“Il consiglio comunale di ieri sera è stato caratterizzato da diverse circostanze di assoluto rilievo per il futuro della città. E, purtroppo, quando si parla di questioni cruciali, emerge la ormai consueta ambiguità politica del sindaco Calcinaro, costretto, per l’ennesima volta, a ritirare l’ordine del giorno. E così, dopo l’ambiguità manifestata nelle elezioni provinciali, che ha portato la città a perdere ben due consiglieri provinciali e peso specifico nell’assise provinciale, ecco l’ambiguità sulla gestione delle scuole cittadine”.
E’ l’affondo di Io Scelgo Fermo, con in testa il consigliere Pasquale Zacheo, che torna ad attaccare il primo cittadino. Gruppo consiliare che attacca:“Partiamo con ordine, ieri sera il Consiglio era chiamato a votare la presa d’atto di un progetto della Provincia, riguardante ufficialmente le officine dell’Iti Montani. La preside dello stesso istituto, Margherita Bonanni, quale consigliere del nostro gruppo, all’inizio della discussione, onde garantire trasparenza al suo ruolo di dirigente scolastico, ha ufficialmente segnalato la sua condizione di potenziale conflitto di interesse istituzionale, decidendo quindi di astenersi dalla trattazione dell’ordine del giorno. Immediatamente dopo, condividendo ed ampliando le nostre perplessità politiche e tecniche, la minoranza ha letteralmente messo all’angolo il sindaco Calcinaro, costringendolo al ritiro dell’ordine del giorno”.

Il sindaco Calcinaro
Zacheo che spiega la sua versione: “Durante la discussione è emerso che da una parte si voleva smembrare uno dei simboli storici e della cultura della città, ovvero l’Iti Montani, allocando le storiche officine a ben tre chilometri di distanza nella zona vicina alla pista di atletica, dall’altra si stava ventilando l’ipotesi di allocare il liceo classico nella stessa struttura posta all’approvazione. Ma nessuno sapeva nulla, paradossalmente neppure lo stesso Iti Montani e le sue componenti istituzionali, ivi compresi famiglie e studenti. Nessuno aveva minimamente preso in considerazione gli aspetti politici della delicata questione politica che riguardava il futuro della città e delle sue storiche strutture dell’Iti e del Liceo Classico. Nessuno si era minimamente preoccupato di come si potevano far spostare, giornalmente, gli studenti dell’Iti su una tratta così lunga, o come gestire gli orari di lezione. Nessuno si era preoccupato della sorte delle vecchie officine, nessuno si era preoccupato dell’attuale sede del Liceo Classico”.
Zacheo parla di: ” Un vero e proprio pastrocchio politico e tecnico, di cui nessuno sapeva nulla, ovvero lo sapeva solo in sindaco Calcinaro ed il dirigente dell’ufficio tecnico che aveva preso parte alla riunione decisiva per l’approntamento del progetto. Imbarazzanti le scuse addotte dal sindaco Calcinaro, il quale ha inteso sostenere l’assurda tesi della diffusa conoscenza essendo la notizia apparsa sulla stampa. Come a dire che le istituzioni comunicano tra loro attraverso i media e non attraverso i rapporti formali. Non si giustifica però il politico Calcinaro, che, sempre attraverso i media, da una parte sostiene l’inamovibilità dal centro storico del Liceo Classico, e contemporaneamente, dall’altra opera per spostarlo altrove in una struttura che invece viene ufficialmente proposta come nuova sede delle officine dell’Iti Montani. In ogni caso, comunque, si tratterebbe di una scelta scellerata, sia in caso di spostamento del Liceo Classico, sia in quello delle officine dell’Iti. Una questione quindi che doveva, e deve, riguardare tutta la città e non solo l’ambiguità politica del sindaco Calcinaro. Fortunatamente, dopo il nostro primo intervento e le conseguenti prese di posizione della minoranza, la questione è stata rimandata al mittente, in attesa dei necessari approfondimenti politici. Non si possono tollerare scelte che passano sulla testa dell’inconsapevole cittadinanza, in una chiara sospensione della democrazia. Non vorremmo che il sempre più evidente strabismo politico di Calcinaro sia la conseguenza dei diversi mal di pancia che stanno caratterizzando la sua maggioranza”.















