«Dopo le richieste di chiarezza avanzate nei mesi scorsi dal Partito Democratico di Porto Sant’Elpidio sulle scelte relative alla governance della società, sull’aumento dei compensi e sulle priorità di spesa, arriva un’iniziativa concreta sul fronte della trasparenza. Il consigliere comunale di Montegranaro e consigliere provinciale del Partito Democratico Riccardo Strappa ha infatti presentato nelle scorse settimane una formale richiesta di accesso agli atti a Tennacola, chiedendo di poter acquisire la documentazione relativa agli emolumenti dei componenti del Consiglio di Amministrazione». E’ quanto fanno sapere dai circoli dem di Porto Sant’Elpidio e Montegranaro.
La richiesta riguarda, in particolare, l’atto con cui sono stati determinati o rideterminati nel 2026 i compensi del Presidente, del Vicepresidente e dei consiglieri, con l’indicazione degli importi lordi annui attribuiti a ciascuno. Ma non solo. Strappa ha chiesto anche il dettaglio degli emolumenti effettivamente corrisposti nel corso del 2026, distinguendo i compensi per la carica, gli eventuali gettoni di presenza e qualsiasi ulteriore remunerazione legata a consulenze o incarichi aggiuntivi. Infine, l’istanza chiede il prospetto analitico dei rimborsi spese riconosciuti ai singoli componenti del CdA, comprese missioni, trasferte, viaggi di servizio e ogni altra spesa documentata.
«Non è la prima volta che – continuano i dem – chiediamo a Tennacola di fare chiarezza: nei mesi scorsi, la consigliera del Partito Democratico di Porto Sant’Elpidio Annalinda Pasquali, insieme al capogruppo Daniele Stacchietti, aveva già presentato una richiesta di accesso agli atti riguardante spese, rimborsi e benefici economici relativi agli organi della società. La risposta ricevuta, sottoscritta dall’avvocato incaricato da Tennacola, non ha consentito di ottenere la documentazione richiesta e, a nostro avviso, non può essere considerata soddisfacente. La richiesta è stata infatti ritenuta eccessivamente ampia e, al termine della risposta, sono state messe a disposizione soltanto alcune schede riepilogative, rinviando eventuali ulteriori richieste a istanze ritenute più specifiche. Quella risposta non può essere considerata un punto di arrivo, né può tradursi in una tacita accettazione da parte nostra. Al contrario, proprio quella vicenda rende ancora più importante l’iniziativa di Riccardo Strappa. La richiesta presentata oggi è infatti puntuale, circoscritta e riferita a dati e atti ben individuati: vogliamo conoscere come sono stati determinati i compensi del Consiglio di Amministrazione, quanto è stato effettivamente corrisposto ai singoli componenti e quali rimborsi sono stati riconosciuti nel 2026. Ci aspettiamo quindi che Tennacola risponda nel merito, mettendo a disposizione dati espliciti, documentazione chiara e completa, senza omissioni e senza rifugiarsi nuovamente in formule generiche. Se una richiesta è precisa, altrettanto precisa deve essere la risposta. Non abbiamo presentato una richiesta generica o esplorativa, ma abbiamo chiesto atti e dati estremamente puntuali. Vogliamo semplicemente conoscere quanto costa la governance di Tennacola e quali somme sono state effettivamente riconosciute ai suoi amministratori. Abbiamo già posto una domanda politica molto semplice: è opportuno aumentare i costi della governance mentre i cittadini continuano a fare i conti con bollette dell’acqua sempre più pesanti? Ora vogliamo che quella discussione sia accompagnata dai dati. Perché dietro ogni scelta di una società interamente pubblica ci sono risorse che appartengono alla collettività. Chiariamo inoltre che il nostro intento non è quello di mettere in discussione la legittimità formale delle decisioni assunte, ma piuttosto il diritto dei cittadini e dei loro rappresentanti a conoscerne costi, motivazioni e conseguenze. Se le scelte compiute sono giustificate, efficienti e nell’interesse degli utenti, non c’è nulla da nascondere. Anzi, rendere pubblici gli atti e i numeri dovrebbe essere il modo più semplice per chiarire ogni dubbio. Non chiediamo privilegi né trattamenti particolari. Chiediamo che una società pubblica che gestisce un bene essenziale come l’acqua risponda nel merito alle domande che arrivano dai rappresentanti dei cittadini. La trasparenza non può essere soltanto una parola nei comunicati: deve essere visibile negli atti, nei bilanci e nei numeri. A nostro avviso, l’accesso agli atti presentato da Riccardo Strappa, al quale faranno seguito ulteriori richieste nelle prossime settimane, rappresenta dunque un ulteriore passo per riportare il confronto sul terreno dei fatti. Adesso attendiamo la documentazione. Poi, sulla base degli atti, saremo in grado di valutare e informare i cittadini in modo ancora più puntuale. Perché sull’acqua, sulle risorse pubbliche e sul funzionamento di una società partecipata dai Comuni non devono esserci zone grigie»















