla di evasione dell’Iva tramite uno schema realizzato con società cartiere. Sarebbero coinvolte anche diverse aziende, in questo caso reali, che riuscivano ad evadere l’Iva, questo secondo quanto ipotizzano gli inquirenti.

L’inchiesta prende in esame episodi che risalgono anche ad alcuni anni indietro, secondo quello che si è appreso dell’indagine, e istigatore dei reati, è un imprenditore che risiedeva sulla costa Maceratese. A lui, sempre secondo quanto emerge, vengono contestati una quarantina di capi di imputazione che coinvolgono via via, a vario titolo, gli altri indagati.

Lo schema è articolato. Si parla di emissione di fatture per operazioni inesistenti omettendo il pagamento dell’Iva allo scopo di consentire a società destinatarie delle fatture e clienti finali di maturare inesistenti crediti Iva. Questo avveniva tramite società cartiere. In tutto sono 25 le persone indagate tra professionisti e imprenditori, alcuni del Maceratese, altri del Fermano e dell’Anconetano. L’indagine guarda anche fuori dai confini delle Marche e ha portato a misure cautelari eseguite in altre regioni. Le richieste di sequestro avanzate dalla procura supererebbero i cento milioni di euro. 

 

 

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