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Rappresentante di gioielli rapinato,
la Polizia chiude il cerchio:
l’ultimo ricercato del ‘commando’
finisce in carcere

FERMO/NAPOLI - Le indagini della Squadra Mobile della Questura di Fermo, insieme ai colleghi partenopei, sono scattate subito dopo la rapina a un rappresentante di gioielli avvenuta il 26 febbraio 2019 a Porto Sant'Elpidio. E ieri l'ultimo dei quattro componenti della banda è stato costretto a costituirsi
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di redazione CF

Mancava solo lui all’appello degli investigatori della Polizia. E dopo più di un anno, alla fine, messo alle strette si è costituito anche il quarto uomo a cui gli inquirenti attribuiscono la responsabilità di una rapina commessa nel febbraio dello scorso anno a Porto Sant’Elpidio. Ma andiamo per ordine, con la ricostruzione dei fatti fornita direttamente dalla Questura di Fermo.

“La mattina del 26 febbraio dello scorso anno, a Porto Sant’Elpidio, è stata perpetrata una violenta rapina ai danni di un rappresentante di gioielli. La Squadra Mobile di Fermo in perfetta sinergia con la Squadra Mobile di Napoli, a seguito di serrate attività investigative è riuscita ad identificare gli autori dell’efferato atto criminoso e dopo l’emissione delle misure cautelari da parte dell’Autorità Giudiziaria fermana ha proseguito con incessanti ricerche dei malfattori in trasferta rientrati, subito dopo la rapina, nelle zone di abituale dimora, ovvero Napoli ed il suo hinterland.
Dei quattro autori, riconosciuti senza alcun dubbio, e che oltretutto avevano tentato di sottrarsi alla cattura, uno era stato rintracciato in breve tempo dal personale delle due Squadre Mobili, un altro, braccato e vistosi senza possibilità di fuga, si era costituito pochi giorni dopo il primo.
In stretta collaborazione con l’omologo ufficio partenopeo, anche dopo mesi dal delitto, la Squadra Mobile della Questura di Fermo non ha mai abbandonato le ricerche degli altri due latitanti.
La sera del 26 dicembre 2019, proseguendo le serrate indagini finalizzate al loro rintraccio, la Polizia di Stato è riuscita ad arrestare anche il terzo componente del ‘commando’ presso l’abitazione di un parente dove il ricercato stava probabilmente trascorrendo le festività”.
E ieri finalmente il cerchio si è chiuso. “Dopo più di un anno di continue ricerche che avevano fatto terra bruciata intorno al quarto rapinatore, l’uomo – l’annuncio della Questura – è stato costretto a costituirsi e per lui si sono aperte le porte del carcere di un capoluogo campano”.


© RIPRODUZIONE RISERVATA


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