foto diffusa dal coordinamento Sinistra Italiana – AVS Fermo – Sinistra Italiana Marche

Riceviamo da Sabrina Isidori, per conto del coordinamento Sinistra Italiana – AVS Fermo – Sinistra Italiana Marche, e pubblichiamo:
«Un terremoto nel terremoto. Un’indagine articolata, coordinata dalla Direzione Nazionale Antimafia, che riguarda i cantieri del terremoto e un sistema di appalti post sisma che coinvolge, tra gli altri, anche l’avvocato Fabio Pistarelli, personaggio di spicco della destra marchigiana. L’ex capo di gabinetto del Presidente Acquaroli, suo spin doctor nella scorsa campagna elettorale, già esponente di Alleanza Nazionale e oggi in Fratelli d’Italia, è stato arrestato con l’accusa di associazione a delinquere finalizzata alla corruzione.
Un’inchiesta che entra in uno dei temi cruciali di questa regione, quello della ricostruzione post sisma, quello per cui il governo Meloni ha nominato Guido Castelli come commissario straordinario, quello che riguarda la vita in carne e ossa delle persone che hanno perso tutto e che ancora aspettano risposte.
«Lo scandalo, tuttavia, non si ferma al Maceratese ma travolge anche la provincia di Fermo, toccando direttamente il cuore del suo capoluogo. Tra i soggetti coinvolti nell’inchiesta spicca infatti il nome di Crucianelli, proprietario dell’impresa edile che si sta occupando del delicato restauro del Palazzo dei Priori. Di fronte a questo scenario inquietante, la domanda sorge spontanea e drammatica: che fine faranno ora tutti i cantieri aperti sul territorio? Il rischio concreto è quello di un blocco totale dei lavori, che lascerebbe la comunità fermana con ferite monumentali e strutturali insanabili.
Tra l’altro, la Cgil e la categoria edile Fillea avevano segnalato, già nel 2017 (a partire dagli accertamenti sui cantieri delle Sae – Soluzioni Abitative di Emergenza a Ussita e nei Comuni del cratere), la necessità di verificare la regolarità degli appalti per la ricostruzione, in materia di rispetto delle procedure e dei diritti.
La magistratura faccia naturalmente il suo corso, ma oggi le marchigiane e i marchigiani non possono accontentarsi dell’invocazione di un presunto tradimento: il governo regionale e la destra marchigiana hanno il dovere di assumersi una evidente responsabilità politica in questa gravissima vicenda e risparmiarci ulteriori passerelle e strumentalizzazioni istituzionali nei territori terremotati.
La destra, quella del modello Marche, quella del presidente Acquaroli, ma anche quella che governa il Paese, tutta ordine e disciplina, che pensa che aumentare le pene per le persone minorenni sia la soluzione, che legifera a colpi di decreti sicurezza e sbandiera l’aumento di pene e reati per la legalità, cosa ha da dire?».
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