
L’arrivo dei fondi per l’efficientamento energetico, celebrato dal sindaco Vesprini e la sua amministrazione, ha portato il gruppo “Centro Sangiorgese” ad esprimere alcune perplessità.
«L’amministrazione Vesprini celebra la propria capacità di reperire fondi per l’efficientamento energetico degli edifici pubblici. Con le elezioni che si avvicinano, anche i finanziamenti ottenuti attraverso il lavoro ordinario diventano occasione per mettere in vetrina i propri meriti – affermano da Centro Sangiorgese – “Da Roma arrivano i soldi”. Una narrazione che sa di vecchio giornale radio. I soldi pubblici arrivano dalle tasche degli italiani: è giusto ribadirlo. Il primo ringraziamento va quindi a noi contribuenti. E, quando il lavoro di preparazione e presentazione dei progetti è affidato ad aziende di consulenza, è giusto riconoscere anche il loro contributo. All’amministrazione, invece, spettano tutti i meriti? Un po’ troppo comodo».
«Per un’amministrazione comunale, partecipare ai bandi è parte del lavoro ordinario. Ottenere finanziamenti è un risultato positivo, che Centro Sangiorgese riconosce. Ma il finanziamento è il punto di partenza: il risultato si misura in opere completate, servizi migliori e benefici concreti per i cittadini – conclude il gruppo – quei soldi bisogna saperli spendere bene, rispettando tempi, priorità e qualità degli interventi. Ed è proprio su questo terreno che, a nostro giudizio, il bilancio dell’amministrazione resta poco convincente. Per l’efficientamento energetico, ad esempio, conteranno gli edifici effettivamente riqualificati, la riduzione dei consumi e il risparmio sulle bollette. Sono questi i risultati da mostrare ai sangiorgesi, insieme agli importi ottenuti. Nel frattempo, continuiamo ad aspettare la realizzazione di una parte sostanziale del programma elettorale. Gli impegni assunti con i cittadini meritano un rendiconto chiaro: che cosa è stato concluso, che cosa è ancora in corso e che cosa è rimasto sulla carta? Meno autocelebrazione, più risultati verificabili e più opere completate e collaudate. Perché i fondi sono pubblici e amministrarli bene è il mandato ricevuto dai cittadini».














