Sibillini, l’allarme del Cai: «Afflusso record al lago di Pilato, a rischio ecosistema e sicurezza degli escursionisti»

MONTAGNA - «Il lago di Pilato non è una cartolina da conquistare con leggerezza. È un ambiente estremo e fragilissimo -  dichiara Roberto Tomassini, presidente Cai Fermo - Stiamo vedendo persone partire a mezzogiorno senza acqua, in scarpe da ginnastica, seguendo solo un reel visto la sera prima. La montagna non perdona l’improvvisazione. Serve preparazione, rispetto delle regole e consapevolezza dei propri limiti. Come Cai chiediamo a tutti un passo indietro rispetto alla logica del ‘fai da te’ e un passo avanti verso la cultura della responsabilità e consapevolezza del rischio in montagna»

Il lago di Pilato (foto ricevuta dal Cai Amandola e Cai Fermo – sottosezione Montefortino)

Afflusso record al lago di Pilato, e il Cai lancia l’allarme «overtourism e un appello urgente per la tutela del lago stesso e per la sicurezza sui Monti Sibillini»

«Nelle ultime settimane – si legge in una nota dei Cai di Amandola e di quello di Fermo, con la sottosezione di Montefortino – il lago di Pilato registra un afflusso senza precedenti. L’aumento di visitatori sta mettendo a rischio sia il delicato ecosistema dell’area sia la sicurezza degli escursionisti stessi.

E così il Cai segnala una «preparazione inadeguata: molti escursionisti affrontano il percorso senza allenamento, con calzature e abbigliamento non idonei, comportamenti non consentiti: presenza di cani in aree vietate, avvicinamento alle acque del lago, uso di droni, abbandono dei sentieri, e una cultura dell’approssimazione: si diffonde l’idea che basti un video social o un’app per affrontare itinerari complessi, sottovalutando tempi, meteo e rischi.

«Il lago di Pilato non è una cartolina da conquistare con leggerezza. È un ambiente estremo e fragilissimo –  dichiara Roberto Tomassini, presidente Cai Fermo – Stiamo vedendo persone partire a mezzogiorno senza acqua, in scarpe da ginnastica, seguendo solo un reel visto la sera prima. La montagna non perdona l’improvvisazione. Servono preparazione, rispetto delle regole e consapevolezza dei propri limiti. Come Cai chiediamo a tutti un passo indietro rispetto alla logica del ‘fai da te’ e un passo avanti verso la cultura della responsabilità e consapevolezza del rischio in montagna».

Da qui l’appello e le raccomandazioni per chi vuole visitare il lago di Pilato: «Informarsi solo da fonti autorevoli: guide alpine, accompagnatori Cai, forestali, siti ufficiali del Parco, equipaggiamento con calzature da trekking, abbigliamento a strati, scorta d’acqua, kit di primo soccorso, valutare onestamente la propria condizione fisica e i tempi di percorrenza, consultare sempre le previsioni prima di partire ed evitare le ore più calde, rispettare i regolamenti del Parco: non avvicinarsi alle acque, non introdurre cani dove vietato, no droni, no rifiuti, restare sui sentieri segnalati. Sul fronte sicurezza, non affrontare da soli itinerari lunghi e isolati. Preferire escursioni in gruppo o con accompagnatori esperti. Ed infine in caso di emergenze allertare il 112».


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