«Porto Sant’Elpidio siamo ormai arrivati a un paradosso: per sapere quando finiranno i cantieri dobbiamo aspettare il prossimo annuncio dell’amministrazione – fanno sapere i rappresentanti del Pd di Porto Sant’Elpidio – il sindaco Ciarpella e la sua squadra ha fatto il punto sui lavori all’ex Orfeo Serafini e all’ex Mercato Coperto, indicando nell’estate 2027 l’obiettivo per la conclusione dei principali interventi. Bene, ma una domanda è inevitabile: dopo tutti questi mesi, dobbiamo accontentarci di un’altra scadenza o possiamo finalmente sapere come stanno davvero le cose?».

Gli esponenti del Partito Democratico si interrogano sulla situazione dei cantieri nella propria città, tra ritardi e quelle che considerano promesse disattese.

«Partiamo da un dato che sembra scomodo ricordare: parliamo di un piano di rigenerazione urbana da circa 5,5 milioni di euro, progettato, finanziato e avviato nel percorso della precedente amministrazione. Un patrimonio di risorse pubbliche destinato a cambiare il volto della città, non certo un regalo di questa amministrazione. Ciarpella oggi può legittimamente rivendicare il lavoro svolto durante il proprio mandato, ma non può pensare che basti raccontare lo stato di avanzamento dei cantieri per intestarsi l’intera operazione – sostengono i Dem – il punto, però, non è fare una gara a chi mette la bandierina su un’opera pubblica. Il punto è che i cantieri hanno una storia, i ritardi hanno delle cause e i cittadini hanno diritto a conoscerle tutte. Come opposizione, non ci siamo svegliati oggi. Da mesi chiediamo chiarimenti attraverso atti formali e interrogazioni consiliari, proprio per verificare il rispetto dei cronoprogrammi, le scelte gestionali e le possibili ricadute economiche per il Comune. Perché mentre l’amministrazione prepara comunicati e annuncia nuove scadenze, residenti, commercianti e operatori economici continuano a fare i conti per la terza estate consecutiva, con transenne, disagi alla viabilità e spazi pubblici che tardano a tornare pienamente disponibili».

Sull’ex Orfeo Serafini, il Pd è chiaro: «l’amministrazione riconduce i rallentamenti alla realizzazione della vasca di prima pioggia e alle interferenze con gli altri interventi. Non è la necessità di quest’opera il punto della nostra osservazione, quanto piuttosto la gestione complessiva del cantiere. Se le lavorazioni sulla vasca richiedevano tempi e maestranze specifiche, ci chiediamo perché non si sia riusciti a procedere con maggiore continuità sull’ex Mercato Coperto, dove attività distinte avrebbero potuto, laddove tecnicamente possibile, andare avanti parallelamente».

«E andiamo proprio sull’ex Mercato Coperto. Se il contratto è unico e l’impresa è la stessa, questo può spiegare alcuni vincoli organizzativi, ma non può diventare una risposta buona per ogni ritardo. È legittimo chiedersi se fosse possibile organizzare le lavorazioni in maniera più efficace, procedendo con maggiore continuità sulle opere non direttamente condizionate dalle criticità dell’Orfeo Serafini. E mentre si discute di cronoprogrammi, c’è una città reale che aspetta. Il centro, il lungomare, le attività commerciali e gli spazi di aggregazione non sono caselle su una tabella di avanzamento lavori: sono luoghi vissuti ogni giorno da cittadini, famiglie e imprese. Ogni mese di ritardo ha un costo in termini di fruibilità, organizzazione e opportunità. Un costo che non può essere liquidato con un generico riferimento alla complessità dei lavori».

«Una curiosità, infine: che fine ha fatto il cartello di cantiere all’Ex Orfeo Serafini, quello con le informazioni sui lavori e sulle relative scadenze? Sarà una coincidenza, una dimenticanza o siamo noi ad aver visto male? Non vogliamo insinuare nulla, ma la domanda è legittima: se i tempi dei lavori sono cambiati, perché rendere più difficile ai cittadini conoscere quelli previsti? C’è infine il tema dei finanziamenti. Il passaggio dalle risorse Pnrr ai fondi sostitutivi del Ministero dell’Interno e il nuovo orizzonte temporale indicato per la conclusione degli interventi meritano una ricostruzione puntuale. Occorre chiarire quali modifiche siano state necessarie, quali scadenze siano oggi effettivamente vincolanti e quali garanzie esistano sul completamento delle opere. Spostare una scadenza non equivale a risolvere un problema, così come cambiare il capitolo di finanziamento non cancella la necessità di rendere conto dei tempi trascorsi. Per questo chiediamo all’amministrazione Ciarpella di passare dagli annunci agli impegni verificabili: un cronoprogramma aggiornato per ciascun intervento, l’indicazione delle criticità ancora aperte, la ricostruzione delle sospensioni e delle varianti, la situazione dei finanziamenti e le misure previste per ridurre i disagi fino alla riconsegna degli spazi pubblici».

«L’obiettivo dell’estate 2027 dovrà essere misurato sui fatti, non sulle dichiarazioni. E se quella è la scadenza che il Comune ritiene di poter rispettare, è giusto che i cittadini sappiano su quali elementi concreti si fondi questa previsione – concludono i Dem – amministrare non significa soltanto presentarsi a raccontare i cantieri. Significa assumersi la responsabilità dei tempi, delle scelte e dei risultati. E su questo, a Porto Sant’Elpidio, le risposte sono ancora dovute».

 

 

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