La capogruppo del gruppo consiliare di maggioranza “Insieme” a Porto San Giorgio, Giulia Vagnozzi, interviene sul dibattito relativo all’ex cineteatro Excelsior e alla possibilità di acquisire l’immobile attraverso l’esproprio. Nel suo comunicato, Vagnozzi risponde alla posizione espressa dal Partito Democratico e ricostruisce le decisioni urbanistiche prese negli anni scorsi.
«Finalmente il Partito Democratico si è svegliato. Si è svegliato da quel sogno iniziato nel 2020, quando al posto del “mostro” dell’ex cineteatro Excelsior immaginava un futuro affidato nelle mani della famiglia Renzi, proprietaria dell’immobile, sulla base di un accordo urbanistico sostenuto dall’amministrazione Loira.
Un sogno talmente coinvolgente che, nel frattempo, il Pd arrivò persino a bacchettare la giunta Vesprini con tanto di interrogazione, accusandola di non aver sufficientemente spronato la proprietà a dare seguito alla convenzione. Oggi, finalmente svegliatosi, il Pd scopre che la strada da percorrere è proprio quella dell’esproprio. E ne condivide l’obiettivo. Prendiamo atto con soddisfazione di questa presa di posizione. Meglio tardi che mai».
Vagnozzi chiede quindi ai dem di ricordare le scelte compiute sul futuro dell’edificio: «Perché nel 2020 si è scelto di percorrere la strada dell’accordo con il privato, aprendo a nuove destinazioni urbanistiche? Perché si è interrotto il percorso giudiziario per l’acquisizione dell’immobile avviato dall’amministrazione Agostini? E perché nel 2021, quando l’opposizione chiedeva di fermarsi e di non dare seguito all’accordo con la famiglia Renzi, quelle richieste non furono accolte?».
Nel comunicato, la capogruppo richiama i contenuti dell’intesa e le contropartite previste: «Con la variante urbanistica approvata dall’amministrazione Loira, la proprietà avrebbe potuto valorizzare un immobile in pieno centro a Porto San Giorgio, con nuove destinazioni commerciali e residenziali e circa 440 metri quadrati in più di superficie utile lorda. Come compensazione per i costi dell’investimento e per la concessione della sala pubblica (in comodato d’uso), il Comune concedeva il cambio di destinazione d’uso di una struttura incompiuta da oltre vent’anni situata in Via XX Settembre (Il Timone 4). La destinazione passava da turistico-ricettiva (alberghiera) a residenziale, sbloccando la possibilità per la proprietà di convertire il cantiere e vendere appartamenti. Dunque opportunità di guadagno importanti per il privato, mentre al Comune sarebbe spettata una sala polifunzionale di circa 140 posti in comodato per un periodo limitato e la riqualificazione di piazza della Marina».
«Il punto è questo: a fronte delle importanti opportunità offerte al privato, che cosa avrebbe guadagnato davvero la città? Una contropartita decisamente irrisoria!», afferma Vagnozzi, che aggiunge: «Il Pd oggi chiede condivisione, ma dov’era questa disponibilità al confronto quando si trattava di decidere il futuro dell’Excelsior? E quanto ha pesato il calendario elettorale nelle scelte di allora? Interrogativi politici che non possono essere cancellati semplicemente cambiando posizione».
La capogruppo sostiene infine che l’ipotesi di esproprio sia oggetto di valutazioni tecniche e legali. «Non siamo davanti a un’iniziativa improvvisata per inseguire il consenso, ma a un percorso sul quale si sta lavorando con il supporto di consulenti incaricati di individuare le modalità più corrette, congrue e conformi alla legge per acquisire l’immobile», dichiara. «Non ci nascondiamo le difficoltà e non sottovalutiamo i tempi necessari. Ma governare significa anche assumersi la responsabilità di affrontare problemi complessi, anziché lasciarli irrisolti».
















