
di Pierpaolo Pierleoni
Il primo round tra i candidati sindaci se ne va all’insegna del fair play. Toni garbati, tranne qualche scintilla finale, al confronto organizzato dal Gruppo giovani dell’Azione cattolica della parrocchia San Pio X. Gremitissimo il Malloni Trace alla zona industriale per il dibattito, incentrato su problemi e prospettive per i giovani.
Domande veloci per rompere il ghiaccio, iniziando da tre aggettivi per definire i giovani di Porto Sant’Elpidio, “laboriosi, dignitosi, ottimisti” secondo Alessandro Felicioni, “ambiziosi, volenterosi e appassionati” per Nazareno Franchellucci, “fantasiosi, curiosi e tenaci” per Moira Vallati, “tecnologici, dediti e curiosi” per Giorgio Marcotulli e “pigri, identitari, speranzosi” ad avviso di Francesco Pacini.
C’è anche uno spazio amarcord, dedicato alle memorie di gioventù più care legate alla città. Pacini rimpiange i campetti sotto casa ed i centri d’aggregazione giovanile in tutti i quartieri, Marcotulli “i giardinetti e il campo de Nannì”, Vallati l’esperienza “con l’associazione culturale Diogene”, Felicioni “il mare e le uscite estive”, Franchellucci “il pallone nello zaino e le partite prima e dopo la scuola al campetto dei preti”.
POLITICHE PER LA FAMIGLIA

Si entra nel vivo, partendo dalle politiche in favore della famiglia. Per il sindaco uscente “Possiamo vantare un’altissima qualità della vita. Per l’infanzia abbiamo scuole meravigliose, quando i figli crescono un’ampia gamma di attività sociali, culturali sociali. Per l’età più avanzata una grande rete del volontariato e di servizi per dare opportunità di essere assistiti nelle situazioni di fragilità. Siamo all’avanguardia nei servizi legati alla disabilità. Ci sono problemi sull’aspetto abitativo, costruire costa molto e gli affitti restano alti, la nuova amministrazione dovrà investire in questo campo”.
Pacini di Casapound propone “buoni spesa alle famiglie in difficoltà, sostegno a chi ha bimbi piccoli, aiuti per fruire di autobus e mense, sostegno alle società per consentire la pratica sportiva ai meno abbienti, riaperture di centri di aggregazione giovanilein ogni quartiere”.
Per la pentastellata Vallati c’è il problema “delle liste d’attesa troppo lunghe agli asili nido, proponiamo un servizio di babysitter con la stesura di una lista di personale qualificato a disposizione delle famiglie. Occorre proseguire nell’ediliza pubblica, potenziare i centri d’aggregazione giovanile e valutare assegni di sostegno per le situazioni di disagio”.
Il candidato del centrodestra Marcotulli vorrebbe “plessi scolastici più sicuri e confortevoli, piani di finanziamento per concedere voucher per l’inserimento di bambini in asili privati o convenzionati. Vogliamo strutture con orari più flessibili per rispondere agli orari lavorativi dei genitori. Sulla casa proponiamo un fondo di supporto a famiglie con basso reddito e sulle case popolari un nuovo regolamento che obblighi gli extracomunitari, per accedere alla domanda, a fornire la certificazione patrimoniale del Paese d’origine. Una scelta che in altre realtà, come Cascina, ha permesso a tanti italiani di avere un’abitazione”.
Per il civico Felicioni, “la priorità va alle situazioni a rischio di esclusione sociale. Nel bilancio 2017 c’erano 40.000 euro per le famiglie, cifra che si ridurrà. Senza condizioni favorevoli esterne rispetto agli interventi diretti del Comune, non si va da nessuna parte. Vanno messi giovani e famiglie in condizioni di farcela da soli. Parlo di scuole, impianti sportivi, sicurezza, che è la prima esigenza. Ogni volta che una coppia rinuncia e si rinuncia a costruire una famiglia, tutta la comunità perde un pezzo di sè”.
LAVORO E COMPARTECIPAZIONE TRA PUBBLICO E PRIVATO

Il secondo giro di domande entra nelle problematiche del mondo del lavoro e nella compartecipazione tra pubblico e privato. Per Vallati, “la risposta a problemi complessi sta nella partecipazione e nel coinvolgimento di tutti gli attori del mondo del lavoro. E’ imprescindibile l’europrogettazione e noi del Movimento possiamo vantare relazioni con figure di alto profilo in questo campo. Vogliamo attuare il coworking, mettendo a disposizione immobili pubblici tramite bandi”.
Secondo Felicioni “i cittadini debbono pretendere che pubblico e privato collaborino per far rimanere e dare opportunità ai nostri giovani, che sono tesori da preservare. Tutti i programmi del nostro gruppo sono a lunga gittata. Anche noi crediamo molto nel coworking e stiamo individuando aree dove attuarlo. Pensiamo anche a soluzioni come il Fablab, laboratorio tecnologico per sperimentare prototipi. Oggi viviamo una spirale negativa ed i ragazzi si trovano in una terra di mezzo. Dobbiamo insegnare loro anche ad annoiarsi, perchè serve a sviluppare il proprio talento”.
Marcotulli spera nel “riconoscimento del distretto calzaturiero come area di crisi complessa, che potrà dare possibilità di rigenerazione alle aziende. Puntiamo sull’europrogettazione e su partnership con le università, ad esempio nel campo di una più efficace comunicazione turistica”.
