Continua a tenere banco il caso Solgas nel dibattito politico di Fermo, con il Pd che ricevuta la relazione del collegio sindaca dell’azienda, conferma i propri dubbi sull’operazione di fusione con Astea avallata dall’Amministrazione Comunale.

«Dopo una settimana e ripetute richieste di accesso agli atti presso gli uffici comunali, i consiglieri hanno finalmente ricevuto via Pec la relazione del Collegio Sindacale di Solgas – affermano dal Pd – un documento che conferma le criticità e i dubbi che avevamo già sollevato in Consiglio comunale sull’operazione di fusione con il gruppo Sgr. Un’operazione che rischia di rendere del tutto marginale il ruolo del nostro Comune nelle decisioni future, riducendone la capacità di tutelare gli interessi della comunità fermana. In Consiglio comunale avevamo scelto di uscire dall’aula e di non votare la delibera, proprio perché non condividevamo né il percorso seguito né le modalità con cui si stava portando avanti un’operazione così importante. Oggi, alla luce della documentazione ricevuta, le nostre preoccupazioni trovano ulteriori elementi di conferma. Una scelta che incide sul futuro di una società partecipata del Comune avrebbe richiesto trasparenza, condivisione e un confronto reale. È accaduto, invece, che la cittadinanza non abbia avuto la possibilità di essere adeguatamente informata e che la minoranza sia stata privata degli strumenti necessari per avanzare proposte alternative e costruttive».

«La vicenda della relazione del Collegio Sindacale è emblematica. Nei giorni scorsi, non avendo ancora ricevuto il documento, il nostro capogruppo Girotti si è recato personalmente in Comune per prenderne visione, ma non gli è stato consentito. Un fatto grave, che solleva seri interrogativi sulla trasparenza amministrativa e sul rispetto delle prerogative dei consiglieri comunali. L’accesso alla documentazione è fondamentale per poter esercitare pienamente il proprio mandato e tutelare gli interessi della collettività. Per queste ragioni – dichiara il Partito Democratico di Fermo – insieme alla coalizione di centrosinistra Fermo Città Comune, abbiamo deciso di aderire alla diffida presentata dagli altri consiglieri di minoranza, con la quale si chiede l’annullamento della delibera del Consiglio comunale che ha avviato la procedura di fusione. Una domanda è inevitabile: perché accettare un accordo che riteniamo così svantaggioso per il Comune, quando si poteva valutare la vendita di Solgas e utilizzare le risorse ottenute per costruire un vero piano di efficientamento energetico della città? Un progetto capace di programmare investimenti, ridurre i consumi, contenere i costi energetici e produrre benefici concreti per il territorio e per i cittadini. Non si tratta soltanto di decidere il destino di una società partecipata. Si tratta di scegliere quale idea di città vogliamo costruire, come intendiamo utilizzare le risorse pubbliche e quanto valore siamo disposti a difendere per la nostra comunità. Su una scelta così importante, Fermo meritava più trasparenza, più confronto e una visione strategica per il futuro».

© RIPRODUZIONE RISERVATA