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Rapinato e picchiato a sangue
perché non aveva soldi:
il racconto shock di Roberto

PORTO SANT'ELPIDIO - Una scena da Arancia Meccanica quella che si è consumata ieri sera, attorno alle 22.45, in Via Mameli, non lontano dall'area ex Orfeo Serafini all'altezza della stazione. Le parole di Roberto: "Ho dato loro subito il mio portafoglio. Lo hanno aperto e hanno visto che dentro non c'erano soldi perché effettivamente in quel momento non avevo nulla con me"
martedì 3 ottobre 2017 - Ore 22:33
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Roberto  dopo l’aggressione

 

di Paolo Paoletti

Rapinato e picchiato a sangue perché non aveva soldi nel portafoglio. Una scena da Arancia Meccanica quella che si è consumata ieri sera (lunedì), attorno alle 22.45, in Via Mameli a Porto Sant’Elpidio, non lontano dall’area ex Orfeo Serafini all’altezza della stazione.

A raccontare quanto avvenuto è lo stesso Roberto S., 29 anni di Monte Urano, tornato a casa nella tarda mattinata di oggi dopo una notte trascorsa in osservazione al pronto soccorso dell’ospedale Murri di Fermo. Un racconto shock che lascia trapelare tutta l’efferatezza di quanto avvenuto e che dovrà essere sottoposto al vaglio delle forze dell’ordine, come da prassi, per risalire ai responsabili, con la documentazione sanitaria che con ogni probabilità finirà al presidio della polizia all’ospedale dal momento che il giovane, dopo aver subito l’aggressione, non ha chiamato le forze dell’ordine.

“Ero andato a fare una passeggiata sul lungomare con un mio amico – racconta Roberto – erano circa le 22.45 e stavamo tornando verso la mia macchina e ci siamo salutati. Lui ha proseguito a piedi, abitando nelle vicinanze, mentre io ho raggiunto l’auto parcheggiata lungo la strada che costeggia la ferrovia. Proprio mentre stavo salendo nella mia macchina sono arrivati due uomini con il cappuccio a bordo di uno scooter senza targa. Sono scesi, gettando a terra il motorino e sono venuti verso di me. Mi hanno bloccato la portiera e mi hanno detto solo ‘soldi’. Non li ho visti in faccia ma ricordo che avevano un accento straniero“.

A questo punto è iniziato un vero e proprio incubo: “Non volevo problemi – racconta Roberto – così ho dato loro subito il mio portafoglio. Lo hanno aperto e hanno visto che dentro non c’erano soldi perché effettivamente in quel momento non avevo nulla con me. Arrabbiati hanno tirato il portafoglio nell’abitacolo della macchina ed hanno iniziato a prendermi a cazzotti e calci dicendomi che stavo dicendo una bugia e che avevo i soldi nascosti da un’altra parte. Non potevo fare niente”.

I due criminali dopo aver picchiato a sangue Roberto sono risaliti sullo scooter e se ne sono andati a mani vuote. Roberto aggiunge: “Ero impaurito e pieno di sangue, il mio unico pensiero era che potessero ritornare da un momento all’altro quindi non ho pensato di chiamare il 118 o le forze dell’ordine ma sono salito di corsa in macchina e mi sono diretto al pronto soccorso del Murri di Fermo. Ero pieno di sangue. Avevo paura tornassero”.

Una volta arrivato al Murri, Roberto, volontario della protezione civile e nella pubblica assistenza, è stato subito preso in cura dai sanitari che lo hanno medicato e tenuto sotto osservazione fino alla tarda mattinata di oggi: “Ho riportato delle lesioni alla gamba, un’ematoma al torace e delle ferite sotto lo zigomo sinistra che mi hanno suturato con la colla. Questa mattina mi hanno sottoposto a tutti i controlli medici, anche oculistici e fortunatamente l’occhio sta bene”. Una prognosi di cinque giorni. 

Il referto con il racconto fatto da Roberto ai sanitari, come da prassi, verrà trasmesso alle forze dell’ordine, a partire dal presidio di polizia al Murri, che avvieranno tutte le indagini per risalire ai responsabili di questo efferato gesto.

 

 

 


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