Franchellucci ritiene “dovere di un sindaco cavalcare belle idee e dare opportunità a chi investe con progetti innovativi, come hanno fatto i proprietari del Malloni Trace. Non li abbiamo lasciati nel calvario della burocrazia, ma abbiamo dato massimo supporto ad un progetto splendido. Dobbiamo aprirci a nuove esperienze, anche con investimenti diretti, ad esempio prevedendo esenzioni totali per chi fa innovazione tecnologica, magari riscattando i lotti della zona industriale oggi non utilizzati o restituiti, per favorire chi guarda al futuro e dà lavoro. Nel turismo pensiamo di percorrere anche nuovi canali, come quello sociale legato all’accessibilità”.
Secondo Pacini “pubblico e privato possono collaborare, a patto che prima venga sempre garantito l’interesse pubblico. A noi piace ricordare la nazione che eravamo e lavorare per tornare ad essere una grande potenza. Il nostro territorio ha ancora un settore produttivo capace di dire la sua”.
COMMERCIO: PERCHE’ SCEGLIERE PORTO SANT’ELPIDIO
Tocca di nuovo al candidato di Casapound per l’ultimo giro di domande, incentrato sul commercio e sul perchè si dovrebbe scommettere su Porto Sant’Elpidio. “Nel nostro programma proponiamo distribuzione di eventi su tutto il territorio comunale. Vogliamo istituire un tavolo di trattativa tra Comune, proprietari di locali sfitti e privati intenzionati ad aprire nuove attività, e l’istituzione di uno sportello di indirizzo per i giovani e l’intercettazione di fondi europei”.
Marcotulli sottolinea di aver “scommesso su Porto Sant’Elpidio, aprendo uno studio professionale in centro”. Sul commercio “fondo di ristoro per le attività danneggiate da opere pubbliche con lunghi cantieri. Si guardi a cosa è accaduto con i lavori in piazza Garibaldi, sarebbero serviti a monte interventi per sostenere i negozianti. Siamo pronti a dare sostegno a chi vuole aprire attività artigianali nel tessuto urbano”. C’è anche una stoccata per “il centro sociale che dovrebbe servire i soci e non fare concorrenza alle attività commerciali, come accade in via Pesaro, dove gli esercizi durano pochi mesi”.
Felicioni rimarca di aver messo in lista quelli che hanno scommesso su Porto Sant’Elpidio e cita l’artigiano Umberto Tofoni, ideatore dei papillon in vetro Poculum. “La riattivazione del commercio non parte dalle facilitazioni, ma dall’aumento della domanda, possibile solo ripopolando il centro, con arredo urbano, manutenzioni, maggiore appetibilità. Facciamo in modo che i giovani abbiano voglia di tornare a Porto Sant’Elpidio. Hugo diceva che se l’avvenire è la porta, il passato è la chiave”.
Vallati torna a rimarcare l’esigenza “dell’accesso a bandi europei che portino a canali di finanziamento importanti, anche con la compartecipazione tra enti pubblici e privati”.
Franchellucci para i colpi sui lavori in centro: “Ciò che è stato fatto è sotto gli occhi di tutti. Oltre a riqualificare serve creare aree per dare modo ai giovani di vivere la zona, lo facciamo portando all’ex Gigli la biblioteca, che a Porto Sant’Elpidio ad oggi conta 6000 ingressi l’anno. Proseguiremo con i canoni concordati per abbassare i prezzi d’affitto delle attività commerciali”.
SCINTILLE TRA MARCOTULLI E FRANCHELLUCCI
C’è ancora spazio per un giro di repliche e il duello Marcotulli-Franchellucci si accende: “Altro che risultato sotto gli occhi di tutti, in piazza Garibaldi si è ripavimentata un’area vuota e poco fruibile – ringhia Marcotulli – Via Battisti fu pensata come aperta al traffico, poi si è deciso di chiuderla e quando si è rivelata una scelta fallimentare l’amministrazione ha alzato un muro e non ha ascoltato nessuno. Riqualificare edifici al borgo marinaro è possibile solo se l’amministrazione è compiacente e autorizza con delibera di giunta. Noi vogliamo invece opportunità per tutti. E’ mancato sempre il confronto, via Principe Umberto, ad esempio, non si sa mai se sia aperta o chiusa, riqualificare il centro città dopo 50 anni era un’opportunità storica, l’abbiamo sprecata”. Felicioni si chiama fuori dallo scontro: “Noi siamo qui per essere qualcosa di diverso. Torno sul tema dei giovani, dicendo che dobbiamo affrontarne le esigenze da un punto di vista sociale”. Vallati guarda oltre il centro: “Ci sono altre zone della città e se vogliamo favorire nuove attività dobbiamo estendere il raggio d’azione, penso in particolare alla zona più a sud della città, che sembra dimenticata”. Il sindaco ribatte al candidato del centrodestra: “Su via Principe Umberto c’è stata concertazione coi negozianti. Si possono anche criticare gli interventi attuati, ma non porta a nulla. Quanto a viale Battisti, l’abbiamo resa pedonale perchè lo chiedeva tutta la città, anche l’opposizione. Comunque nel programma abbiamo previsto la possibilità di riaprirla ai veicoli”. L’ultima parola è per Francesco Pacini: “Non è vero che ci sia totale accordo per viale Battisti pedonale, tutt’altro”.
















