Delitto di Garlasco, il consulente sangiorgese De Angelis a “Quarto Grado”: «Quell’impronta non può essere di Sempio»

TV - Alla luce delle valutazioni contenute nella relazione tecnica su cui ha messo la firma anche il consulente sangiorgese Giacomo De Angelis, la difesa ritiene che l’impronta oggetto di analisi non sarebbe riconducibile neppure a una scarpa di numero 42, tesi che rappresenta uno dei punti centrali dell’elaborato redatto dai consulenti

Giacomo De Angelis a “Quarto Grado”

Nuovi elementi tecnici entrano nel dibattito sulle tracce analizzate nell’ambito del caso Garlasco. E a fornirle è il sangiorgese Giacomo De Angelis, uno dei consulenti tecnici della difesa di Andrea Sempio, consulente specializzato in calzature, autore insieme al criminologo Armando Palmegiani di una relazione che mette in discussione alcune conclusioni relative all’impronta di scarpa oggetto di accertamenti.

De Angelis, infatti, è stato contattato dai legali di Sempio, il 38enne accusato dell’omicidio di Chiara Poggi nell’inchiesta bis, e nominato consulente tecnico, appunto, per lo studio dell’impronta.

Nel mirino l’impronta Frau 42. Analizzata la soletta di montaggio (il sottopiede della scarpa) rispetto alla dimensione del battistrada. Una relazione a quattro mani, targata Palmegiani (ex poliziotto della Scientifica) e De Angelis, con dati tecnici. E la difesa punta a dimostrare, infatti, che il piede di Sempio è più grande e non entrerebbe in quell’impronta.

Giacomo De Angelis a “Quarto Grado”

Secondo quanto spiegato dal consulente sangiorgese questa sera nella trasmissione “Quarto Grado” su Rete 4, il lavoro svolto si è basato sulle misurazioni effettuate, all’epoca, dai carabinieri del Ris e riportate negli atti tecnici. Dall’analisi di tali dati, sostiene lo stesso De Angelis, emergerebbe una presunta incompatibilità tra le dimensioni dell’impronta rilevata e quelle della scarpa a cui sarebbe stata associata.

«Dalle misure disponibili – spiega il consulente – abbiamo rilevato che un piede con una pianta da 11,5 centimetri non può essere contenuto in un battistrada largo 9,5». Un aspetto che, secondo gli autori della relazione, richiede una corretta distinzione tra le diverse parti della calzatura.

Il tecnico sangiorgese ha anche illustrato il concetto di “alloggio del piede”, ovvero la parte interna della scarpa che accoglie il piede e che non è visibile dall’esterno. Diverso, invece, il battistrada, ossia la porzione inferiore della suola che entra in contatto con il terreno e lascia l’impronta.

«L’impronta rilevata – sostiene il consulente – corrisponde al battistrada, che è generalmente più largo rispetto alla reale calzata della scarpa. Per questo motivo non è corretto sovrapporre automaticamente le due misure».

Giacomo De Angelis a “Quarto Grado”

Insomma per i tecnici della difesa la larghezza del piede dell’indagato sarebbe fisicamente impossibile da contenere in una scarpa con piante dei piedi di larghezza significativamente inferiore, pari a un massimo di 9,2 centimetri. Il riferimento è, ovviamente, all’impronta 6, ovvero quella traccia di scarpa a pallini dell’aggressore di Chiara Poggi che era stata individuata sul pavimento della villetta di Garlasco e identificata in marca Frau (codice 27U1) di taglia 42.

Alla luce delle valutazioni contenute nella relazione tecnica, la difesa ritiene che l’impronta oggetto di analisi non sarebbe riconducibile neppure a una scarpa di numero 42, tesi che rappresenta uno dei punti centrali dell’elaborato redatto dai consulenti.

Le conclusioni della relazione si inseriscono nel più ampio confronto tecnico tra le parti e saranno oggetto di ulteriori valutazioni nell’ambito degli accertamenti e delle verifiche processuali.

Giacomo De Angelis a “Quarto Grado”


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