Calo demografico, case “serrate”, affitti a nero.  Il Csa Officina Trenino 211 accende i riflettori su alcuni temi che affliggono da anni la città. A partire da quello delle seconde case, spesso affittate solo per qualche mese d’estate, e talvolta senza un regolare contratto. Eppure basterebbe accedere a qualche banca dati, ad esempio quella relativa alle utenze domestiche per avere un quadro più chiaro.

«A Porto San Giorgio ci sono in percentuale più turisti nascosti al fisco di una città come Firenze» scrivono i componenti del centro sociale di viale della Vittoria. «Incappiamo in un altro numero tondo, 15.000. E’ lo spartiacque che divide i paesi in base alla legge elettorale. Al di sotto tutto diventa più semplice: maggioritario, una lista per candidato sindaco, chi vince prende 2/3 dei seggi, un solo turno e così via. Per capire se ci tocca in sorte la legge elettorale dei piccoli basta la cifra ufficiale: 15699 abitanti e ricordarsi che nel decennio precedente Porto San Giorgio ha perso lo 0,5% medio all’anno, con una accelerazione nel 2019 (-2,2%)».

Parte da qui l’Officina Trenino per lanciare un primo allarme: «Alle prossime elezioni potremmo essere meno di 15.000, anche perché dal 2021 la popolazione legale si calcola ogni 5 anni». Se a questo si associa l’altro atavico problema, ovvero la mancanza di abitazioni a prezzi accessibili, il cerchio si chiude. «L’assessorato ai servizi sociali gestisce forse l’unico mezzo di contrasto all’estromissione degli abitanti, è la legge regionale 431 di sostegno all’affitto. Grazie a questa forma di welfare sono stati erogati 100 contributi per casi di morosità che riguardano contratti in essere, tutti più bassi di 650 euro. Per ora 100 famiglie possono ancora rimanere in città, ma è un rimedio temporaneo, quando scadranno i contratti verranno estromessi». I componenti del sodalizio sostengono allora che la fusione con il vicino Comune di Fermo possa portare volontariamente «ad un declassamento per diluire i numeri allarmanti in un territorio più grande. Se gli 8,7 kmq con il secondo consumo di suolo più alto delle Marche non fossero più una unità amministrativa a sé stante, ma solo un quartiere di un Comune che ha tanto territorio come Fermo, la media si abbasserebbe e l’emergenza finirebbe». E lo stesso discorso l’Officina Trenino lo estende ad altre situazioni allarmanti, come la scarsità di posti letto nelle strutture ricettive piuttosto che sul fronte dei costi di smaltimento e raccolta della spazzatura. «I dati sui rifiuti solidi urbani indicano come il turismo in nero carichi di costi la comunità sangiorgese più di quanto lo stesso fenomeno non faccia nelle città d’arte». L’analisi del centro sociale si chiude paventando quindi che Porto San Giorgio possa diventare nel tempo «un quartiere ad alto reddito di gente nata altrove, dove chi è rimasto a godersi la bassa stagione non sa dove andare a comprare il pane» e questo se va in porto l’operazione di fusione che secondo gli esponenti del centro sociale mirerebbe a diluire i problemi della città senza patire le conseguenze dello spopolamento.

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA