La variante al centro della discussione

“A seguito del Consiglio comunale svoltosi ieri sera, è doveroso spiegare alla cittadinanza i contenuti di alcuni importanti passaggi, in particolare – la nota della giunta e dei gruppi di maggioranza dopo il consiglio comunale di ieri sera – quello inerente la variante approvata nell’aprile 2009 dall’amministrazione di cui facevano parte Gismondi e gli altri, nella quale era previsto un accordo di programma per fare la strada provinciale poi realizzata a Villa Luciani; un accordo attraverso il quale i privati cedevano la terra per realizzare il tratto ed in cambio ottenevano, appunto, una variante che prevedeva un indice dei lotti, una perimetrazione della lottizzazione ed altro ancora.

Subito dopo, nel giugno 2009, la stessa amministrazione ha però approvato il Piano Regolatore Generale come se questa variante non fosse mai esistita. I privati successivamente, considerato il venire meno dei termini dell’accordo, hanno paventato una richiesta di risarcimento danni.

L’obiettivo dell’atto da noi portato in Consiglio – fanno sapere dalla giunta e dai gruppi di maggioranza – quindi, era e rimane quello di sanare questa assurda situazione, riportando in vita l’accordo dell’aprile 2009. Segnaliamo, inoltre, che in quella variante c’erano errori tecnici inspiegabili, come l’assenza di un piano acustico. Una volta che ce ne siamo resi conto, lo abbiamo fatto rifare dal privato che ha provveduto ad inviare il piano il 30 aprile scorso, quando il Comune era chiuso. Per questo motivo il documento, che non inficia in alcun modo la sostanza, è stato inviato ai Consiglieri comunali soltanto il 2 maggio. E proprio per permettere un approfondimento, abbiamo deciso di ritirare il punto dall’ordine del giorno.

Premesso come la posizione aventiniana di Gismondi sia apparsa sin dalle primissime battute alquanto strumentale, anche alla luce delle sue precedenti assenze ai vari Consigli convocati, attendiamo il prossimo Consiglio comunale per discutere di un simile tema insieme a chi ha creato il problema”.

 

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